L’hotel della moglie di Bassetti e la macchina del fango contro chi si “permette” di fare informazione sgradita

Con un post su Facebook, l’hotel Rex decide di gettare discredito su operatori dell’informazione professionisti che hanno messo in atto una legittima cronaca che ha scatenato critica di costume nei confronti del professor Bassetti non nella sua qualità di medico, ma di personaggio pubblico, ruolo che si è ritagliato meticolosamente con la sovraesposizione mediatica e apparendo sui social come testimonial di alcune aziende private. Nel farlo, l’hotel scrive che GenovaQuotidiana denigrerebbe i medici trasformando d’ufficio il congiunto nell’intera categoria dei sanitari che in questo periodo di pandemia sta gettando lacrime e sangue nel proprio lavoro. Così non è: non abbiamo mai criticato medici, infermieri e oss, anzi! Non abbiamo mai nemmeno criticato il medico-Bassetti. Abbiamo parlato di foto in posa con cappa e cartellino del Professore, dipendente della Sanità pubblica e dell’Università, sulla bacheca di un negozio di abbigliamento in qualità di testimonial e della sua foto e del suo nome sulle certificazioni di un’azienda privata di sanificazione e derattizzazione anche sulla vetrina e sulla pagina Facebook dell’hotel stesso

Ecco il post che è comparso sulla pagina dell’hotel.

FALSO 1/ LA PARENTELA NON È AUTOMATICAMENTE REATO – Leggiamo sulla bacheca del Rex Hotel Residence, di proprietà della famiglia della moglie del professor Bassetti, un attacco a GenovaQuotidiana che si è “permessa” di scrivere della certificazione di sanificazione con foto del congiunto sulla porta della struttura. Vogliamo aiutare chi ha scritto alla comprensione del testo del nostro articolo, perché evidentemente non siamo stati chiari o, non vogliamo crederlo, il nostro testo è stato appositamente travisato.

Per cominciare, nel testo dell’hotel Rex c’è scritto il falso. Nel nostro articolo non c’è scritto in alcun modo che la struttura sia stata favorita dalla parentela. Se così fosse, sarebbe un reato e se ne avessimo avuto evidenza saremmo andati alla Procura della Repubblica a denunciarlo prima di scriverlo sulle nostre pagine. La questione non è il bando, ma il fatto che Bassetti si sia voluto fare testimonial della bontà del lavoro dell’azienda privata di Sanificazione, la stessa che ha effettuato la sanificazione (anche) nell’azienda della famiglia.

L’articolo di Repubblica che abbiamo citato nel nostro articolo su Bassetti testimonial nel negozio di abbigliamento “Ghiglino”

Il nucleo di quanto da noi raccontato in un articolo più ampio (peraltro dopo “Repubblica” che la proprietà del Rex si guarda bene dal citare e la cosa è per lo meno curiosa) e che riguarda la decisione di Bassetti di apparire sui social come testimonial di un negozio di abbigliamento è che il congiunto professor Matteo Bassetti, che ormai vediamo dappertutto ed è in sovraesposizione mediatica quasi fosse un candidato alle elezioni la settimana precedente all’apertura delle urne, medico della Sanità pubblica, professore Universitario Unige, compaia con foto nelle certificazioni di sanificazione di un’azienda privata per asseverarne la bontà. Lì e sulla porta di altre aziende private, come un negozio di abbigliamento di Albaro.

Questione di generica opportunità, oggetto da sempre di critica di costume, ma anche questione che attiene la valutazione dell’Ordine dei Medici (se riterrà di valutare i fatti), questione che attiene alle regole dell’Ateneo e all’Ospedale San Martino e a quelle che riguardano i lavoratori del settore pubblico a cui il professor Bassetti appartiene come l’ultimo dei barellieri, come un qualsiasi impiegato statale, come un operatore scolastico.

Non siamo noi, quindi, a dover giudicare. Semplicemente, segnaliamo ai lettori che il Professore compare sulle certificazioni di un’azienda privata in cui implicitamente vengono segnalati la sua appartenenza all’Ordine dei medici (la foto delle certificazioni è con la cappa da medico e in quelle da testimonial di Ghiglino si vede chiaramente anche il cartellino dell’ospedale) e il suo incarico pubblico in qualità di direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino e dell’Università di Genova. La prima certificazione che vedete sotto, quella a sinistra, è quella apparsa sulla porta dell’Hotel Rex e sulla sua bacheca Facebook e che, curiosamente, lo stesso Hotel Rex ha rimosso dalla propria pagina. Perché la ha rimossa?

