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Via XX Settembre cambierà volto: marciapiedi più larghi, verde e filobus elettrici per il nuovo boulevard di Genova

Nel bilancio del primo anno di mandato, la sindaca Silvia Salis annuncia il progetto per trasformare il tratto tra De Ferrari e Ponte Monumentale. Poi il punto su lavoro, casa, trasporto pubblico, sicurezza, cantieri, municipi, cultura, turismo e sport

Il nuovo volto di via XX Settembre

Via XX Settembre come un boulevard moderno, più verde, più accessibile, più elegante e più vicino all’idea di città europea che la nuova amministrazione vuole costruire nei prossimi anni. È questo l’annuncio con cui la sindaca Silvia Salis ha scelto di chiudere la conferenza stampa di bilancio del primo anno di mandato, trasformando il resoconto politico e amministrativo dei primi dodici mesi in una proiezione sul futuro del centro cittadino.

Il progetto riguarda il tratto compreso tra piazza De Ferrari e Ponte Monumentale, cioè la parte più simbolica dell’arteria che collega il cuore istituzionale della città con la direttrice di levante. L’intervento, firmato dallo studio genovese Dodimos, sarà finanziato utilizzando una quota delle risorse già previste per i quattro assi di forza del trasporto pubblico e con un ulteriore impegno da 3 milioni di euro del Comune di Genova. L’obiettivo è ridisegnare lo spazio pubblico senza modificare le connessioni viarie laterali, un punto sul quale la sindaca ha voluto rassicurare cittadini e commercianti fin dall’inizio della presentazione.

Il cuore dell’operazione è la restituzione di via XX Settembre alla sua funzione di grande spazio condiviso. I marciapiedi saranno ampliati, il porticato avrà una continuità più ampia verso l’esterno, saranno inserite sedute, verde e una pista ciclabile, mentre al centro resterà il passaggio dei filobus, mezzi completamente elettrici, silenziosi e non inquinanti. La carreggiata sarà quindi ripensata non come semplice infrastruttura di attraversamento, ma come asse urbano da vivere, capace di tenere insieme mobilità pubblica, passeggio, commercio, socialità e qualità dello spazio.

Uno degli elementi più visibili sarà l’addio all’asfalto nero, sostituito da un calcestruzzo architettonico drenante, di colore chiaro, pensato per migliorare l’impatto estetico e ridurre l’effetto isola di calore. La scelta dei materiali, secondo l’impostazione illustrata dalla sindaca, non ha solo una funzione decorativa, ma si lega alla necessità di rendere la strada più sostenibile, più fresca nei mesi caldi e più coerente con la vocazione monumentale di uno dei luoghi più riconoscibili della città.

«Vogliamo restituire a via XX Settembre la sua vocazione di grande spazio condiviso», ha spiegato Silvia Salis, presentando l’intervento come una svolta storica per quello che ha definito il “salotto buono” di Genova. Il progetto sarà approfondito nei dettagli tecnici dagli assessori competenti, ma il messaggio politico è già chiaro: dopo un primo anno segnato da emergenze, cantieri, salvataggi finanziari e riorganizzazioni interne, la giunta prova a mettere al centro una trasformazione urbana fortemente riconoscibile.

Il primo anno della giunta e l’idea di città

La conferenza stampa è stata pensata come un momento di bilancio, ma anche come un passaggio politico. Silvia Salis ha aperto l’incontro ricordando che un anno non basta per giudicare un mandato amministrativo, perché i bilanci veri si fanno alla fine dei cinque anni, ma può indicare la direzione presa. La sindaca ha rivendicato una visione di città fondata sulla cura, sulla coesione, sulla giustizia sociale e sulla capacità dell’amministrazione di scegliere percorsi che tutelino “i più e non i meno”.

Il primo anno, ha spiegato, è stato attraversato da urgenze e sorprese complesse, alcune delle quali non prevedibili all’inizio del mandato. L’amministrazione ha dovuto confrontarsi con dossier pesanti, dal trasporto pubblico ai cantieri, dalle fragilità sociali alla sicurezza urbana, fino alla necessità di rimettere ordine in procedimenti, aziende partecipate e progetti trovati in condizioni critiche. In questo quadro la sindaca ha citato un numero simbolico: 294 delibere approvate in un anno, presentate come la misura concreta del lavoro della giunta e delle scelte assunte.

