Enti Pubblici e Politica 

«Genova meno sicura, tasse più alte e troppi annunci»: il centrodestra fa il controcanto alla conferenza stampa della giunta Salis

Nel mirino dell’opposizione finiscono Amt, sicurezza, via XX Settembre, consulenze, turismo, sport e il metodo di governo di Tursi

Per la giunta della sindaca Silvia Salis il primo anno è stato quello delle emergenze affrontate, dei dossier rimessi in moto e delle scelte assunte dopo una partenza complicata. Per l’opposizione, invece, è stato l’anno di una città che non ha fatto passi avanti, che si è scoperta più fragile sulla sicurezza, più appesantita dalle tasse e più esposta a decisioni calate dall’alto. Nel pomeriggio, a poche ore dal bilancio ufficiale presentato a Tursi dalla sindaca e dagli assessori, i gruppi di minoranza hanno convocato una contro conferenza stampa per offrire la loro lettura dei primi dodici mesi della nuova amministrazione.

Il giudizio del centrodestra è compatto. Dai capigruppo di Vince Genova, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Gruppo Misto e Noi Moderati arriva la stessa accusa di fondo: la giunta avrebbe costruito la propria narrazione attribuendo alla precedente amministrazione e al governo gran parte delle responsabilità, mentre su molti temi avrebbe rinviato le decisioni, moltiplicato consulenze e studi esterni, respinto le proposte dell’opposizione e mostrato poca disponibilità ad ascoltare il dissenso.

Il primo fronte è quello dei conti. Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova ed ex vicesindaco, contesta alla giunta di avere insistito per mesi su una rappresentazione negativa dell’eredità ricevuta. Secondo Piciocchi, il Comune lasciato dal centrodestra non era un ente allo sbando, ma una macchina con un avanzo consistente e un debito ridotto. La fotografia di oggi, nella sua ricostruzione, sarebbe invece quella di una città con una pressione fiscale comunale molto elevata e con l’aliquota massima applicata sull’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Dentro questa polemica entra inevitabilmente la crisi dell’Azienda Mobilità e Trasporti. In mattinata il vicesindaco e assessore al bilancio Alessandro Terrile aveva puntato il dito contro la gestione precedente, sostenendo che un’azienda in perdita per milioni di euro al mese non potesse essere raccontata come se tutto andasse bene. La replica del capogruppo di Vince Genova ribalta il quadro: durante gli anni della precedente amministrazione, sostiene, l’azienda non avrebbe registrato scioperi, le corse sarebbero rimaste operative e la gratuità avrebbe ottenuto sostegni ministeriali. Il problema, nella sua lettura, non è che non esistessero criticità, ma che quelle criticità venivano gestite.

Anche l’annuncio sulla trasformazione di via XX Settembre è diventato terreno di scontro immediato. La sindaca Silvia Salis ha presentato il nuovo boulevard verde tra De Ferrari e Ponte Monumentale come una delle immagini più forti del futuro centro cittadino. Per Piciocchi, però, non si tratterebbe di una vera novità, ma di un progetto già esistente e ora riproposto come se fosse nato con la nuova giunta. Sulla stessa linea la capogruppo della Lega Paola Bordilli, secondo cui l’intervento risalirebbe al 2020 e sarebbe già stato legato al progetto dei quattro assi della mobilità. La precedente amministrazione, ha spiegato, lo avrebbe fermato perché mancava una piena condivisione con il mondo del commercio. Come dire che le scelte per la collettività si lasciavano fare a una sola categoria Bordilli ha poi ridimensionato anche la riforma dei municipi, sostenendo che la rivoluzione annunciata non si sia vista.

La critica più politica è arrivata da Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia, che parla di un anno segnato da una realtà costruita su misura dalla giunta e destinata, a suo dire, a scontrarsi con i fatti. Il suo bilancio è netto: dodici mesi nei quali l’amministrazione avrebbe rivendicato meriti per opere e progetti avviati dal centrodestra e, allo stesso tempo, avrebbe continuato a cercare altrove le cause dei problemi cittadini. Il risultato, nella lettura di Bianchi, non è una Genova semplicemente ferma, ma una città che avrebbe perso terreno.

