Bassetti, da testimonial di azienda di sanificazione a uomo immagine delle cravatte di Ghiglino

Dopo la foto sul certificato di sanificazione di un’azienda che si occupa di derattizzazione per l’operazione effettuata sul residence della famiglia della moglie ad Albaro (oggi sotto contratto per ospitare i malati Covid dimessi dagli ospedali), il medico diventa uomo immagine del negozio di via XX. Intanto dai suoi studenti del corso di laurea in medicina dicono che sono saltati i loro esami e chiedono che si dedichi meno alle interviste sui media per trovare il tempio di dedicarsi di più all’attività universitaria

<Ho la mia popolarità e ne faccio quello che voglio. Lo fanno i calciatori con le pizzerie, lo posso fare io che sono professore universitario>. Questo aveva risposto Matteo Bassetti ( non calciatore, non piazzaiolo, ma professore a contratto dell’Università di Genova, direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino) al collega Matteo Macor che gli chiedeva di una sua foto comparsa come imprimatur papale nel certificato di sanificazione eseguita da un’azienda privata specializzata nel residence della famiglia della moglie, che ha la fortuna di sottrarsi alla grave crisi del settore turistico, con centinaia di aziende sull’orlo del fallimento, grazie al contratto firmato dalla società di cui fa parte, appunto, la moglie del professore e che vede amministratore la suocera con la protezione civile.


Nell’articolo comparso sulle pagine de “La Repubblica”, si legge che Macor gli aveva chiesto se non ritenesse inopportuno non già il contratto con la Regione per trasformare il residence il residenza post ospedaliera Covid (l’azienda non è sua, in fondo), ma quella foto, quella di un professore universitario in camice da medico che compare poco sopra del logo col divieto a topi e scarafaggi, simbolo dell’attività precipua dell’azienda che si occupa anche di sanificazione: derattizzazione e disinfestazione. La risposta è stata “no”. Più o meno “la popolarità è mia e ci faccio quello che voglio”.

Intanto Gianni Pastorino, di Linea Condivisa, consigliere regionale, al scritto al rettore Paolo Comanducci e al preside della Scuola di scienze Mediche e farmaceutiche per chiedere loro di prendere provvedimenti.


Bassetti è diventato un medico-star dei media da quando è cominciata la pandemia, quella che ad oggi ha fatto 1.152 morti in Liguria e 27.682 in Italia e per la quale non sono stati ancora trovati né cura né vaccino.


Ampiamente sovraesposto mediaticamente, il medico ha rivendicato di volere sfruttare la sua popolarità, costruita su una raffica di dichiarazioni rassicuranti anche in antitesi con la cruda cronaca dei fatti.
Detto-fatto, oggi appare sorridente sulla pagina Facebook di un negozio genovese di abbigliamento come testimonial, indossando il camice e una cravatta di produzione dell’azienda genovese.

Ma Bassetti non è un calciatore, è medico e professore universitario. A proposito di questo suo incarico, ci hanno scritto alcuni suoi allievi (che per ovvie ragioni vogliono rimanere anonimi) lamentando il fatto di avere difficoltà col loro insegnante.

<Ha fatto saltare un esame programmato per gli inizi di marzo dicendo prima che lo avrebbe recuperato a fine marzo, poi invece che l’appello é proprio saltato e se ne riparla a giugno perché é troppo impegnato con l’emergenza, però é ogni giorno in TV e ora si scopre testimonial. Noi studenti siamo tutti incazzati> ci scrive il gruppi dei ragazzi. <Ha garantito a uno di noi che doveva laurearsi un salto d’appello, ma per regolamento noi non l’abbiamo> aggiungono. I giovani spiegano che avrebbero capito perfettamente se gli esami fossero saltati per attività legate alla pandemia (in fin dei conti sono studenti di medicina, studiano per curare la gente e sanno che ora ce n’è estremo bisogno), ma aggiungono di essere convinti che basterebbe che il loro professore spendesse in Università tutto il tempo dedicato a interviste sui media e conferenze stampa con la Regione per evitare che gli esami venissero rimandati.

C’è poi la questione sperimentazione del farmaco americano anti covid, da cui la Liguria e, segnatamente, il reparto del professor Bassetti, sono stati esclusi.

Bassetti si era lagnato della scelta attaccando il Governo per l’esclusione. Si erano uniti al coro l’assessore alla Salute della Regione, la leghista Sonia Viale, e il leader di Cambiamo! e presidente della Regione Giovanni Toti. Il Pd era insorto, accusando il direttore di Malattie Infettive di travalicare il proprio piano (quello di medico, appunto) e di fare dichiarazioni da politico. L’Agenzia nazionale del farmaco, il giorno dopo, aveva diffuso un pacato comunicato in cui spiegava quello che uno che fa il dottore immaginiamo dovrebbe sapere e, cioè, che le regole della sperimentazione le fa non il governo, ma chi paga, cioè la casa produttrice del medicinale. E la regola è stata quella di scegliere ospedali con quantità più ampia di ricoverati del San Martino.

In un post su Facebook (che noi non troviamo più, ma che noi avevamo fotografato e conservato) il professor Bassetti aveva detto di essere stato frainteso e si era scusato.

Le voci che abbiamo raccolto è che il centrodestra sarebbe pronto ad offrire a Matteo Bassetti il ruolo di assessore alla Sanità nella prossima giunta regionale. Perché non anche quello di assessore al marketing?

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