Silvia Salis ha ringraziato la cittadinanza per la pazienza dimostrata nei momenti più difficili, riconoscendo che alcuni provvedimenti hanno comportato disagi reali e proteste comprensibili. La linea indicata è quella di decisioni chiare, trasparenti e assunte cercando il più possibile il confronto con la città. Da qui la scelta di organizzare il bilancio per “declinazioni” della Genova immaginata dall’amministrazione: una città giusta, sostenibile, tenuta, attrattiva, democratica, capace di programmare e di prendersi cura dei quartieri.

Lavoro, salario minimo e dignità negli appalti

Il primo capitolo politico richiamato dalla sindaca è quello del lavoro. Per Silvia Salis, una città progressista deve partire dalla dignità del lavoro e dal ruolo che il Comune può avere anche attraverso le proprie gare. Da qui la delibera sul salario minimo negli appalti comunali, indicata come uno dei primi provvedimenti qualificanti della giunta.

La sindaca ha fornito anche i numeri dell’applicazione: 18 gare coinvolte, per un valore complessivo di 23 milioni di euro. Il provvedimento viene presentato non solo come un segnale politico, ma come uno strumento amministrativo per orientare il mercato verso contratti più seri, lavoro più sicuro e condizioni più dignitose. Nel bilancio di Silvia Salis rientra anche l’impegno sulle vertenze cittadine, con l’idea che il Comune debba farsi parte attiva quando sono in gioco occupazione, sicurezza e prospettive industriali.

Il lavoro viene quindi collocato al centro della “città giusta”, insieme ai diritti civili, all’inclusione e alla protezione delle fasce più fragili. L’amministrazione rivendica il riconoscimento dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali, l’apertura di uno sportello dedicato ai diritti delle persone della comunità arcobaleno, la sperimentazione dell’educazione affettiva nelle scuole e una linea politica orientata a far sentire riconosciute tutte le persone che vivono a Genova.

Fragilità sociali, casa e nuovi servizi nei quartieri

Sul versante sociale, Silvia Salis ha rivendicato la costruzione di un sistema cittadino diffuso per il contrasto alle fragilità. Nel primo anno sono state prese in carico circa 3 mila persone, con oltre 73 mila interventi diurni e notturni. La sindaca ha collegato questi numeri all’attenzione per tossicodipendenze, salute psichica, marginalità e situazioni di vulnerabilità sociale che richiedono risposte continuative, non episodiche.

Un passaggio importante riguarda lo spostamento dell’ambito territoriale sociale del Municipio Centro Est direttamente nel centro storico, una richiesta che il territorio portava avanti da anni e che l’amministrazione considera un segnale concreto di prossimità. Il tema dei servizi, nella lettura della giunta, non è separato da quello della presenza nei quartieri: avvicinare gli uffici e le risposte ai luoghi dove si concentrano i bisogni diventa parte della strategia di cura urbana.

Molto forte anche il capitolo abitativo. Silvia Salis ha parlato della riattivazione dell’osservatorio tecnico sul fabbisogno abitativo e del tavolo permanente sulle politiche della casa, dopo anni definiti di scarsa programmazione. Il dato scelto per segnare il cambio di passo è quello delle assegnazioni di alloggi popolari: 86 nel 2022, 173 nell’anno del nuovo mandato. A questo si affiancano 26 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’efficientamento energetico di circa 600 alloggi e un modello, sostenuto anche dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, per ristrutturare appartamenti non agibili da destinare a giovani tra 18 e 35 anni.

La mobilità, il salvataggio dell’azienda pubblica e il costo delle scelte difficili

La mobilità è stata uno dei temi centrali del primo anno. Silvia Salis ha parlato apertamente del salvataggio dell’Azienda Mobilità e Trasporti come del dossier più pesante trovato all’inizio del mandato. Il piano, ha spiegato, ha richiesto 110 milioni di euro di intervento pubblico e il lavoro di professionisti qualificati, dirigenti, sindacati, lavoratori e lavoratrici.

La sindaca ha descritto come politicamente difficilissima la decisione di eliminare alcune gratuità del trasporto pubblico. Ha ammesso che togliere un beneficio alla popolazione è una scelta che nessun amministratore vorrebbe compiere, ma ha legato il provvedimento alla necessità di salvare l’azienda e rimettere in sicurezza i conti. Il principio rivendicato è netto: le partecipate non devono essere trattate come bancomat, ma come aziende pubbliche da tutelare perché rappresentano servizi essenziali e lavoro per migliaia di famiglie.