Falso 2/ IL BUON GIORNALISMO NON È FARE DA ZERBINO AI POTENTI DI TURNO“Fare buon giornalismo” non è elogiare chicchessia: non siamo agenti pubblicitari e, per la cronaca non godiamo di contributi pubblici né accettiamo, per scelta, pubblicità istituzionale. Bisognerebbe che ognuno parlasse di ciò che sa e certamente chi ha scritto sulla pagina dell’hotel Rex non sa cosa sia “fare giornalismo”. Non è scrivere apologie dei personaggi in vista o delle istituzioni, ma raccontare i fatti, esattamente come è successo – con tutte le “pezze giustificative” facilmente reperibili sui social e sulle vetrine di attività economiche, opportunamente allegate – nei nostri articoli. Al di là del lavoro dei medici ospedalieri e non ospedalieri (questi ultimi non siamo noi ad averli dimenticati, ma qualche volta le istituzioni) del quale abbiamo sempre parlato in termini elogiativi anche quando abbiamo profondamente criticato non i sanitari, ma i burocrati e politici della Sanità ligure, non abbiamo espresso alcun giudizio sull’operato del professor Bassetti come medico. Non potremmo farlo, non ne siamo in grado non avendone le competenze allo stesso modo in cui l’hotel Rex non è in grado di giudicare cosa è giornalismo e cosa no. Abbiamo parlato di Bassetti come testimonial di un’azienda specializzata in sanificazione, disinfestazione e derattizzazione e di quando si è fatto testimonial di un’azienda di abbigliamento, cosa che non ci risulta attenga alla professione medica. Confondere i piani (magari anche in difesa del comportamento del congiunto e, bisogna dire, non con molto successo vista l’esiguità dei like) significa voler gettare deliberatamente fango su chi scrive fatti incontestabilmente veri, confondere le acque, cercare di aizzare la folla social con argomentazioni false contro chi ha osato dire che un illustre professore, a lato della propria attività professionale, ma basandosi sulla popolarità ottenuta attraverso questa, si è voluto fare “uomo immagine” di aziende private. Lecito? Non lecito? Non sta a noi giudicare. Noi ci limitiamo a notare e pubblicare quanto è accaduto. Travisare questo e allargarlo alla generalità dei medici per tentare di gettare discredito su GenovaQuotidiana è evidentemente strumentale, oltre ad usare motivazioni profondamente false.

Falso 3/ GLI ALBERGATORI GENOVESI NON “PIANGONO MISERIA”, MA “SONO IN MISERIA” A CAUSA DEL COVID

L’azienda dell’Hotel Rex ha (giustamente e come molte altre) usato l’opportunità del bando della Protezione civile regionale per sottrarsi al disastro del turismo. Apprendiamo quindi che, come da noi scritto, la partecipazione e l’aggiudicazione del bando da noi scritta è veritiera. Chi ha vinto il bando ha avuto una chance in più, perfettamente legittima per chi fa impresa, per sottrarsi al disastro. Noi stessi avevamo pubblicato il volantino di Federalberghi nazionale pubblicato sulla pagina dell’hotel Rex a riguardo delle condizioni delle strutture ricettive italiane. Apprendiamo anche che nessuno ha approfittato della struttura della famiglia del professor Bassetti. L’unica notizia che apprendiamo dal post dell’albergo è questa: nonostante abbia vinto il bando, le camere sono rimaste vuote. Ne prendiamo atto. Facciamo notare all’hotel Rex che i colleghi di tutti gli alberghi di Genova, dell’Italia intera non “piangono miseria” (come è stato scritto nel post), ma “sono in miseria” a causa del Covid. Questo per il rispetto che è dovuto a tutte le aziende e i lavoratori del settore che stanno passando tempi tremendi. Quel rispetto per la categoria che non leggiamo nelle parole dell’hotel Rex. “Piangere miseria”, infatti, citiamo dalla Treccani, significa <lamentarsi con ostentazione della propria povertà, spesso esagerandola intenzionalmente per muovere gli altri a pietà, o anche simulandola per avarizia>. Non ci sembra che gli albergatori genovesi e italiani facciano quanto è stato scritto dai colleghi dell’hotel Rex.

Noi non passiamo il nostro tempo “a denigrare”, ma a fare quello che i giornalisti fanno da sempre: scrivere di fenomeni anche di costume di rilevanza pubblica e la rilevanza pubblica è data dal fatto che il professor Bassetti ha deciso di farsi, oltre che medico, anche personaggio pubblico apparendo molto più di tutti gli altri medici non solo a trasmissioni di informazione, ma anche di infotainment* non condotti da giornalisti, come quella di Barbara d’Urso che giornalista non è perché ha deciso di non esserlo e che non essendolo non deve attenersi alle regole deontologiche dei giornalisti.

  • Infotainment è un neologismo di matrice anglosassone e di ambito radio-televisivo nato dalla fusione delle parole information (informazione) ed entertainment (intrattenimento). È riferibile alla formula del rotocalco televisivo.

