Mercato di Sarzano, le botteghe muoiono. Via libera del Comune ai pubblici esercizi. Bordilli ufficializza in Consiglio un altro passo verso la gentrificazione

L’assessora aveva già commentato la questione sulle pagine di alcuni media dichiarando l’intenzione di “salvare” la struttura del centro storico. Oggi ha formalizzato in Consiglio comunale la morte del mercato. Si perderà definitamente lo spazio per piccole attività alimentari a servizio dei cittadini residenti e si aggiungeranno altri punti di somministrazione alla già ampissima offerta di bar e ristoranti della zona, per il turismo e la movida. Ma agli abitanti che vivono la zona tutti i giorni servirebbero, ad esempio, un macellaio, una pescheria e una salumeria, che invece hanno chiuso, anche per l’apertura, proprio di fronte, di un supermercato

Meno servizi per i residenti e ampie porzioni del territorio della zona più rivitalizzata della città che si trasformano mirando ormai quasi esclusivamente al turismo. Intendiamoci, il turismo è una risorsa. Genova è partita in ritardo di decenni rispetto a città come Venezia e Firenze e proprio per questo avrebbe l’occasione di fare tesoro degli errori di altri luoghi, non solo italiani, che hanno visto svuotarsi il centro a favore di strutture ricettive di ogni tipo, sia per i prezzi raggiunti dagli immobili sia proprio perché ai negozi tradizionali si sono sostituiti quelli di souvenir, pubblici esercizi e artigiani alimentari e ai cittadini manca il servizio di vicinato.

E invece no, Genova non sta facendo tesoro. Anzi… Oggi pomeriggio l’assessore al Commercio Paola Bordilli ha ufficializzato in Consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Pd Claudio Villa, la sentenza capitale per le botteghe, a favore del via libera alla sostituzione della destinazione commerciale della struttura pubblica in gestione a un consorzio privato con la nuova destinazione che prevede «la somministrazione di alimenti e bevande e lo street food».
Il Comune avrebbe potuto fare pressione presso il concessionario perché trovasse altri operatori in sostituzione di quelli che hanno chiuso, magari moderando le richieste economiche pur di soddisfare la vocazione della struttura, a servizio del territorio e avrebbe potuto dire chiaro e tondo al concessionario che se non è in grado di soddisfare le specifiche della destinazione d’uso può sempre rendere la concessione perché altri possano garantire i servizi previsti agli abitanti. Invece ha preferito soddisfare prontamente le richieste del concessionario, che – cosa non da poco – col cambio di destinazione d’uso vedrà automaticamente aumentare il valore degli spazi. In tal caso, c’è la speranza che, quantomeno, si ricontratti la partita economica proporzionalmente al nuovo valore, magari riversando il ricavato dell’aumento nella realizzazione di migliorie dela zona a beneficio dei residenti.
Questo beneplacito annunciato in Consiglio da Bordilli, va a favore della città e, in particolare, del centro storico e dei suoi cittadini? È questa la domanda che ci si deve porre.
Non è stato detto in Consiglio se le attività dei pubblici esercizi destinate a occupare il mercato dovranno trasferire licenze proprie o acquistarne da altri privati o se verranno concesse nuove licenze. La concessone di eventuali nuove licenze di somministrazione da parte dal Comune (nel caso – probabilmente – direttamente al Consorzio) sarebbero, come sempre, gratuite. Così il valore della struttura aumenterà e sarebbe giusto che il quartiere non andasse a perdere dal tappo e dalla spina a fronte di un ampio beneficio per il concessionario.
«Questa Amministrazione ha avviato un dialogo con il consorzio e abbiamo recepito la loro richiesta di poter riconvertire l’attività mercatale, legandola non solo alla vendita ma anche alla somministrazione di alimenti e bevande e allo street food – ha sentenziato Bordilli in Consiglio -. Noi siamo favorevoli a questa possibilità e stiamo lavorando con loro per portare a termine una partita fondamentale per il comparto del commercio. Abbiamo dato la disponibilità del Comune a visionare un progetto, che il consorzio sta definendo, e attendiamo il progetto definitivo per tirare su le serrande di questi chioschi. È interesse pubblico, infatti, far sì che siano operativi quanto prima, in una logica di servizi da rendere ai quartieri, ai residenti e ai visitatori». Bordilli ha così determinato ex cathedra (vabbè, ex poltrona assessorile) quale sia l’interesse pubblico, ma i cittadini della zona non sono affatto d’accordo e sono pronti a dare battaglia.
Va detto che i chioschi, così come sono divisi, non hanno la superficie minima obbligatoria per esercitare l’attività di somministrazione, che è di 60 metri quadrati. “Sfondare” questa regola aprirebbe il campo a un nugolo di aperture di locali minuscoli ovunque in città. Sarebbe un pessimo precedente che potrebbe mettere in ginocchio in diverse zone le attività già presenti e renderebbe ingovernabile la vivibilità e anche l’ordine pubblico di certi quartieri. Per ottenere l’autorizzazione senza sfondare la regola sarà necessario unire i chioschi per ottenere la metratura. Per ottenere la licenza, inoltre, servono i bagni, compresi quelli per i disabili, che ora non ci sono. Nel suo discorso, Bordilli ha accennato qualcosa, non molto chiara anche a riascoltare l’audio, proprio in merito alla necessità di realizzare anche i bagni dei disabili. Ha detto che il Consorzio sta realizzando un progetto. Di fatto, la struttura-mercato verrebbe totalmente disarticolata e riconvertita.
La zona, come è evidente a tutti, è già ipersatura di pubblici esercizi e attività di artigianato alimentare. Non è chiaro come l’Assessorato abbia giudicato carente l’offerta di questo tipo di attività, tanto da autorizzare il cambiamento in piena coscienza del suo primario compito che è quello di migliorare la città e la vita dei suoi residenti. Per le attività già presenti arriverà nuova concorrenza, mentre gli abitanti già temono una potenziale fonte di disturbo notturno che si aggiungerebbe alla perdita definitiva delle botteghe alimentari e su entrambi i temi sta già montando la protesta in zona. Più servizi per turisti e movida, meno servizi per i residenti. E un altro pezzo di gentrificazione della città vecchia è servito.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.