Cultura 

Museo di Storia Naturale, spiraglio per la riapertura parziale entro il 2027: il Doria prepara il ritorno delle collezioni

Nel bilancio del primo anno della giunta della sindaca Silvia Salis, l’assessore alla cultura Giacomo Montanari fa il punto anche sulla Loggia di Banchi: la prossima settimana sarà esaminato un primo progetto di fattibilità interno, concordato con la Soprintendenza, per riqualificare lo spazio e renderlo utilizzabile a servizio del centro storico

Il Museo civico di Storia Naturale Giacomo Doria potrebbe tornare almeno in parte fruibile entro la fine del 2027. Non ancora la riapertura completa, che richiederà tempi più lunghi e un intervento di revisione complessiva degli spazi, ma un primo passaggio concreto verso la restituzione alla città di uno dei patrimoni scientifici più importanti di Genova. Lo ha spiegato l’assessore alla cultura Giacomo Montanari durante la conferenza stampa di bilancio del primo anno di amministrazione della giunta della sindaca Silvia Salis, facendo il punto sui lavori già avviati, sulle prossime verifiche e sul percorso che dovrà accompagnare il rilancio del museo.

Il primo appuntamento politico e tecnico sarà una commissione consiliare convocata direttamente all’interno del Museo di Storia Naturale, prevista per la fine di luglio. La scelta di svolgerla in loco non è casuale. Secondo Giacomo Montanari, il museo deve essere visto da vicino, perché solo attraversando gli spazi e prendendo coscienza delle criticità strutturali, impiantistiche ed espositive è possibile capire la dimensione dell’intervento necessario. Non si tratta soltanto di parlare di un edificio chiuso o parzialmente inagibile, ma di misurarsi con un patrimonio scientifico che ha bisogno di condizioni adeguate per essere conservato, esposto e valorizzato.

La buona notizia anticipata dall’assessore riguarda i lavori già messi in campo grazie al settore dei lavori pubblici. Dopo un primo lotto relativo al sistema elettrico, è stato finanziato e avviato anche l’intervento di aggiornamento dei sistemi antincendio. Proprio questo passaggio dovrebbe consentire l’ottenimento di una segnalazione certificata di inizio attività parziale, cioè una forma di agibilità limitata ad alcune porzioni dello spazio. L’obiettivo indicato da Giacomo Montanari è arrivare, auspicabilmente entro la fine del 2027, a una fruizione parziale del museo, sufficiente per organizzare almeno esposizioni temporanee con i capolavori della collezione.

Sarebbe un primo ritorno alla città, in attesa del progetto più ambizioso. L’amministrazione ha infatti annunciato un master plan complessivo per la revisione totale dello spazio espositivo, con l’obiettivo di valorizzare le unicità del Museo Doria e restituirgli una configurazione adeguata alla sua storia e al suo valore internazionale. Montanari ha ricordato che il museo genovese è uno dei principali musei di storia naturale del mondo, secondo solo alle grandi istituzioni britanniche del settore. Una definizione che spiega la portata della sfida: non basta riaprire alcune sale, bisogna ripensare l’intero percorso espositivo, la relazione con il pubblico, la didattica, la conservazione e il modo in cui il museo dialoga con la città contemporanea.

I tempi del rilancio completo restano lunghi. L’assessore ha confermato che per il rinnovamento totale non si potrà ragionare su un orizzonte inferiore ai cinque anni a partire dalla fine del 2025. La riapertura parziale, però, permetterebbe di non lasciare il museo sospeso per tutto questo periodo e di ricostruire da subito un rapporto con scuole, famiglie, ricercatori, territorio e visitatori. La possibilità di allestire mostre temporanee con i pezzi più rilevanti della collezione avrebbe quindi un valore non solo culturale, ma anche educativo e civico.

Il museo rientra inoltre in un progetto europeo vinto dal Comune di Genova come capofila insieme al Festival della Scienza, dedicato alla “scienza diffusa”. Il percorso coinvolgerà anche il polo del Museo di Storia Naturale nel 2026 e potrà diventare uno degli strumenti per riattivare il rapporto tra il patrimonio scientifico cittadino e il pubblico. In questa prospettiva, il Doria non viene pensato come un luogo da riaprire semplicemente dopo i lavori, ma come uno dei cardini di una rete più ampia di divulgazione, didattica e partecipazione culturale.

Nella stessa conferenza stampa, l’assessore alla Cultura ha affrontato anche il dossier della Loggia di Banchi, altro spazio simbolico del centro storico genovese in attesa di una valorizzazione più compiuta. La prossima settimana è previsto un incontro con l’ufficio di progettazione dei lavori pubblici e con l’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante, durante il quale sarà visionato un primo progetto di fattibilità realizzato internamente dagli uffici comunali. Il progetto si muove sulle linee concordate con la Soprintendenza e punta a una riqualificazione della Loggia come spazio utilizzabile nell’intero piano di calpestio.

La prospettiva indicata dall’assessore alla cultura è quella di restituire alla Loggia di Banchi una funzione piena dentro il centro storico. Non un luogo monumentale da contemplare soltanto dall’esterno, ma uno spazio praticabile, disponibile, capace di ospitare attività e servizi per l’area circostante. Il centro storico, ha sottolineato Giacomo Montanari, ha bisogno di spazi di questo tipo: luoghi riconoscibili, pubblici, flessibili, capaci di sostenere la vita culturale e sociale del quartiere e di contribuire alla sua valorizzazione.

Il filo che unisce il Museo di Storia Naturale e la Loggia di Banchi è proprio questo: rimettere in funzione patrimoni importanti della città, evitando che restino soltanto emergenze manutentive o monumenti sottoutilizzati. Nel caso del Doria, la priorità è rendere di nuovo accessibile almeno una parte del museo, mentre prende forma il piano di rinnovamento complessivo. Nel caso della Loggia, l’obiettivo è trasformare uno spazio storico in una risorsa attiva per il centro storico. Due interventi diversi, ma accomunati dalla stessa impostazione: riportare i luoghi culturali dentro la vita della città.


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