FALSO 4/ NON ABBIAMO GETTATO DISCREDITO SUL PERSONALE DELLA SANITA’ TUTTO, NE’ SUL BASSETTI-MEDICO, MA ABBIAMO PUBBLICATO LE INIZIATIVE DI PROMOZIONE DI AZIENDE PRIVATE DEL PROFESSOR BASSETTI
L’accusa ci offende profondamente e offende anche ogni singolo operatore sanitario. È curioso che sia la proprietà dell’Hotel Rex sia chi ha apposto il like al post, compreso il professor Matteo Bassetti, si siano affrettati a gettare discredito (e quindi danno di immagine a GenovaQuotidiana) con argomentazioni palesemente false a proposito del mestiere di giornalista, che non è quello di scendiletto dei potenti o dei personaggi in vista né quello di fare l’apologia dei personaggi politici di turno o di quelli che si sono ritagliati un posto nella vita pubblica, ma di fare informazione oggettiva. L’oggettività di quanto abbiamo scritto sta sulle vetrine dei negozi “certificati” e sugli stessi post social social di cui Bassetti è protagonista consapevole. Non attiene alla figura del professor Bassetti in quanto medico, ma in quanto personaggio pubblico. Quel personaggio pubblico che ha deciso deliberatamente di essere, aggiungendo alla vita e al lavoro in corsia un’intensa frequentazione dei media e delle tv non solo nei tg e nelle trasmissioni squisitamente giornalistiche. E come tale si è esposto alle critiche di costume. Se non avesse voluto e deciso di avere questa popolarità (qualche volta si può anche dire “no” ai riflettori), non sarebbe nemmeno ricercato come testimonial. E anche alle aziende private si può dire “no”. Dire “sì” è una scelta, non un obbligo, tantomeno lavorativo. Nulla di quanto da noi raccontato ha attinenza con la vita professionale del professor Bassetti e a confondere i due piani (professionale ed extra professionale), se ciò è avvenuto, non siamo stati noi.

Stupisce anche come l’hotel Rex faccia esercizio di sineddoche usando la figura retorica come arma di discredito nei nostri confronti: il professor Bassetti è “una parte” (numericamente microscopica a fronte delle migliaia di sanitari che stanno buttando lacrime e sangue in questo periodo), non “il personale medico” in senso assoluto. Gli operatori della sanità ligure sono migliaia, per la precisione 26.881 esclusi i medici di medicina generale che si devono aggiungere al conto. Ma nessuno di questi ci risulta aver deciso di fare (tantomeno in epoca di pandemia) da testimonial a negozi di abbigliamento né di aziende che si occupano si sanificazione durante l’emergenza Covid. Di queste migliaia di lavoratori, nessuno escluso, abbiamo abbondantemente lodato l’impegno professionale. Di Bassetti abbiamo scritto del ruolo extra medico che ha deciso di avere nella società. Sono due cose ben diverse e crediamo ne converranno gli stessi medici, infermieri e oss della Liguria. Dovrebbero offendersi gli operatori sanitari tutti per essere usati dall’hotel Rex come mazza mediatica per gettare discredito a vanvera e difendere il congiunto.

L’hotel Rex ha deciso di usare la macchina del fango contro di noi. Ne prendiamo atto: è un metodo. La stessa macchina del fango che la Regione usa nelle conferenze stampa pubbliche e trasmesse in streaming contro tutti coloro che fanno inchiesta, che non si limitano a riportare in copiaincolla i numeri distribuiti dall’ente e magari usano l’organizzazione dei dati del Ministero, che si “permettono” di dissentire. Che usa contro l’opposizione che chiede informazioni ed esercita il legittimo diritto di critica. È un metodo di comunicazione, appunto. Bello o brutto che sia. Anche questa è una scelta, di cui prendiamo atto ma che in nessun modo modifica il nostro modo di lavorare, per chi scrive: lo stesso con tutti da 33 anni a questa parte. È una scelta, non è detto che sia la migliore anche per auto tutelarsi e sul fronte del consenso dell’opinione pubblica.

Quanto alla parola “TRISTEZZA” che l’hotel Rex cita come un mantra: ne conveniamo. È la stessa parola che è venuta in mente anche a noi e a migliaia di cittadini, forse per motivi differenti rispetto a quelli dei proprietari dell’hotel Rex. Stiano pur certi: oltre alla sobrietà, che è cifra distintiva dei genovesi, amiamo la verità dei fatti e il nostro lavoro. Non cambiamo il nostro modo di lavorare sotto le pressioni mediatiche e social, che siano di un ente pubblico o di un’azienda privata. E abbiamo l’abitudine di difendere il nostro lavoro, la nostra dignità professionale e la nostra integrità morale in tutte le sedi.

Prendiamo debitamente atto che, con il suo like al post, il professor Bassetti fa proprio il testo del post dell’Hotel Rex.

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