Nel bilancio della mobilità rientrano anche le 2 mila biciclette elettriche introdotte in città, dopo una prima fase segnata da problemi di sosta irregolare e assestamento del servizio. Secondo la sindaca, il sistema sta iniziando a essere usato e accettato, diventando parte di una mobilità urbana più articolata.

Sul fronte della sicurezza a bordo dei mezzi pubblici, l’amministrazione rivendica i risultati del programma avviato con la polizia locale: aggressioni ai conducenti ridotte del 64 per cento e aggressioni ai passeggeri ridotte del 47 per cento. Un dato che Silvia Salis ha presentato come uno degli esempi di intervento amministrativo capace di produrre effetti concreti sulla vita quotidiana.

Cantieri, metropolitana e quattro assi: il prezzo del ritardo accumulato

Il capitolo dei cantieri è stato affrontato con toni netti. Secondo Silvia Salis, l’amministrazione ha trovato una situazione “tragica”, con cantieri della metropolitana fermi da far ripartire e riassegnare e lavori dei quattro assi di forza da avviare praticamente tutti insieme. La concentrazione degli interventi, ha spiegato, deriva anche dalla necessità di rispettare le scadenze del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dopo una fase in cui i lavori non erano stati distribuiti nel tempo come avrebbero potuto essere.

La sindaca ha ringraziato cittadini, imprese e aziende coinvolte, riconoscendo l’impatto dei disagi ma rivendicando la necessità di arrivare a un servizio migliore. In questo quadro il ruolo dell’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante viene indicato come centrale per l’approfondimento tecnico dei dossier più complessi, dalla metropolitana alle opere stradali, fino agli interventi di messa in sicurezza e manutenzione.

Il messaggio politico è che Genova sta pagando un accumulo di ritardi e di cantieri non programmati in modo equilibrato, ma che l’amministrazione intende rispettare le scadenze e trasformare questa fase di disagio in un investimento strutturale sulla città. La trasformazione di via XX Settembre, dentro questa cornice, diventa il progetto simbolico della fase successiva: non solo lavori da sopportare, ma un ridisegno riconoscibile dello spazio urbano.

Sicurezza urbana e ruolo della polizia locale

La sicurezza è stata uno dei temi più sensibili del primo anno e Silvia Salis ha voluto collocarla dentro una cornice nazionale. La sindaca ha ricordato che la polizia locale ha perso 12 mila unità in 13 anni in tutto il Paese e che si trova spesso a svolgere funzioni molto più ampie rispetto a quelle per cui era nata. Da qui la richiesta, condivisa con altri sindaci italiani, di maggiori risorse e di un riconoscimento più adeguato del ruolo degli agenti.

L’amministrazione rivendica una riorganizzazione e un rafforzamento della polizia locale, con interventi mirati sulla movida, controlli a largo raggio e una maggiore capacità di adattarsi ai flussi della città. Silvia Salis ha richiamato gli interventi recenti in corso Italia e nelle zone più esposte alla pressione serale e notturna, ringraziando gli agenti per l’elasticità e lo sforzo messo in campo.

Il nuovo piano di sicurezza urbana sarà approfondito dall’assessora alla polizia locale e sicurezza Arianna Viscogliosi, ma la sindaca ha voluto contestare la narrazione secondo cui l’amministrazione non avrebbe una strategia. Al contrario, ha sostenuto che la sicurezza è al centro dell’agenda, ma va affrontata con risorse, organizzazione, presenza sul territorio e collaborazione istituzionale, non solo con slogan.

La città dei 30 e dei 15 minuti

Due numeri, 30 e 15, sono stati usati da Silvia Salis per sintetizzare una parte della visione urbana della giunta. Il primo richiama la città a velocità moderata in prossimità di scuole e ospedali, con l’obiettivo di rispondere alla domanda di sicurezza stradale in un territorio complesso come quello genovese. Il secondo richiama la città dei 15 minuti, cioè un modello in cui servizi, spazi pubblici, verde e funzioni di quartiere siano più vicini alla vita quotidiana delle persone.

Dentro questa impostazione rientrano gli interventi per liberare spazio urbano, aumentare la presenza di verde e rendere più vivibili i quartieri. La sindaca ha citato una delibera recente, accolta positivamente, come primo passaggio di un percorso destinato ad accompagnare tutto il mandato. L’idea è che la qualità urbana non sia solo un tema del centro o delle grandi trasformazioni, ma una grammatica da applicare progressivamente a tutta la città.

