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Ancora furti e violenza. Due diverse petizioni chiedono la stessa cosa: le forze dell’ordine nella movida

Singoli aggressori o piccole bande, in passato, sono stati presi a posteriori grazie alle telecamere, ma secondo abitanti e commercianti manca ancora quella sorveglianza in divisa del territorio che permetterebbe di evitare spaccio, reati predatori e violenze

carabinieri movida(Uno dei – purtroppo non quotidiani come i servizi del reparto Commercio della polizia municipale – controlli dei carabinieri Quella sera furono arrestati due spacciatori e, finché i militari dell’Arma rimasero in zona, si evitarono sia i reati predatori sia le intemperanze del “popolo della movida”)

Gruppi di giovani magrebini organizzati nella movida rapinano i frequentatori. Il modus operandi è sempre lo stesso: puntano la vittima, possibilmente un po’ alticcia, e gli sfilano il portafoglio dalla tasca o dalla borsa. Poi passano il maltolto a un “socio” provvisto di zaino che si colloca ai margini delle aree più affollate per attendere che il borseggiatore colpisca di nuovo. Qualche volta spintonano il malcapitato scelto per il furto, altre volte, se non basta lo picchiano anche. E chi tenta di riprendersi il maltolto viene massacrato. È successo tante volte in passato ed è uno dei motivi per cui sia la petizione degli abitanti sia quella dei gestori dei locali (appoggiata anche da una bella fetta di popolazione) chiedono entrambe controlli di polizia, ad oggi quasi sempre assenti, sia durante sia dopo la movida quando, a bar chiusi, gruppi di giovani continuano a popolare chiassosamente la zona, spesso portandosi l’alcol da casa. Le zone più a rischio per i borseggi quando c’è la folla sono via San Donato, piazza Ferretto, via Giustiniani, via e – soprattutto – piazza San Bernardo, salita Pollaiuoli, Canneto il Lungo, ma quando i locali chiudono e le strade si svuotano gli agguati (qualche volta violenti) avvengono dappertutto. L’ultima vittima nota in ordine di tempo risale alla notte tra sabato e domenica ed è un ragazzo di vent’anni che, seguito all’uscita di un locale di via San Bernardo, è stato aggredito quando ormai era solo e stava aspettando il bus alla fermata di piazza Dante. L’intera banda, composta da sei giovani stranieri, probabilmente magrebini, lo ha circondato per sfilargli il portafoglio. Lui ha reagito ed è stato pestato a sangue. Un pugno gli ha rotto il naso. I medici del Galliera, dove il ragazzo è andato a farsi medicare, lo hanno giudicato guaribile in 25 giorni. Sul fatto ora indaga la squadra mobile della questura. In passato alcuni gruppi, bande o singoli delinquenti sono stati già presi (grazie alle telecamere che riprendono un po’ tutta la zona), ma sempre a posteriori. Quello che manca da sempre è la prevenzione, cioè quel controllo in divisa che funzioni da deterrente, come accade in molte altre città italiane o straniere. Servirebbe sia per moderare i comportamenti incivili dei ragazzi che gridano, orinano e fanno baccano quando sono ubriachi, sia per evitare i reati predatori. Contro questi due fenomeni, l'”ordinanza anti alcol” (che regolamenta i comportamenti di negozi e pubblici esercizi), essendo un provvedimento amministrativo, è, ovviamente, totalmente inefficace. Ci sono controlli quotidiani degli agenti di polizia municipale del reparto Commercio, che però sono, com’è giusto, mirati a eventuali irregolarità annonarie e al rispetto dell’ordinanza). Abitanti e commercianti lo dicono da tempo, ma ancora, salvo casi sporadici, le forze di polizia non hanno ancora messo in atto quel controllo del territorio che permetterebbe con una sola mossa di moderare gli eccessi dei frequentatori (non necessariamente dei locali, ma solo della zona, in cui tanti si presentano con bottiglie di alcolici al seguito) e di arginare la microcriminalità.

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