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La Carovana dei Forti, Arci Zenzero e Circolo Nuova Ecologia lanciano le camminate per riscoprire la Valbisagno

Sabato 23 maggio associazioni e cittadini partiranno da diversi quartieri per convergere sotto Forte Ratti e aprire un confronto sul futuro del territorio

Una carovana di camminatori, associazioni e cittadini per riportare l’attenzione sul versante orientale della Valbisagno, sulla sua catena di fortificazioni e su un patrimonio di percorsi, ville, creuze e spazi non costruiti che potrebbe diventare una leva di rigenerazione territoriale. L’iniziativa, promossa da Arci Zenzero e dal Circolo Nuova Ecologia, si chiama “La Carovana dei Forti” e sarà presentata giovedì 7 maggio alle 17 all’Arci Zenzero. Il momento centrale sarà sabato 23 maggio, quando diverse realtà associative saranno invitate a organizzare camminate dai rispettivi quartieri per convergere in un punto baricentrico sotto Forte Ratti.

Il progetto nasce con l’obiettivo di mettere a fuoco caratteristiche e potenzialità della parte orientale della valle, dove insistono quartieri diversi ma legati dallo stesso sistema collinare: da Staglieno a Sant’Eusebio, da Marassi-Quezzi a San Fruttuoso, da San Martino a San Desiderio e Bavari. L’idea è partire dalle preesistenze, cioè dai segni già presenti sul territorio, per costruire una lettura più consapevole della valle e immaginare nuove forme di fruizione.

Al centro della riflessione c’è una constatazione urbanistica: la Valbisagno è formata da una striscia urbanizzata continua nel fondovalle e da agglomerati diffusi sui versanti collinari. Proprio per questo, secondo i promotori, diventa essenziale ragionare sugli spazi non costruiti, sulle connessioni rimaste, sui percorsi interrotti o dimenticati e sulle emergenze storiche che possono ancora dare senso e continuità al territorio. La valle non viene letta soltanto come un asse di transito, ma come un sistema complesso in cui il futuro passa anche dal recupero di ciò che è rimasto ai margini dello sviluppo urbano.

La presentazione distingue in modo netto il versante occidentale da quello orientale. La parte occidentale della vallata viene descritta come più integrata con il resto del tessuto storico cittadino, sia per la vicinanza al centro sia per il ruolo di naturale canale di collegamento verso la zona padana, lungo direttrici come via Piacenza e via Bobbio. Questa integrazione ha prodotto un fondovalle più omogeneo, una destinazione della parte collinare verde più vicina alla dimensione vincolata del Parco del Righi e del percorso dell’Acquedotto storico, oltre a una minima infrastrutturazione con impianti di risalita e collegamenti di versante, come l’ascensore di via Ponterotto e il trenino Genova-Casella.

Sul versante orientale, invece, la situazione appare più frammentata. Qui, secondo la lettura dei promotori, si trovano spesso “relitti” urbani e storici: fortificazioni, ville padronali assorbite dall’espansione dei quartieri, come villa Saredo-Parodi in via Marassi, e creuze ancora utilizzate oppure interrotte, cadute in disuso o trasformate in percorsi residuali. Questo patrimonio diffuso, proprio perché non pienamente integrato in una narrazione complessiva, rischia di rimanere invisibile o di essere considerato soltanto come spazio marginale.

“La Carovana dei Forti” propone di ribaltare questa prospettiva. Se nel fondovalle l’asse fluviale del Bisagno resta l’unica grande area verde ancora disponibile e quindi da valorizzare sul piano ambientale, sul versante orientale i percorsi storici, le fortificazioni e le testimonianze disseminate tra i quartieri possono diventare il punto di partenza per interventi di recupero e rigenerazione. L’obiettivo è dare contenuti esperienziali al territorio, rendendolo più leggibile e fruibile per residenti, escursionisti urbani e camminatori della domenica.

I promotori mettono però in guardia anche dai rischi. Su queste aree grava, secondo il documento di presentazione, la minaccia latente di nuove infrastrutturazioni pesanti, servizi e servitù, riallocazioni industriali o interventi di carattere speculativo. Il riferimento è anche alle grandi opere di ingegneria idraulica, come lo scolmatore del Bisagno e il deviatore dei torrenti Noce e Rovare, che hanno già inciso e continueranno a incidere sull’assetto della valle.

Da qui la proposta di cambiare approccio e inaugurare una stagione di investimenti mirati non alla semplice occupazione o trasformazione degli spazi, ma alla loro fruibilità, conoscenza e valorizzazione. La giornata del 23 maggio servirà proprio a questo: far muovere dai quartieri una pluralità di percorsi, portarli a convergere sotto Forte Ratti e avviare da lì un confronto sulle iniziative future. Non solo una camminata, quindi, ma un modo per collegare fisicamente e simbolicamente luoghi, associazioni, esperienze e studi già maturati sul territorio.

Il senso della “Carovana” è anche politico e culturale: costruire una consapevolezza condivisa sul valore del versante orientale della Valbisagno e impedire che le sue emergenze storiche e paesaggistiche vengano trattate come frammenti isolati. Forte Ratti, le fortificazioni, le creuze, le ville inglobate dai quartieri e i percorsi collinari possono diventare una rete, a condizione che siano riconosciuti come parte di un disegno più ampio. Per Arci Zenzero e Circolo Nuova Ecologia, la presentazione del 7 maggio sarà il primo passaggio pubblico di questa proposta, mentre la camminata del 23 maggio proverà a trasformare quella lettura in un’esperienza collettiva sul territorio.


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