Terzo Valico, scavo al 97% ma resta il nodo della data per i passeggeri: botta e risposta tra Silvia Salis ed Edoardo Rixi

Dopo le parole del viceministro sulle incertezze per l’avvio del traffico passeggeri, la sindaca di Genova chiede tempi certi per un’opera arrivata a 13 miliardi di euro. Scontro anche con il Partito Democratico, mentre Edoardo Rixi replica: «La vera incognita resta il Pd»

Il Terzo Valico è scavato quasi tutto, ma resta senza una data certa per il primo treno passeggeri. E proprio su questo punto si apre lo scontro politico tra la sindaca di Genova Silvia Salis e il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, dopo l’intervento del leghista all’Optimum Investors Summit – The Portofino Conversation, l’appuntamento internazionale promosso a Rapallo da Optimum Asset Management.

Edoardo Rixi ha fatto il punto sull’avanzamento dell’opera, spiegando che lo scavo delle gallerie del Terzo Valico è arrivato al 97 per cento e che l’ultimazione è prevista nei primi mesi del 2027. «Entro l’anno cadranno due diaframmi, entro i primi mesi del 2027 gli altri due», ha detto il viceministro. Poi il passaggio sui costi: un’infrastruttura che, nelle parole di Rixi, arriva con oltre 15 anni di ritardo e che avrebbe dovuto costare 7 miliardi, mentre il conto finale salirà a 13.

Il viceministro ha ricondotto l’aumento dei costi anche alle difficoltà incontrate durante i lavori, comprese sacche di gas e condizioni geologiche di forte pressione, tali da rendere necessario lo sviluppo di tecnologie di scavo poi vendute anche al Giappone. Il punto politicamente più sensibile, però, è arrivato quando gli è stato chiesto quando l’opera sarà effettivamente utilizzata dai passeggeri. Edoardo Rixi ha risposto con una battuta: «Il primo passeggero? Lo sa solo il Signore».
È quella frase ad avere acceso la reazione di Silvia Salis. «Apprendo con un certo stupore dalle dichiarazioni riportate del viceministro Edoardo Rixi che il cronoprogramma del Terzo Valico è stato ufficialmente delegato alla giurisdizione divina», afferma la sindaca di Genova. «Francamente non sapevamo che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dovrebbe controllare il completamento dell’opera, avesse cambiato vertici e fosse ora guidato dall’Altissimo».
La sindaca contesta il contrasto tra la rivendicazione dell’accelerazione impressa dal governo e l’assenza di una data chiara sull’entrata in esercizio. «È quantomeno affascinante notare come si rivendichino “notevoli accelerate” da parte di questo governo nello stesso identico momento in cui si alzano le mani, ammettendo di non avere la minima idea di quando i cittadini potranno effettivamente usare un’infrastruttura pagata coi loro soldi», aggiunge Silvia Salis.
Nel mirino della sindaca c’è anche il costo dell’opera. «Tredici miliardi di euro di fondi pubblici, quasi il doppio rispetto a quanto preventivato, meriterebbero forse qualche certezza in più e qualche battuta in meno», dice. Per Salis, Genova aspetta il Terzo Valico da decenni per superare il proprio isolamento infrastrutturale, ma la nuova linea non potrà da sola risolvere tutti i problemi finché non saranno sistemati anche i nodi ferroviari lombardi. «Ai miracoli, se crediamo, ci pensiamo in un’altra sede; da chi siede al ministero ci aspettiamo delle date, dei collaudi e dei treni che partono».
Sulla stessa linea si inserisce anche l’attacco del consigliere regionale Simone D’Angelo, del Partito Democratico, che definisce «sconcertanti» le parole del viceministro. Per D’Angelo, liquidare con una battuta la domanda sull’avvio del traffico passeggeri significa mancare di rispetto ai cittadini davanti a un’opera che ha accumulato anni di ritardi e costi cresciuti in modo pesante. «I liguri non hanno bisogno di battutine. Hanno bisogno di risposte. Vogliono date precise. Vogliono sapere quando un’infrastruttura pagata con soldi pubblici entrerà finalmente in funzione», afferma.
Il consigliere dem usa toni durissimi anche sul piano politico: «Se il viceministro vuole fare cabaret, lasci il ministero e salga sul palco di Zelig. Se invece intende continuare a ricoprire un incarico istituzionale, smetta di nascondersi dietro frasi ridicole e dica chiaramente ai cittadini quando partiranno i treni e quali sono i tempi reali dell’opera». Simone D’Angelo chiama in causa anche Matteo Salvini e Marco Bucci, chiedendo risposte sulle infrastrutture liguri e sulle responsabilità del governo.
La replica di Edoardo Rixi arriva poche ore dopo e sposta il bersaglio sul Pd. «Mi diverte chi oggi chiede certezze sul Terzo Valico dopo anni di ritardi accumulati quando governava la sinistra», afferma il viceministro. Rixi rivendica il lavoro svolto dal governo sui cantieri e assicura che continuerà a lavorare per il completamento dell’opera. Poi l’affondo: «La vera incognita resta il Pd, che rischia di far fare al Terzo Valico la stessa fine dello Skymetro».
Il Terzo Valico resta così al centro di una doppia partita: da un lato quella tecnica, con lo scavo delle gallerie quasi completato, i diaframmi ancora da abbattere e i passaggi successivi legati a collaudi, attrezzaggio e piena funzionalità della linea; dall’altro quella politica, perché l’opera viene considerata decisiva per collegare Genova con la Lombardia e il nord Europa, consentendo il transito di treni merci di nuova generazione e di convogli regionali a doppio piano, oggi impossibilitati a utilizzare la tratta esistente per limiti strutturali.
La domanda, però, resta la stessa attorno alla quale si è acceso lo scontro: quando partiranno i treni. Ed è su questa data, ancora non detta, che Silvia Salis chiede al ministero meno ironia e più certezze.
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