La stessa logica si ritrova nel progetto di via XX Settembre: più spazio ai pedoni, verde, sedute, materiali migliori, trasporto pubblico elettrico e un disegno urbano capace di ridurre il peso dell’asfalto. Il centro diventa quindi il luogo più visibile di una strategia che, nelle intenzioni della giunta, deve poi allargarsi ai quartieri.

Aree produttive, commercio di vicinato e stop ai grandi supermercati

Il bilancio del primo anno comprende anche il capitolo dello sviluppo economico. L’amministrazione ha destinato 32 aree allo sviluppo industriale, alla logistica e alle imprese, sfruttando le possibilità offerte dalla zona logistica semplificata e da una cornice normativa regionale che permette il riuso di spazi oggi vuoti o non più produttivi. Per Silvia Salis, il tema è decisivo perché Genova ha poco spazio e molte aree da ripensare: recuperarle significa evitare consumo inutile di territorio e restituire funzione economica a porzioni della città rimaste sospese.

La giunta rivendica anche il blocco all’apertura di grandi supermercati nel raggio di un chilometro dai centri storici, misura pensata per difendere il commercio di prossimità e contrastare l’impoverimento del tessuto di quartiere. A questo si affianca il finanziamento da 450 mila euro destinato a 21 piccole attività artigianali, con contributi fino a 50 mila euro ciascuna.

Il messaggio è che la città deve attrarre investimenti, ma senza sacrificare le economie di vicinato. La crescita, nella lettura della sindaca, deve tenere insieme grandi eventi, turismo, sviluppo produttivo, artigianato e presidio commerciale dei quartieri.

Cura del territorio, Lagaccio e nuovo centro del riuso

Le giornate della cura del territorio sono state presentate come uno degli strumenti per riportare attenzione sulle esigenze dei municipi e dei quartieri. Il decentramento, ha spiegato Silvia Salis, non è solo una riforma amministrativa, ma un metodo per ascoltare i territori e intervenire sulle priorità segnalate da chi vive quotidianamente le diverse zone della città.

Nel capitolo territoriale rientra anche il superamento del progetto della funivia del Lagaccio, un intervento che la sindaca ha definito già pronto a partire quando la nuova amministrazione si è insediata, nonostante l’opposizione forte emersa dal quartiere. Il nuovo progetto, costruito con il coinvolgimento del Ministero della Cultura, della Soprintendenza, delle imprese e degli altri soggetti interessati, prevede anche uno sport park, che Silvia Salis considera un elemento di rigenerazione per il tempo libero e un possibile attrattore turistico legato non solo al mare, ma anche ai monti alle spalle della città.

Sempre al Lagaccio, l’amministrazione ha modificato insieme ai cittadini il progetto dell’area dell’azienda di igiene urbana. Il 30 giugno 2026 è prevista l’inaugurazione di un centro del riuso e dell’economia circolare, al posto dell’isola ecologica che aveva suscitato forte contrarietà nel quartiere. Anche questo passaggio viene rivendicato come esempio di correzione amministrativa attraverso il confronto con il territorio.

Suolo pubblico, strade e manutenzioni

Un altro tema indicato come emergenza cittadina è quello delle rotture del suolo pubblico. Silvia Salis ha parlato di una città segnata da interventi, ripristini provvisori e “pezze” che rendono molte strade difficili da percorrere e spesso poco decorose. Il nuovo regolamento sulle manomissioni del suolo pubblico viene presentato come un cambio di metodo: chi lavora a Genova deve rispettare standard tecnici adeguati e sapere che l’amministrazione controllerà e sanzionerà gli interventi non eseguiti correttamente.

Il tema si collega direttamente al lavoro dell’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante, richiamato più volte dalla sindaca per il recupero di risorse e la ripresa di interventi rimasti bloccati. Tra le priorità citate ci sono anche le opere di messa in sicurezza idrogeologica, per le quali l’amministrazione ha rivendicato il recupero di 31 milioni di euro fermi da tempo.

Nel bilancio della giunta, manutenzioni e cura del suolo non sono argomenti minori, ma parte dell’idea di città “tenuta”: una città in cui strade, piazze, spazi pubblici, scuole, impianti e quartieri non vengano considerati solo quando diventano emergenza.

