Genovese cerca sui social la famiglia che accolse il nonno nel 1896 a Dinegro

Una donna cerca su Facebook le persone presso le quali l’avo, nato a Torriglia, fu preso a lavorare a 13 anni e che gli hanno consentito di costruirsi un futuro migliore a Genova

Mio nonno, Bartolomeo Casale, detto Berto, classe 1883, nato a Garaventa di Torriglia, dopo aver fatto il pastorello, “accordato” a chissà chi, già lontano da casa dai 9 agli 11 anni (come del resto gli altri fratellini) fu mandato, da solo a 13 anni, a Genova, questa volta per fare il garzonetto in porto, presso una famiglia. Poteva essere l’inizio di un risvolto ancora più duro e amaro della sua vita e, invece, fu la sua fortuna. Pur dovendo lavorare sodo, fu trattato come un familiare. Lui raccontava a mia madre che non aveva mai visto i carciofi e quando glieli misero davanti al piatto, non osava mangiarli perchè non sapeva da che parte cominciare, sia per i carciofi , che per altri piatti, mai consumati. Così, aspettava sempre che gli altri iniziassero, per vedere come si usavano le posate ecc. Questa famiglia non era ricca, ma gli diede lavoro, affetto e guida, perchè un ragazzetto come lui, poteva perdersi. Ne parlava sempre bene, ma non ricordo abbia mai detto un nome. Io ero piccola e il nonno non dava tanta confidenza. Mia madre indicava la casa in piazza Divergo.

La famiglia doveva avere un mestiere in porto. Gli anni sono quelli successivi al 1897. Poi mio nonno fu chiamato al servizio militare in Marina, dove rimase un bel pò. La prima foto che ho di mio nonno, è infatti, quella da marinaio, alla Spezia, poi a Portovenere, ma viaggiò anche in Crimea e in Oriente. La vita lo portò alla Foce, dove conobbe mia nonna, aprirono un negozio in via Archimede, nel tratto scomparso e, da benestante, si volle comprare una casetta tutta sua, per la villeggiatura, al paese natio, che pure non gli era stato molto benigno. So che mio nonno, tornò a visitare la famiglia che lo aveva accolto, ma non so in quale epoca. Quando passo in sopraelevata, vedo quella casa e mi domando sempre: chissà con chi sarà stato mio nonno? Chi era quella brava gente?

Se c’è qualcuno, a cui la famiglia avesse tramandato il racconto di un garzonetto preso in casa dal nonno o dal bisnonno, può scrivere su Facebook a Raffaella Amina Bisio.

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