Reparto Mobile, mensa ancora chiusa e clima teso: il Silp Cgil accusa la dirigenza

Il sindacato denuncia disagi per centinaia di agenti, carichi di lavoro problematici e un numero anomalo di richieste di trasferimento

La mensa del Reparto Mobile di Genova, nella sede di via Sardorella, è ancora chiusa e i lavori per il ripristino della struttura non sono partiti. A denunciarlo è il SILP Cgil, secondo il quale, a distanza di mesi dai primi allarmi, non è stata individuata alcuna soluzione concreta per garantire il servizio a centinaia di poliziotti e poliziotte.

«La questione della mensa è soltanto la punta dell’iceberg di una gestione del personale che giudichiamo inadeguata», afferma il segretario generale provinciale del SILP Cgil Salvatore Artale. «Una dirigenza responsabile deve garantire salute, sicurezza e benessere dei propri dipendenti, perché sono condizioni indispensabili anche per assicurare l’efficienza del servizio. Quando la condizione dei lavoratori viene trascurata, inevitabilmente ne risente anche l’operatività».
Secondo il sindacato, le difficoltà non riguarderebbero soltanto la possibilità di consumare i pasti, ma anche l’organizzazione dei carichi di lavoro e la gestione dei procedimenti disciplinari. Il quadro avrebbe prodotto un clima di crescente tensione e insoddisfazione, testimoniato dal numero elevato di richieste di trasferimento in uscita dal Reparto Mobile genovese, considerato anomalo rispetto ad analoghe strutture presenti sul territorio nazionale.
Il SILP Cgil sostiene di avere segnalato più volte alla dirigenza le criticità del reparto, proponendo un confronto e possibili interventi. «Abbiamo cercato di offrire un contributo costruttivo e di sollecitare soluzioni, ma le nostre osservazioni sono state ascoltate soltanto in modo superficiale», sostiene Artale.
Il sindacato annuncia nuove iniziative per tutelare il personale e riportare serenità all’interno della struttura. «Il vaso è colmo. Continueremo a stare al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della polizia di Stato e attiveremo ogni iniziativa utile per difendere i loro diritti e restituire dignità operativa al reparto», conclude Salvatore Artale.
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