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Un pesto genovese nel mortaio da Campionato mondiale, ecco come si fa

Video tutorial con Roberto Panizza
LA RICETTA, LE DOSI, LA TECNICA

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di Monica Di Carlo

Non avete mai fatto il pesto nel mortaio? Non avete idea delle dosi? Volete imparare la tecnica per realizzare il vero pesto genovese nel mortaio, come si faceva una volta? Ve lo insegna Roberto Panizza, patron del Campionato mondiale di pesto al mortaio. Servono ingredienti di qualità: basilico Dop, olio extravergine ligure, pinoli italiani, pecorino fiore sardo, parmigiano reggiano, sale, aglio possibilmente di Vessalico. Il risultato è strepitoso: molto più profumato di quello che si può ottenere con il frullatore, che ha anche il difetto di scaldare e cuocere la salsa, la seconda più consumata al mondo dopo quella di pomodoro. Nel video tutorial le quantità degli ingredienti e la “tecnica”. Ogni famiglia genovese ha la propria ricetta per il pesto: variano a seconda dei gusti la quantità del parmigiano, del pecorino o dell’aglio. La ricetta mostra una ricetta equilibrata che ognuno potrà leggermente modificare decidendo di aumentare o diminuire quantità di alcuni ingredienti senza, però, mai esagerare.
Panizza fa il pesto in un mortaio di 42 chili che ha 200 anni e arriva da un monastero benedettino. Voi potete usare quello di dimensioni “regolari”, magari ereditato dalla nonna.
Il pestello di Panizza è stato realizzato in legno di pero.
Potrete fare da soli il vero pesto genovese senza paura di sbagliare.
Il video tutorial è stato realizzato nel ristorante della famiglia Panizza, “Il Genovese” in via Galata, dove chi non ha tempo o voglia di “imbracciare il pestello” può anche ordinare il pesto al mortaio già fatto che, però, viene prodotto su prenotazione in quantità limitatissima: appena due chili la settimana. Un vero “prodotto di nicchia”.

Questo il link del Campionato mondiale di pesto al mortaio.

http://www.pestochampionship.it/

 

 

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