Grandi eventi, turismo e immagine internazionale

Il capitolo dell’attrattività è stato uno dei più corposi. Silvia Salis ha rivendicato un anno che ha portato Genova all’attenzione nazionale e internazionale attraverso grandi eventi, cultura, turismo e riconoscimenti. Ha citato il concerto di Capodanno con 50 mila persone per i Pinguini Tattici Nucleari, gli eventi musicali che hanno portato immagini della città sui media internazionali, l’attesa per nuovi appuntamenti di richiamo e le centinaia di spettacoli organizzati al Porto Antico.

La sindaca ha ricordato anche il primo festival della Liberazione “Era Ora”, le iniziative culturali diffuse e la necessità di cercare continuamente risorse e sponsor per sostenere non solo i grandi eventi, ma anche le realtà che producono cultura in città ogni giorno. In questo quadro ha indicato 11 milioni di euro intercettati per finanziare il sistema culturale cittadino.

I numeri del turismo sono stati presentati come conferma della crescita: presenze natalizie aumentate del 27 per cento rispetto all’anno precedente, crescita del 40 per cento delle presenze di visitatori stranieri, aumento del 30 per cento del pubblico dei musei dall’inizio dell’anno e incremento del 64 per cento degli incassi museali. Nel 2025, inoltre, la quota dell’imposta di soggiorno è aumentata del 5 per cento, mentre a Capodanno la spesa con carte di credito è cresciuta del 24 per cento rispetto all’anno precedente.

Tra i riconoscimenti più significativi, Silvia Salis ha citato le tre stelle Michelin ottenute dai musei di Strada Nuova, l’inserimento di Genova tra le 52 destinazioni da visitare del New York Times e l’attesa per l’Ulisse Fest di Lonely Planet a luglio. La tesi della sindaca è che l’attrattività della città non sia un fenomeno spontaneo, ma il risultato di eventi, promozione, qualità culturale e capacità di mettere a sistema i risultati.

Scuola, mare e formazione

La conferenza stampa ha toccato anche il tema della formazione legata all’economia del mare. Silvia Salis ha parlato della scuola delle professioni del mare, con l’accreditamento in corso della Fondazione Fulgis come ente di formazione regionale e un confronto già programmato per approfondire materie, percorsi e bisogni del settore.

Il progetto è inserito in una visione più ampia che punta a rafforzare Genova come polo di alta specializzazione legato al mare, alla portualità, alla formazione tecnica e all’internazionalizzazione. La sindaca ha richiamato il coinvolgimento di realtà come l’Accademia Italiana della Marina Mercantile, l’Università di Genova, l’Autorità di Sistema Portuale, l’Istituto Nautico San Giorgio, il Galata Museo del Mare e altre istituzioni cittadine impegnate nella costruzione di un polo capace di attrarre giovani anche da fuori Italia.

Sul fronte educativo comunale, nonostante le difficoltà finanziarie e demografiche che riguardano Genova e molti altri comuni, la sindaca ha annunciato l’ingresso di 10 nuovi insegnanti a tempo determinato nelle scuole dell’infanzia per il prossimo anno. Un segnale che l’amministrazione collega al rafforzamento dei servizi educativi, considerati parte essenziale della tenuta sociale della città.

Persone con più di 65 anni, sport e alfabetizzazione digitale

Tra i capitoli del bilancio c’è anche quello dedicato alle persone con più di 65 anni. Silvia Salis ha citato il successo di Sport Senior, progetto che ha coinvolto molti partecipanti anche in occasione di eventi pubblici e che sarà riproposto. A questo si aggiungono i soggiorni estivi a prezzi calmierati e corsi di alfabetizzazione digitale in partenza.

Nel complesso, secondo i numeri indicati dalla sindaca, sono più di 9 mila le persone con più di 65 anni coinvolte nelle attività promosse o sostenute dall’amministrazione. Il tema viene collocato dentro la città della cura: non solo assistenza, ma occasioni di socialità, movimento, autonomia e partecipazione.

Municipi, decentramento e partecipazione

La città democratica, nella visione della giunta, passa dalla riforma dei municipi e dal decentramento. Silvia Salis ha ricordato i fondi dedicati ai territori, pari a 285 mila euro nel 2025 e destinati a diventare 300 mila nel 2026, e le giunte itineranti organizzate per portare l’amministrazione nei quartieri.