Sulla sicurezza, il giudizio della capogruppo di FdI è particolarmente duro. Bianchi accusa la giunta di non avere dato risposte sufficienti davanti all’aumento degli episodi di spaccio e violenza e di avere respinto le proposte avanzate dalla minoranza. Nel mirino finisce anche l’assessora alla polizia locale e sicurezza Arianna Viscogliosi, la cui azione viene considerata inadeguata dall’opposizione. La tesi politica è che la sindaca continui a chiamare in causa il governo, dimenticando però le competenze che restano in capo al Comune.

Nel suo intervento Alessandra Bianchi ha toccato anche sport, turismo e consulenze. Sugli impianti sportivi, accusa la giunta di non avere prodotto risultati concreti in dodici mesi. Sul turismo contesta il modo in cui sono stati rivendicati i dati sulle presenze natalizie, ricordando che in passato la sinistra aveva criticato l’uso delle celle telefoniche come indicatore attendibile. Sulle consulenze, invece, cita i compensi per incarichi esterni su temi come diritti LGBTQIA+ e sport, sostenendo che la giunta, pur denunciando difficoltà economiche ed eredità pesanti, avrebbe trovato risorse per figure molto ben retribuite.

Il metodo amministrativo è stato al centro dell’intervento di Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia. La sua critica non riguarda gli incarichi tecnici considerati inevitabili in situazioni complesse, come quello sui conti dell’Azienda Mobilità e Trasporti, ma la tendenza più ampia ad affidarsi a studi esterni su questioni politiche e strategiche. Verde, rifiuti, cabinovia e altri dossier vengono indicati come esempi di una proliferazione di analisi che, secondo Mascia, nasconderebbe una difficoltà della giunta ad assumere decisioni direttamente e a imprimere una linea politica chiara.

Ilaria Cavo, capogruppo di Noi Moderati, ha invece messo in discussione il dato delle 294 delibere rivendicato dalla sindaca Silvia Salis come prova dell’attività amministrativa svolta nel primo anno. Per Ilaria Cavo, quel numero non racconterebbe davvero l’impatto politico dell’azione di governo, perché molte delibere sarebbero atti tecnici o provvedimenti interni. Quelle arrivate all’esame del consiglio comunale, secondo la sua ricostruzione, sarebbero state 19. Da qui l’accusa: usare i numeri per costruire un’immagine di operatività non significa necessariamente avere inciso sulla città.

Sulla sicurezza è intervenuto anche Sergio Gambino, ex assessore alla polizia locale e oggi capogruppo del Gruppo Misto. Il suo affondo riguarda la mancata adozione dei taser, strumenti che considera utili per la difesa degli agenti e non per l’offesa. Sergio Gambino ha richiamato anche l’esperienza di Milano, dove il sindaco Beppe Sala si è espresso favorevolmente. Sul tema resta però un precedente amministrativo: durante il mandato precedente erano stati acquistati due dispositivi per la sperimentazione, ma non erano mai stati utilizzati perché sarebbe stata necessaria una modifica del regolamento di polizia urbana, mai arrivata in consiglio comunale. Di fatto, i taser erano rimasti nei cassetti.

La giornata politica si chiude quindi con due racconti opposti dello stesso anno. Da una parte la giunta rivendica di avere affrontato emergenze pesanti, dalla mobilità pubblica ai cantieri, dalla sicurezza urbana alla gestione delle partecipate. Dall’altra il centrodestra descrive un’amministrazione che avrebbe cambiato soprattutto la narrazione, senza produrre risultati percepibili dai cittadini. Il punto di frattura è proprio questo: per la maggioranza il primo anno è stato il tempo necessario per rimettere ordine; per la minoranza è stato un anno perso, segnato da tasse più alte, meno sicurezza, troppe consulenze e decisioni ancora da prendere.

Il confronto ora si sposta dai bilanci politici ai dossier concreti. La crisi dell’Azienda Mobilità e Trasporti, il progetto di via XX Settembre, il ruolo dei commercianti, la sicurezza nei quartieri, il futuro degli impianti sportivi, la riforma dei municipi e il peso delle consulenze saranno i temi su cui maggioranza e opposizione misureranno nei prossimi mesi la distanza tra annunci e risultati. Per il centrodestra, il primo anno della giunta Salis non è stato il domani promesso dalla campagna elettorale, ma l’inizio di una fase in cui Genova rischia di perdere slancio. Per la maggioranza, al contrario, è il punto di partenza di una ricostruzione. La battaglia politica è appena cominciata.


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