“New Gel” scontro Fit Cisl-S. I. Cobas e nell’azienda di Bolzaneto sale la tensione

Picchetto in azienda del sindacato autonomo, 47 lavoratori (su 54) chiedono di interrompere la protesta per non danneggiare l’attività dell’impresa

Da una parte il sindacato S.I. Cobas, dall’altra la Fit Cisl Liguria che oggi, con una nota, fa sapere: <Siamo stati contattati dai nostri iscritti e lavoratori che ci chiedono di intervenire e far sentire la propria voce, perché questa notte i cancelli della New Gel sono stati bloccati da persone che non hanno permesso il normale svolgimento del lavoro>.
Scene da un confronto sindacale ma, più che altro, tra sindacati, visto che, spiega Mauro Scognamillio, segretario ligure della Fit, non c’è alcuna trattativa sindacale in corso. <Gli accordi ci sono, sono stati votati dai lavoratori, sia i lavoratori sia l’azienda li rispettano> dice Scognamillo. Per contro, i Cobas, in una nota, sostengono <È innegabile come la vertenza resti in salita, dato che alle problematiche salariali – accordo bidone aziendale – e contrattuali – utilizzo indiscriminato di lavoro precario – si aggiunge oggi il mancato rinnovo contrattuale a due autisti, guarda caso proprio iscritti alla nostra sigla>.
<La protesta è un strumentalizzazione messa in atto solo per il fatto che il sindacato autonomo non è firmatario dell’accordo votato dai lavoratori – risponde Scognamillo -. In un momento come questo, in cui le aziende fanno fatica a rispettare gli accordi e persino a pagare gli stipendi, quando una gli accordi li rispetta bisogna che il rapporto sia gestito con un minimo ragionevolezza>.

Ieri durante il picchetto S.I. Cobas che è andato avanti tutta la notte, un lavoratore è stato scontrato con l’auto da un altro lavoratore che voleva entrare sul posto di lavoro. La polizia locale si è limitata a rilevare l’incidente e la la Digos era già sul posto ha tenuto d’occhio la situazione. Al picchetto ha partecipato una trentina di persone, ma secondo la Cisl solo 7 sarebbero lavoratori dell’azienda perché 47 su 54 avrebbero sottoscritto un documento in cui si dice che alla maggior parte dei lavoratori sarebbe stata <bloccata>.

<Insieme ai nostri iscritti e lavoratori della New Gel riteniamo che un atto del genere sia totalmente illegittimo e che vada contro ogni regola di legalità e buon senso, rimanendo in modo compatto completamente contrari a tali azioni e chiedendo l’intervento delle autorità competenti se necessario – dicono alla Cisl -. Così che i lavoratori della New Gel non debbano essere ostaggio di pochi colleghi e di persone che non centrano nulla con la loro realtà e possano decidere il da farsi in totale libertà. Azione sicuramente frutto della frustrazione da parte di una pseudo sindacato per avere visibilità mediatica a discapito però dei lavoratori. Chiediamo che la voce della maggioranza non sia zittita da pochi. Chiediamo che chi fa proclami e dice di voler tutelare e difendere questi lavoratori, li ascolti e metta via mere motivazioni di visibilità. Un quarto d’ora di fama non vale sicuramente il futuro di 54 lavoratori e quindi di  54 famiglie>.

<Per quanto detto fino ad ora  siamo a chiedere che tali iniziative come quella di questa notte non vengano messe più in atto, perché qui non si è difronte a “toccano uno toccati tutti”, ma ci troviamo difronte a “pochi toccano e obbligano tutti”> concludono alla Fit Cisl.

<Nella notte tra giovedì 29 e venerdì 30 Agosto, in concomitanza con la terza giornata di sciopero consecutivo degli autisti assunti presso la New Gel é partito il blocco dei mezzi davanti ai cancelli, con un picchetto partecipato da decine di operai solidali di diverse aziende e compagni appartenenti a diverse realtà politiche e sociali – dicono, invece al S. I. Cobas. Proprio nei primi momenti di formazione del picchetto un magazziniere – a cui, per inciso, non si stava assolutamente ostacolando il passaggio – si é fiondato con la macchina sul presidio di lavoratori. Un lavoratore aderente allo sciopero é stato investito, riportando un grave trauma al braccio, ed é stato necessario l’intervento del 118 e il ricovero al Pronto Soccorso di Villa Scassi, per accertamenti. Questo ennesimo episodio diventa la cartina tornasole di quel clima di paura e tensione scientemente coltivato in azienda e che esplode in questi atteggiamenti deprecabili, volti a dimostrare non si sa bene cosa, se non una totale accondiscendenza al padrone e alle sue politiche anti – sindacali, fino appunto a spingersi ad investire con la macchina un pacifico picchetto di lavoratori>.

<Nonostante questo brutto episodio, rispetto al quale aspettiamo ancora una condanna formale da parte dell’azienda – continuano al sindacato autonomo – il picchetto di lavoratori ha retto, ricompattandosi immediatamente e resistendo per altre 7 ore, facendo riuscire completamente il blocco, con il conseguente incolonnamento lungo le strade adiacenti il magazzino di decine di bilici e furgoni. Un grosso disagio per l’azienda, risultato della determinazione dei lavoratori in sciopero e grazie alla dedizione e lo sforzo dei tanti solidali accorsi, che nonostante dovessero iniziare a lavorare alle prime ore del mattino, hanno comunque voluto fino all’ultimo dimostrare solidarietà e sostegno agli autisti New Gel in sciopero. Verso le 06,30 di questa mattina l’assemblea dei lavoratori ha poi decretato in maniera autonoma lo scioglimento del blocco, reputando raggiunto l’obiettivo della nottata di lotta ai cancelli>.

Sul mancato rinnovo dei due contratti a tempo, secondo i Cobas, <L’azienda non ha perso occasione per dimostrare la propria tracotanza. Prima affermando per bocca di una sua dirigente, a fronte delle richieste di spiegazione sui motivi dei mancati rinnovi agli iscritti del sindacato, che “non gliel’ho detto io d’iscriversi ai Cobas. Poi ammettendo candidamente che il motivo dei mancati rinnovi risiederebbe nell’impossibilità – vista la normativa attuale, cioè il Decreto Dignità – di effettuare un ulteriore contratto a tempo determinato, visto che i lavoratori dovrebbero, dopo un anno di precariato, essere assunti a tempo indeterminato, e che quindi l’azienda preferisce lasciare 2 lavoratori a casa per eventualmente riassumere altri precari, sicuramente più docili e soprattutto non sindacalizzati. Come limoni da spremere e poi buttare via, dopo aver richiesto ritmi esasperanti di lavoro per un anno a questi lavoratori, magari con il miraggio della stabilizzazione o del rinnovo, oggi si decide di buttarli per strada, per sostituirli con altri autisti, magari disponibili a lavorare per 12/15 ore al giorno, per un quarto d’ora di straordinario a giornata>.


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