Il Suq torna al Porto Antico e attraversa 25 Paesi: 65 eventi tra teatro, musica, cucine e dialogo

Dal 14 al 24 giugno, con anteprima il 13, la 28ª edizione del festival porterà a Genova 10 spettacoli teatrali, 10 concerti, incontri, laboratori, cucine dal mondo e iniziative per l’ambiente. La direzione artistica è affidata a Bintou Ouattara e Carla Peirolero

Il Suq Festival torna a Genova per la sua 28ª edizione e sceglie come filo conduttore “Attraversare i confini”. Non solo quelli geografici, ma anche quelli culturali, linguistici, generazionali, sociali e simbolici. Dal 14 al 24 giugno, con un’anteprima teatrale il 13 giugno, il Porto Antico tornerà a trasformarsi in una grande piazza del dialogo, con la scenografia colorata firmata da Luca Antonucci, 1.300 metri quadrati di allestimento, 35 tra cucine e botteghe di artigianato, 100 ospiti, 65 eventi e la presenza di 25 Paesi.

La sede centrale sarà come sempre piazza delle Feste, affiancata da altri luoghi del Porto Antico, dall’Isola delle Chiatte alla Claque del Teatro della Tosse. La direzione artistica è di Carla Peirolero, quest’anno affiancata da Bintou Ouattara, artista che porta nel festival uno sguardo maturato tra Burkina Faso e Italia, dove vive e lavora da oltre dieci anni. Al patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura si aggiunge il riconoscimento dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, a conferma della vocazione interculturale della manifestazione.

