Parco delle Dune di Pra’, Patrone accusa: «Inaugurato dal centrodestra senza collaudi, riapertura parziale entro 10 giorni»

L’assessore al patrimonio Davide Patrone risponde in consiglio comunale sulla chiusura dell’area: mancano collaudi idrici ed elettrici e il regime concessorio non è mai stato formalizzato. Comune al lavoro con Aster, Amiu, Municipio e Autorità Portuale per riaprire la parte fruibile in sicurezza

Il Parco delle Dune di Pra’ potrebbe riaprire parzialmente entro una decina di giorni, ma solo nella porzione dove non sono richiesti collaudi. Per il resto dell’area serviranno ancora passaggi tecnici, verifiche e la definizione del regime concessorio con Autorità Portuale. È quanto ha spiegato in consiglio comunale l’assessore al patrimonio Davide Patrone, rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri Filippo Bruzzone, della Lista civica Silvia Salis sindaca, Claudio Chiarotti, del Partito Democratico, e Marco Mesmaeker, del Movimento 5 Stelle, che chiedevano chiarimenti sui motivi della chiusura, sulle irregolarità riscontrate e sui tempi di riapertura.

Il caso riguarda uno degli spazi più attesi del ponente cittadino, inaugurato l’11 aprile 2025 e poi rimasto al centro di una situazione amministrativa e tecnica che, secondo l’attuale giunta, non era stata completata prima dell’apertura al pubblico. Davide Patrone ha ricostruito la vicenda parlando di una «grande operazione di chiarezza e trasparenza», necessaria per distinguere le responsabilità del Comune da quelle di Autorità Portuale e per capire quali parti del parco possano essere restituite alla cittadinanza senza rischi.

