Enti Pubblici e Politica Sindacale 

Cittadella della polizia, il Silp Cgil attacca: «22 milioni per il progetto, ma 500 agenti sono senza mensa da due mesi»

Il Sindacato italiano lavoratori di polizia Cgil denuncia la chiusura della mensa del reparto mobile per criticità strutturali e chiede soluzioni immediate per il personale. Il segretario provinciale Salvatore Artale annuncia anche la valutazione di un esposto alla Corte dei Conti sul progetto della nuova Cittadella

La nuova Cittadella della polizia torna al centro delle polemiche, questa volta non solo per il trasferimento degli uffici passaporti, immigrazione e polizia amministrativa in via Sardorella, ma anche per una criticità interna alla caserma del reparto mobile: circa 500 lavoratrici e lavoratori della polizia di Stato sarebbero senza mensa da due mesi, dopo la chiusura del servizio per problemi strutturali. A denunciarlo è il Sindacato italiano lavoratori di polizia Cgil, che parla di una situazione «paradossale» e annuncia la possibilità di rivolgersi alla Corte dei Conti.

Secondo il segretario generale provinciale genovese Salvatore Artale, il problema è stato segnalato da tempo, ma non avrebbe ricevuto risposte adeguate. «A Genova c’è una situazione paradossale che tocca la pelle viva dei poliziotti e dei cittadini», afferma. «Lo denunciamo da mesi senza avere risposte e adesso siamo arrivati a un punto di non ritorno. 500 lavoratrici e lavoratori della polizia di Stato in forza al reparto mobile di Genova sono da 2 mesi senza mensa perché è stata chiusa per rischi strutturali e non è stata posta in essere alcuna compensazione, come ad esempio ticket pasto o convenzioni con gli esercizi della zona».

La critica del sindacato è doppia. Da una parte c’è la gestione dell’emergenza quotidiana, con il personale costretto a organizzarsi senza un servizio essenziale. Dall’altra c’è il progetto della nuova Cittadella della polizia, finanziato con 22 milioni di euro, che secondo il Sindacato italiano lavoratori di polizia Cgil rischia di non affrontare i problemi reali della struttura e degli uffici. «Tutto questo perché dal 2022 sono state ignorate le criticità strutturali più volte segnalate anche dal nostro sindacato», sostiene Salvatore Artale, «mentre non si è perso tempo a reperire 22 milioni di euro per la nuova Cittadella della Polizia il cui progetto, approvato senza approfondire le reali esigenze degli uffici e dei cittadini, rischia di non risolvere i problemi cronici di questa città».

La mensa, spiega il sindacato, ha chiuso all’inizio di marzo 2026. La decisione ha creato difficoltà non solo al personale del reparto mobile, ma anche agli allievi e agli operatori provenienti da uffici di altre specialità. Le altre mense disponibili in città sarebbero troppo lontane e non avrebbero capienza sufficiente per accogliere una media quotidiana di 400 o 500 fruitori. «Parliamo non solo del personale del reparto mobile, ma anche degli allievi e di operatori provenienti da uffici di altre specialità», racconta il segretario genovese. «Le altre mense esistenti a Genova sono distanti e non hanno le capienze necessarie per ospitare 400, 500 persone. Questa la media quotidiana di fruitori».

Il nodo strutturale, secondo la ricostruzione del sindacato, risale al 2022. In quell’anno sarebbe stata rilevata una fessurazione preoccupante nel muro della mensa affacciato su via Sardorella. La ditta incaricata di intervenire avrebbe poi accertato un problema più ampio, legato alla stabilità delle fondamenta dell’intera struttura. Da allora, denuncia il Sindacato italiano lavoratori di polizia Cgil, poco sarebbe stato fatto fino all’inizio del 2026, quando la situazione è arrivata alla chiusura. «A febbraio di quest’anno», prosegue Salvatore Artale, «l’intervento dei vigili del fuoco stabilisce che la mensa va chiusa immediatamente per motivi di sicurezza».

Da quel momento, il sindacato afferma di avere chiesto misure compensative immediate, come ticket pasto o convenzioni con esercizi della zona. Soluzioni che, secondo il Sindacato italiano lavoratori di polizia Cgil, eviterebbero al personale di dover perdere troppo tempo per raggiungere altre mense, consumare il pasto e tornare in servizio. «Noi come Silp Cgil da subito chiediamo misure compensative come ticket pasto e convenzioni perché i colleghi non possono impiegare due ore per spostarsi in altre mense, mangiare e ritornare», dice Artale. «Silenzio assoluto e assordante da parte di chi doveva dare una risposta».

Il segretario chiama in causa più soggetti istituzionali: Prefettura, Comune, Agenzia del Demanio e Dipartimento della pubblica sicurezza a Roma. Il punto, per il sindacato, non è solo la mensa, ma la programmazione complessiva della Cittadella. «Perché in sede di programmazione della Cittadella si doveva tener conto delle esigenze degli uffici e di quelle dei cittadini», afferma il segretario del sindacatp. «Portare in una unica struttura, oltre al reparto mobile, la scientifica, l’immigrazione e la polizia amministrativa, senza adeguati uffici preposti e senza un numero adeguato di personale, determinerà la non risoluzione dei problemi che si volevano risolvere».

La denuncia incrocia quindi anche il tema dell’accessibilità per l’utenza. La nuova concentrazione di uffici in via Sardorella comporterebbe l’arrivo di cittadini e persone straniere per pratiche amministrative, permessi, documenti e procedure delicate in una zona già discussa per collegamenti, viabilità e spazi di attesa. Salvatore Artale richiama le possibili conseguenze concrete: «Basta immaginare le necessità di trasporto delle persone, cittadini e migranti, che dovranno venire in zona per le loro pratiche, basti pensare alle file che saranno interminabili come già avviene oggi e al caldo perché non vi saranno adeguati ripari per tutti. Problemi che inevitabilmente si scaricheranno anche sul personale in divisa».

Il sindacato chiede quindi due interventi distinti. Il primo riguarda l’urgenza della mensa: servono, secondo il Sindacato italiano lavoratori di polizia Cgil, soluzioni immediate per garantire al personale un servizio sostitutivo o una compensazione concreta. Il secondo riguarda il progetto della Cittadella, che il sindacato chiede di rivalutare prima che vengano consolidate scelte considerate sbagliate o insufficienti.

«Servono soluzioni immediate e concrete», conclude Artale, «come quelle che abbiamo suggerito, per venire incontro da subito ai problemi di mensa dei poliziotti che da 2 mesi non trovano soluzione. Occorre poi fermarsi un attimo sulla Cittadella Polizia, rivalutare il progetto, impedire lo sperpero di pubblico denaro e da questo punto di vista stiamo valutando di predisporre una lettera alla Corte dei Conti che già di sua sponte, date le numerose segnalazioni pervenute e le varie notizie di stampa, avrebbe dovuto intervenire per tempo. Ripeto: ognuno è chiamato e sarà chiamato a rispondere delle proprie responsabilità».

In copertina: foto generica di repertorio


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