Scolmatore del Bisagno, posata l’ultima trave sotto corso Italia: ora tocca ai pilastri

Completata la struttura metallica che sosterrà le arcate durante lo scavo della galleria. Il prossimo passaggio sarà il taglio dei pilastri con filo diamantato, mentre da ottobre il cantiere di valle lavorerà anche di notte

Il cantiere dello scolmatore del Bisagno entra in una nuova fase nel tratto di corso Italia, dove è stata posata l’ultima trave del sistema destinato a sostenere la storica struttura ad arcate che attraversa l’area dei lavori.

L’intervento è stato eseguito da Triacca Trasporti, incaricata dal Consorzio ReseArch, in condizioni operative particolarmente complesse. Le travi, di grandi dimensioni, sono state movimentate in uno spazio ristretto, dove non era possibile utilizzare continuamente i normali mezzi di sollevamento. Per questo sono state impiegate attrezzature specifiche per lo spostamento orizzontale degli elementi metallici.
Il sistema di sostegno è composto da una doppia orditura di travi d’acciaio saldate. La funzione della struttura è trasferire il peso della porzione di corso Italia interessata dai lavori, consentendo di intervenire sulla fondazione e sui pilastri senza compromettere la stabilità delle arcate sovrastanti.
La posa dell’ultima trave non conclude l’intervento, ma permette di avviare le lavorazioni successive. Per prima cosa la struttura esistente dovrà essere collegata e resa solidale con il nuovo sistema di supporto. In seguito sarà possibile separarla dalla fondazione originaria, tagliando i pilastri con filo diamantato.
La rimozione dei pilastri è necessaria per liberare il tracciato della galleria e garantire il futuro passaggio dell’acqua. Il progetto prevede inoltre l’abbassamento del piano di fondo del cantiere, per raggiungere la quota necessaria allo scavo. Complessivamente, sotto Corso Italia, si dovrà operare a una profondità di circa 10 metri.
Solo dopo questi passaggi lo scolmatore potrà proseguire verso il mare in corrispondenza della foce del Bisagno. Nel frattempo la struttura stradale dovrà rimanere adeguatamente sostenuta e le attività dovranno essere organizzate in modo da ridurre l’impatto sulla viabilità.
La fase del taglio dei pilastri potrebbe richiedere alcune chiusure notturne di corso Italia. Le modalità non sono ancora state definite: è previsto un confronto tra il Consorzio ReseArch e l’impresa incaricata dei lavori, con indicazioni operative attese entro la fine di settembre.
«La viabilità dovrà essere ripristinata in tutte le sue condizioni», ha precisato l’assessore regionale alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone, spiegando che l’organizzazione delle lavorazioni dovrà tenere insieme le esigenze del cantiere e quelle della circolazione.
Un altro cambio di ritmo è previsto nella galleria di valle. Da ottobre sarà attivato un terzo turno di lavoro, anche nelle ore notturne, per accelerare lo scavo con la fresa meccanica. L’intervento sotto corso Italia e l’avanzamento della galleria procedono quindi su fronti collegati: da una parte occorre mettere in sicurezza e liberare il passaggio sotto la struttura esistente, dall’altra continuare lo scavo del canale destinato a deviare verso il mare una parte delle acque del Bisagno in caso di piena.
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