Il passaggio più duro dell’intervento riguarda proprio l’inaugurazione del 2025. «Parto dalla situazione che abbiamo ereditato: il Parco delle Dune è stato inaugurato l’11 aprile 2025 in piena campagna elettorale, per la fretta di ottenere un articolo di giornale e senza che fosse tutto compiutamente definito dal punto di vista tecnico e amministrativo», ha detto Patrone. Secondo l’assessore, il parco fu presentato alla città come fruibile, ma senza che fosse concluso il percorso necessario a garantirne una gestione ordinata e stabile.
I nodi indicati dall’assessore sono due: da una parte la mancanza dei collaudi idrici ed elettrici, dall’altra la mancata formalizzazione del regime concessorio. Una combinazione che, secondo Patrone, ha prodotto una fase di incertezza nella quale l’area è rimasta accessibile per alcuni mesi pur senza un quadro amministrativo pienamente definito. «Permanevano profili aperti relativi ai mancanti collaudi idrici ed elettrici, ma anche alla mancata formalizzazione del regime concessorio che determinava ulteriori incertezze sulla gestione complessiva dell’area», ha spiegato l’assessore.
La chiusura, ha insistito Patrone, non sarebbe stata decisa per sottrarre uno spazio al quartiere, ma per ragioni di sicurezza. L’assessore ha parlato di criticità legate al verde e al contesto particolare in cui si trova il parco, a ridosso del terminal portuale. «Mi rivolgo con grande chiarezza alla popolazione di Pra’: tra fine inverno e inizio primavera si è disposta la chiusura del parco per ragioni concrete di sicurezza», ha detto, richiamando «rischi concreti per la fruizione ordinaria dell’area e per l’incolumità delle persone».
Nel suo intervento, l’assessore ha citato anche episodi legati al vento e alla vicinanza con le attività portuali. «In particolare, in occasione di eventi ventosi, erano state registrate situazioni di estrema gravità fino al distacco di container e la loro invasione all’interno del perimetro del parco», ha affermato Patrone. Da qui la scelta della chiusura temporanea, definita «un atto di responsabilità», anche perché, secondo l’amministrazione, mancano ancora collaudi necessari che rientrano nella responsabilità di Autorità Portuale.
L’obiettivo dichiarato è riaprire, ma senza forzature. Patrone ha spiegato che negli ultimi mesi si sono svolte interlocuzioni e sopralluoghi, anche con il Municipio, e che un incontro con Autorità Portuale ha permesso di fissare alcuni impegni. Il Comune dovrà presentare il Modello D1, necessario per la formalizzazione del regime concessorio complessivo, organizzare la chiusura notturna del parco e predisporre un servizio di vigilanza, controllo e presidio. Autorità Portuale, invece, dovrà procedere con i collaudi, verificare lo stato delle recinzioni e occuparsi degli altri aspetti collegati alla delimitazione dell’area.
Nel frattempo il Comune ha avviato gli interventi considerati più urgenti per rendere possibile una riapertura almeno parziale. Patrone ha citato un lavoro interassessorile con l’assessora all’urbanistica Francesca Coppola, l’Ufficio del Verde e la direzione Patrimonio. I lavori, affidati ad Aster, servono a ripristinare decoro e fruibilità dell’area, riportando il parco a una condizione compatibile con l’apertura al pubblico.
Non solo verde e manutenzione. L’assessore ha spiegato che il percorso amministrativo ha coinvolto anche Municipio, Amiu e Ufficio Animali, coordinato dalla consigliera Ghio, per arrivare alla presentazione del Modello D1. Anche questo passaggio, secondo Patrone, era stato lasciato in sospeso e ora diventa indispensabile per uscire dalla fase di incertezza.
Il cronoprogramma indicato in Aula prevede tre passaggi ravvicinati: conclusione dei lavori in capo ad Aster, assegnazione dell’incarico per apertura e chiusura del parco, posa della cartellonistica con orari e indicazioni per raggiungere l’uscita. In parallelo saranno effettuate verifiche sul progetto, compreso il tema della presenza o meno di un impianto antincendio. «Puntiamo a riaprire il Parco, nella porzione dove non sono richiesti collaudi, di qui a 10 giorni», ha detto Davide Patrone.
La riapertura completa, però, dipenderà dai passaggi successivi. Il Comune procederà con la presentazione del Modello D1 e poi dovranno arrivare i collaudi mancanti da parte di Autorità Portuale. Solo dopo, ha chiarito l’assessore, si potrà arrivare a un regime concessorio pieno, superando definitivamente la situazione amministrativa ereditata.
Nella parte finale dell’intervento, Patrone ha rivendicato il valore pubblico del Parco delle Dune e, più in generale, degli spazi fruibili nelle zone della città gravate da servitù. Pra’, nel ragionamento dell’assessore, deve poter avere luoghi accessibili e sicuri anche come compensazione rispetto al peso delle funzioni portuali e infrastrutturali che insistono sul territorio. «Come amministrazione crediamo nella necessità di valorizzare gli spazi a pubblica fruibilità che vanno a indennizzare le zone più colpite da servitù che gravano su singole porzioni della città, a beneficio dello sviluppo di tutti», ha detto.
Il messaggio politico è netto: l’attuale amministrazione dice di voler restituire il parco ai cittadini, ma dopo aver risolto i problemi rimasti aperti. «Confermiamo il nostro impegno costante nell’interlocuzione con tutti gli enti che hanno competenze e nel sollecitarli», ha concluso Patrone, sottolineando la volontà del Comune di intervenire «talvolta laddove non dovrebbe» per riportare il Parco di Pra’ alla fruizione pubblica e superare quella che ha definito «mala gestio da attribuire all’amministrazione precedente».
Le interrogazioni di Filippo Bruzzone, Claudio Chiarotti e Marco Mesmaeker hanno quindi consentito di mettere in fila i punti ancora aperti: perché il parco è stato chiuso, quali collaudi mancano, chi deve occuparsi degli adempimenti, quali interventi sono stati avviati e quando una parte dell’area potrà tornare accessibile. La risposta dell’amministrazione fissa una prima scadenza, ma anche un limite: la riapertura sarà graduale e vincolata alla sicurezza, mentre il pieno ritorno alla normalità passerà dalla regolarizzazione concessoria e dai collaudi ancora da completare.
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