Genova, tra Halloween e Ognissanti. Zucche, tradizioni, cibo e turismo

12075001_10205094638271708_5266154695467498273_nAll’epoca dei primi cristiani, le tradizioni pagane del culto dei morti erano ancora molto presenti: la Chiesa cattolica faticava a sradicarle.. Così, nel 835, Papa Gregorio II spostò la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio al 1° novembre, pensando, in questo modo, di dare un nuovo significato ai culti pagani. Nel 998 Odilo, abate di Cluny, aggiungeva al calendario cristiano il 2 novembre, come data per commemorare i defunti. In memoria dei cari scomparsi, ci si mascherava da santi, da angeli e da diavoli; inoltre, si accendevano falò. Non sono quindi i culti pagani ad essersi ispirati al cristianesimo, ma è vero il contrario.
Ormai, in realtà, tutto quello che ha a che fare con Halloween (festa celtica passata attraverso il “tunnel “della società americana e quindi modificata secondo ilconsueto “modello stars & stripes”), non ha più molto a che fare nè con Ognissanti nè con le festività pagane. È semplicemente la voglia di fare festa, un motivo, ad esempio, per rallegrare la propria casa con le coloratissime zucche intagliate illuminate dall’interno con un piccolo cero. Queste le abbiamo trovate da “I fruttarelli” in via San Bernardo e costano 5,90 euro l’una, ma sono molti i negozi in città che le propongono.
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La tradizione in Liguria
In realtà, la tradizione ligure non è molto distante da quella americana. Da noi,  il giorno dei morti si preparino i “bacilli” (fave secche) e i “balletti” (castagne bollite). Tanti anni fa, alla vigilia del giorno dedicato ai morti i bambini si recavano di casa in casa per ricevere il “ben dei morti” (fave, castagne e fichi secchi), poi dicevano le preghiere e i nonni raccontavano storie e leggende paurose. Il “pellegrinaggio” dei piccini di casa in casa ricorda molto quella dei ragazzini americani che bussano e chiedono: “Dolcetto o scherzetto”.
Il proverbio e la cucina
“Chi fa i Santi sensa becco fa un Natale meschinetto!”: questo l’antico proverbio ligure. Quindi, si mangia polli oppure tacchino o faraona. Ma la tradizione vuole anche in tavola “stoccafisso e bacilli”. Tra i dolci tipici del periodo, ”Le fave dei morti”, pasticcini confezionati (in realtà più o meno nella stessa maniera in molte regioni italiane. Sono fatti di  mandorle e pinoli tritati finemente, che vengono impastati con zucchero, uova e farina e aromatizzata con cannella, scorza di limone e un cucchiaio di grappa.
Iniziative e turismo
Molte sono le iniziative organizzate dai locali in occasione della notte di halloween. Previsti anche eventi straordinari all’Acquario, al Galata Museo del Mare e nel cuore della città dove il 31 sera (sabato prossimo) ci sarà una nuova edizione del Ghost Tour, un evento che raccoglie ogni volta migliaia di partecipanti tra genovesi e turisti e che conduce alla scoperta delle leggende, delle storie e delle tradizioni della città. La partecipazione è libera e gratuita. Maggiori informazioni al link https://genovaquotidiana.com/2015/10/21/il-31-ottobre-appuntamento-col-ghost-tour-leggende-e-storie-in-un-percorso-da-brivido/
Per l’occasione, GenovaQuotidiana realizzerà un album di fotografie della serata che renderà gratuitamente scaricabili sul sito.

Questa la cartina dell’itinerario
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