Il tema dei confini attraversa tutta la programmazione. Il viaggio del Suq passa da Albania, Algeria, Benin, Brasile, Burkina Faso, Cambogia, Colombia, Ecuador, Francia, Giappone, India, Indonesia, Iran, Libano, Marocco, Messico, Mozambico, Palestina, Perù, Senegal, Siria, Thailandia, Tunisia e Ucraina. Lo fa attraverso teatro, musica, danza, letteratura, incontri, laboratori, artigianato e cibo, mantenendo la formula che negli anni ha reso il festival uno dei luoghi più riconoscibili dell’estate genovese: ingresso libero per tutti gli appuntamenti, a eccezione degli spettacoli teatrali.
«Da 28 anni il Suq Festival è un fiore all’occhiello della programmazione estiva genovese e un modello insostituibile di inclusione attraverso l’arte – commenta l’assessore alla cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari –. In un panorama internazionale segnato da profonde tensioni, Genova ribadisce la sua vocazione storica di città di mare, di porto aperto e di crocevia di culture. Attraverso una rassegna teatrale di altissimo profilo, la musica e i linguaggi della contemporaneità, il Suq dimostra come la cultura sia anche uno strumento concreto per superare le barriere, promuovere la pace e dare voce alle nuove generazioni, quest’anno valorizzate anche attraverso la sinergia con la community La Nuova Zena. Siamo lieti di sostenere questa manifestazione, che unisce la cura per l’ambiente alla ricchezza del dialogo interculturale, animando il porto antico e il cuore della città».
Per Bintou Ouattara e Carla Peirolero, il primo confine da superare resta quello che separa le persone prima ancora dei territori. «Al Suq attraversiamo tante frontiere, ne abbiamo contate 25, è un viaggio meraviglioso. Ma il primo confine da valicare è quello tra noi e l’altro, la conoscenza reciproca ci permette di capire che la diversità può essere una ricchezza, non una minaccia. Il Suq crea comunità, mai come ora ne sentiamo il bisogno», spiegano le due direttrici artistiche.
La rassegna teatrale sarà uno degli assi centrali dell’edizione 2026. Il programma comprende 10 titoli, di cui tre prime nazionali, nove spettacoli per la prima volta in Liguria e due lavori realizzati da under 35. L’anteprima sarà il 13 giugno con “Poveri cristi” di e con Ascanio Celestini, in piazza delle Feste, a bazar chiuso. Nei giorni successivi arriveranno, tra gli altri, “Under the Flesh” con il libanese Bassam Abou Diab, “Pas moi” di e con Diana Anselmo nella lingua dei segni con sottotitoli per udenti, “Ceci n’est pas Omar” con Omar Giorgio Makhloufi, “DK Radio – Funeral Party” della compagnia Tony Clifton Circus, “Si son fatte le due” con Chiara Fenizi e Julieta Marocco, “Ragazza blu” con l’iraniana Sanam Naderi, “Parole sulla sabbia” del griot contemporaneo Abderrahim El Hadiri, “Confini” di Instabili Vaganti e la nuova produzione del Suq Festival “Ballata della donna e del soldato. Versi e canzoni contro la guerra”, da Bertolt Brecht e altre autrici e autori, con Sara Cianfriglia, Irene Lamponi, Bintou Ouattara e Carla Peirolero, cura drammaturgica e regia di Eva Cambiale.
Torna anche l’iniziativa solidale “# ilteatrofabene”, realizzata con Coop Liguria. Per il sesto anno, ogni biglietto venduto contribuirà a far crescere una donazione in buoni acquisto, destinata in questa edizione a La Nuova Zena, community che valorizza progetti artistici delle nuove generazioni e che avrà un ruolo significativo anche nella parte musicale del festival.
La musica del Suq 2026 avrà una forte impronta femminile e internazionale. Il 14 giugno si parte con il gruppo francese Bal O’ Gadjo, tra groove, trance e polifonie ispirate ai suoni popolari dell’Est e del Sud Europa. Il 16 giugno salirà sul palco Namritha Nori, cantante e cantautrice tra Istanbul e Venezia, con radici musicali che attraversano India, Italia e Asia sud occidentale e con un concerto dedicato al Libano. Il 17 giugno sarà la volta della senegalese Oumy, voce del Sahel, rapper, cantante e attivista che intreccia musica africana, emancipazione femminile e giustizia climatica. Il 20 giugno arriverà per la prima volta in Italia la giovanissima cantautrice mozambicana Osvalda Nhacune, mentre il 19 giugno spazio alle liguri Alter Echo, note a livello internazionale per il dialogo tra sonorità barocche, rock e repertori che attraversano epoche e generi. Il 21 giugno, per la Festa della Musica, il palco sarà affidato a La Nuova Zena; il 22 giugno il concerto del messicano Guajiro Calentano porterà ritmo, viaggio e celebrazione della vita.
Il programma degli incontri aprirà il 14 giugno con un omaggio a Goffredo Fofi, scomparso l’11 luglio 2025 e legato da una lunga amicizia al festival, al quale questa edizione è dedicata. Il ricordo passerà attraverso immagini e stralci sonori dei suoi interventi al Suq. Nei giorni successivi troveranno spazio tre presentazioni di libri: il 15 giugno Loris De Filippi presenterà “E ancora chiediamo perdono – Una testimonianza da Gaza”, in dialogo con Michele Brambilla, direttore de Il Secolo XIX; il 18 giugno Marco Aime parlerà con Oliviero Ponte di Pino di “Ritratto di una onesta utopia. La vita e l’eredità di Thomas Sankara”; il 19 giugno Maria Pace Ottieri, in dialogo con Pietro Veronese, presenterà “La prima volta che siamo stati bianchi”. Il festival ospiterà anche un incontro curato dall’associazione Ateatro sul critico teatrale come mediatore e facilitatore, con Marco Aime, Bintou Ouattara, Carla Peirolero, Giulia Alonzo e Oliviero Ponte di Pino.
Il 20 giugno, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, il Suq proporrà un confronto sugli 80 anni dal voto alle donne con Maria Grazia Daniele, Anna Maria Dagnino, Francesca Ferrando, Ivano Bosco e Anahita Tcheragali. Ci saranno poi incontri sulle nuove rotte e regole delle merci con rappresentanti delle Camere di Commercio italiane all’estero e un focus sul Centro storico e sulle sue trasformazioni con il Progetto di Comunità.
La sostenibilità resta una delle anime del festival. EcoSuq, con il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e in collaborazione con Cittadini Sostenibili, proporrà incontri e laboratori dedicati all’alimentazione a basso impatto ambientale, alla città a misura di bambini, alla campagna per lo stop alle pubblicità fossili, alla raccolta differenziata e al rapporto sensoriale con le piante attraverso “Atlante sonoro delle piante”, realizzato con l’Università di Genova. Non mancherà un corner per la raccolta di occhiali usati, a sostegno di un progetto dell’impresa Occhialeria Sociale per rendere la vista accessibile a tutti. Il festival conferma inoltre la sua identità “plastic free” con 15 iniziative dedicate all’ambiente.
Il Suq resta anche un viaggio attraverso i sapori. Il programma prevede show cooking per bambine e bambini, tra cui quello dedicato alle empanadas curato dal ristorante Mi Rico Perù, e un appuntamento con la Camera di Commercio di Genova sui segreti della Panera, semifreddo genovese. Nelle cucine del festival si potranno assaggiare proposte fusion ecuadoriane, indiane, indonesiane, mediorientali, messicane, senegalesi, siriano libanesi, sudamericane, sud-est asiatiche e tunisine.
I biglietti per il teatro costano 10 euro intero e 7 euro ridotto; per “Poveri cristi” 12 euro intero e 10 euro ridotto; per “Parole sulla sabbia” 5 euro, acquistabile solo alla biglietteria del festival. I biglietti sono disponibili su Vivaticket e, durante il festival, anche alla biglietteria del Suq. Il programma completo è consultabile all’indirizzo cliccabile https://www.suqgenova.it.
Il 28° Suq Festival è sostenuto, tra gli altri, dal Ministero della cultura, dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova con Genova Città dei Festival, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, dal Porto Antico di Genova e dalla Camera di Commercio di Genova. Ancora una volta, il festival porta nella città portuale una forma riconoscibile di incontro pubblico: non una semplice rassegna di spettacoli, ma un luogo in cui arte, cibo, parole e musica diventano strumenti per attraversare i confini senza cancellare le differenze.
In copertina: foto di Max Valle
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.