Il decentramento viene presentato come un metodo per affrontare anche decisioni complesse. La sindaca ha citato il supporto richiesto a consulenti e soggetti tecnici per analizzare dossier delicati, sostenendo che le scelte non possono essere assunte solo sulla base della volontà politica, ma devono partire da dati scientifici, analisi solide e condivisione con il territorio. Per questo è stato annunciato un dibattito pubblico in Val Bisagno dopo l’estate.

In questa cornice rientra anche il percorso “Fuori dal Comune”, pensato per riqualificare spazi pubblici e riattivare luoghi che hanno bisogno di tornare a vivere. Dopo i primi interventi, la fase successiva riguarda nuove piazze, spazi storici e aree sportive, in un lavoro che la sindaca considera strettamente legato al protagonismo dei municipi.

Impianti sportivi e nuove deleghe

Lo sport è un capitolo centrale per Silvia Salis, che lo ha richiamato nella parte finale della conferenza stampa. Il primo anno di mandato si è aperto con la riapertura di Villa Gentile, campo di atletica leggera simbolico per la città, mentre sono attesi sviluppi sul progetto di partenariato pubblico e privato per il Carlini. La questione dello stadio Luigi Ferraris resta uno dei dossier più seguiti, insieme ai lavori alla Sciorba e ad altri interventi sull’impiantistica sportiva.

Per la sindaca, gli impianti sportivi sono un driver di sviluppo, crescita e qualità urbana. Il Carlini e il Ferraris vengono indicati come strutture che da decenni attendono interventi capaci di renderle adeguate a una città contemporanea. Investire nello sport significa quindi non solo rispondere alle società e agli atleti, ma costruire spazi pubblici, attrattività e opportunità.

Silvia Salis ha annunciato anche una nuova delega consiliare per i rapporti con società sportive, associazioni, federazioni ed eventi territoriali legati a queste realtà, confermando la volontà di presidiare in modo più diretto un settore che considera strategico.

Organizzazione interna, personale ed evasione fiscale

Il bilancio ha toccato anche la macchina comunale. Silvia Salis ha ricordato l’approvazione del Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028, con un incremento della capacità funzionale dell’ente e una particolare attenzione a servizi educativi, municipi, politiche sociali e polizia locale.

Un passaggio specifico è stato dedicato al contrasto all’evasione fiscale. La sindaca ha annunciato il potenziamento del nucleo operativo anti-evasione e l’integrazione delle banche dati comunali, sostenendo che tutti devono contribuire in modo equo alla città. L’obiettivo dichiarato è evitare che il peso ricada sempre sugli stessi cittadini e rafforzare la capacità del Comune di recuperare risorse.

Nel ringraziamento finale, Silvia Salis ha citato dirigenti, uffici, consiglieri delegati, assessori e personale comunale, sottolineando il lavoro quotidiano di una macchina amministrativa che spesso va oltre i propri compiti ordinari. La sindaca ha legato questo passaggio anche alla propria storia personale, ricordando di essere figlia di due dipendenti comunali e di avere visto da vicino, fin da giovane, la vita dei municipi e l’orgoglio di chi lavora per il Comune.

Una giunta che rivendica il gioco di squadra

La chiusura della conferenza stampa è stata politica e personale. Silvia Salis ha ringraziato tutta la giunta, sostenendo che in un anno non c’è mai stato un momento in cui la dialettica interna sia stata orientata a posizionamenti personali invece che al bene della città. Ha rivendicato una squadra di assessori capaci di lavorare insieme e di mettere l’interesse pubblico davanti alla visibilità individuale.

Il messaggio conclusivo è stato quello di una sindaca consapevole della complessità dell’incarico. Silvia Salis ha definito la guida di Genova un onore e un privilegio, ma anche un lavoro per il quale nessuno è davvero preparato all’inizio, perché ogni giorno impone di imparare qualcosa di nuovo e di affrontare situazioni impreviste.

La trasformazione di via XX Settembre, annunciata proprio alla fine del bilancio, diventa così il simbolo del passaggio dal primo anno di gestione delle emergenze alla costruzione di un progetto urbano più riconoscibile. Dopo salvataggi, cantieri, riorganizzazioni e scelte difficili, la giunta prova a indicare una direzione: una Genova che vuole tenere insieme mobilità elettrica, spazio pubblico, verde, commercio, cultura, quartieri e identità europea. La via più attraversata e fotografata della città diventa il manifesto di questa ambizione.


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