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“Dolcetto o scherzetto”, la millenaria tradizione dell'”Halloween alla genovese”

Santi con il becco e fave dei morti, le tradizioni liguri del 1º novembre

C’è chi si scandalizza per l'”americanizzazione” della festa di Ognissanti, coi bimbetto che girano casa per casa, come negli Stati Uniti, per chiedere dolci. In realtà, l’usanza (secondo i costumi del tempo) è molto ligure e affonda le proprie radici nella notte dei tempi. Secondo tradizione il giorno dei morti si devono preparare i “bacilli” (fave secche) e i “balletti” (castagne bollite). Nel passato, la vigilia del 2 novembre, erano i bambini che giravano di casa in casa per ricevere il “Ben dei morti”, fatto di fave, castagne e fichi secchi; poi dicevano le preghiere ed i nonni raccontavano loro leggende e storie paurose. A Genova e in Liguria la festa di Halloween non è poi, quindi, campata in aria come si dice, ma affonda le sue radici (certo, inconsapevolmente) in quella che era una nostra tradizione, la “raccolta” dei bimbi presso i familiari delle prelibatezze dell’epoca. I bimbi liguri d’altri tempi, quindi, avevano il loro “dolcetto o scherzetto”, con tanto di finale “horror”. In fin dei conti, l’origine delle due tradizioni, quella ligure e quella statunitense, affonda le radici nella stessa cultura ancestrale, quella dei celti. La popolazione si affiancò a quella autoctona dei Liguri, popolo indoeuropeo o pre indoeuropeo (gli storici non sono ancora d’accordo su questo). Probabilmente ci fu un’invasione, forse una guerra. È in realtà probabile che le due popolazioni si siano integrate poco a poco. Dei primi approcci sappiamo poco perché i Liguri non conoscevano la scrittura. Certo che i contatti coi pre-celti risalgono addirittura al II millennio avanti cristo e quelli coi celti al I. Nel 500 a. C. ci fu sicuramente una nuova infiltrazione della Liguria da parte di questo popolo, lo stesso che diede origine alla festa celtica alla base della tradizione statunitense di Halloween.
In Liguria la tradizione sopravvisse nei secoli, adattandosi e modificandosi, sia all’invasione romana sia all’avvento del cristianesimo. È quindi sbagliato considerare i festeggiamenti reintrodotti recentemente come un appiattimento alla cultura americana anche se la moda a stelle e strisce, diffusa da film e telefilm, certo ha influito molto, favorendo il ritorno di quella che era una tradizione, ma rivista e corretta.

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(Fave e castagne secche in versione “aggiornata”, fatte di pasta di mandorla, preparate dalla pasticceria genovese Cavo)

<Santi senza becco, Natale poveretto>, il proverbio si riferisce all’usanza di mangiare carne di volatile (gallo o gallina) per la festività di Ognissanti, riservando le carni di bovino, suino e ovino per le ricorrenze natalizie, durante le quali era peraltro usanza mangiare anche il cappone. Il precetto si riferisce a un’epoca in cui il consumo familiare di carne era limitato a poche occasioni. Nell’anno 1475 un pontefice ligure, Papa Sisto IV (Francesco della Rovere), rese obbligatoria la Festa dei Santi al 1° novembre che divenne presto l’occasione per un primo solenne banchetto in attesa delle altre ricorrenze a venire. Papa Sisto IV, nato a Pecorile, una frazione di Celle Ligure, è quello che fece costruire la Cappella Sistina, poi fatta affrescare da Giulio II per mano di Michelangelo. La Chiesa Cattolica Romana cercò di imporsi annullando le tradizioni popolari e nell’anno 835 D.C consacrò il 1° novembre come festa di tutti i santi, poi, come si diceva, resa obbligatoria da Papa Sisto IV. Immediatamente fu demonizzato e messo sotto una luce sinistra tutto ciò che apparteneva ai riti popolari che affondavano le radici in altre religioni: figure di spiriti e fate, rappresentanti il mondo della rigenerazione che supera la morte, divennero esseri pericolosi da temere, che tornano dalle tenebre ad infastidire i vivi. Le donne da sempre simbolo di fertilità, furono fatte apparire come streghe cattive, il fuoco fu caratterizzato in chiave negativa come modalità per scacciare il terrore, invece di rappresentare la luce che guidava i defunti per tornare a casa. Tutte le tradizioni che alla Chiesa sembravano far riferimento a culti pagani furono soffocate. Ma, oggi possiamo dirlo, non per sempre.

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