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Il libro, strenna salva ritardatari. Ecco la scelta dei librai

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È il dono dell’ultima ora per eccellenza. Dovrebbe essere quello più pensato, invece è spesso considerato la soluzione più spiccia ed economica. Il libro toglie dai guai tantissimi ritardatari ed è un salvagente sul filo di lana per quelli che non hanno tempo, per quelli che non ci avevano pensato e per quelli che non possono o non vogliono spendere troppo.
Per non scegliere senza criterio, tanto per non lasciare vuoto lo spazio sotto l’albero,  eccouna selezione di libri che abbiamo chiesto ai librai Antonio Avignone e Marco Rimondi, due delle anime della Fiera del libro di piazza De Ferrari (largo Pertini) . Questi i libri che consigliano per l’ultima strenna.

La teolgia del Cinghiale, Gavino Nemus, Eliot editore 17,50 €

Un romanzo in cui gli odori, i sapori, le voci, le superstizioni e la magia della terra sarda, si uniscono per comporre il quadro di un’Italia che arriva fino ai giorni nostri.
Luglio 1969. Nei giorni dello sbarco sulla luna, a Telèvras, un piccolo paese dell’entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante, e Gesuino Némus, da tutti considerato un minorato mentale, sono amici per la pelle. Di loro si occupa come fossero suoi figli don Cossu, il prete gesuita del paese. Un giorno il padre di Matteo viene trovato morto a pochi chilometri dal paese. A indagare si trova il maresciallo dei carabinieri di stanza a Telèvras, un piemontese che fatica a comprendere le logiche dell’omertà che lo circonda, aiutato dall’appuntato Piras e da don Cossu. Ma il mistero si infittisce ancor di più quando, a pochi giorni di distanza, viene ritrovato il corpo di un secondo uomo. Una storia di misteri e rivelazioni, in cui si mescolano gli odori, i sapori, le voci, le superstizioni e la magia della terra sarda, a comporre il quadro di un’Italia che arriva fino ai giorni nostri.

La felicità dell’attesa, Carmine Abate, Mondadori,  19 €

«Il primo a partire fu Carmine Leto, il nonno paterno di cui porto il nome.» Comincia così la nuova saga di Carmine Abate che abbraccia quattro generazioni della famiglia Leto, più di un secolo di storie e tre continenti. Come La collina del vento era la storia di una famiglia che rimane e resiste, così La felicità dell’attesa racconta i destini – più che mai attuali – di quanti lasciarono le sponde del Mediterraneo per cercare fortuna altrove, approdando nella “Merica Bona”: una terra dura eppure favolosa, di polvere e grattacieli, sfide e trionfi. È una storia di emigrazione attraverso due generazioni.

Dopo  la Guerra, Hervé Le Corre, Edizioni e/o, 19 €

Bordeaux, anni Cinquanta. Una città che ha ancora addosso le stimmate della Seconda guerra mondiale e in cui si aggira la figura spaventosa del commissario Darlac, uno sbirro corrotto che ha fatto i soldi durante l’Occupazione collaborando con i nazisti. Intanto già si profila un nuovo conflitto e i giovani vengono richiamati per partire per l’Algeria.
Daniel sa che questa è la sorte che lo attende. Ha perduto i genitori nei campi di sterminio nazisti e, adottato da una coppia, lavora come apprendista meccanico. Un giorno uno sconosciuto si presenta in officina per riparare la moto. L’uomo non è a Bordeaux per caso. La sua presenza scatenerà un’onda d’urto mortale in città.
Dopo la guerra è la storia di una vendetta e di molti segreti. I percorsi di due uomini misteriosamente uniti, guidati rispettivamente dall’odio e dall’amore, si sviluppano in una Bordeaux grigia, piovosa, sporca, apparentemente tranquilla, ma in realtà agitata da vecchi rancori e contrasti tra ex partigiani, ex collaborazionisti e malavita locale. A tutto fa da sfondo la tragica guerra d’Algeria.
Celebrato come capolavoro del genere poliziesco, Dopo la guerra è in realtà un capolavoro in senso assoluto, in cui l’azione si alterna all’introspezione, il cinismo si scontra col rimorso e la brutalità opprime, ma non riesce a sconfiggere del tutto, l’amore. Premio Le Point del romanzo noir europeo nel 2014.

Stoner, Jhon E. Williams,  Fazi editore, 17,50 €

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti.

Non luogo a procedere, Claudio Magris, Garzanti, 20 €

In questo romanzo violento, tenero e appassionato, Claudio Magris si confronta con l’ossessione della guerra di ogni tempo e paese, quasi indistinguibile dalla vita stessa: una guerra universale, rossa di sangue, nera come le stive delle navi negriere, cupa come il mare che inghiotte tesori e destini, grigia come il fumo dei corpi bruciati nel forno crematorio della Risiera di San Sabba, bianca come la calce che copre il sepolcro. Non luogo a procedere è la storia di un grottesco Museo della Guerra per l’avvento della pace, delle sue sale e delle sue armi, ognuna delle quali racconta vicende di passione e delirio; è la storia dell’uomo che sacrifica la vita alla sua maniacale costruzione, per riscattarsi alla fine nell’accanita ricerca di un’orribile verità soppressa; è la storia di una donna, Luisa, erede dell’esilio ebraico e della schiavitù dei neri. Con una narrazione totale e frantumata, precisa e insieme visionaria, Magris scava con ferocia nell’inferno spietato delle nostre colpe, e racconta l’epos travolgente di tragedie e silenzi dell’amore e dell’orrore.

 

Sempre alla fiera del Libro, abbiamo curiosato sulla bancarella dell’usato di Claudio Ceotto e lì abbiamo trovato una selezione di libri a tema forse poco natalizio, ma di sicuro impatto se usati come strenne.

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Si tratta di una serie di libri a tema magico. Costano dai 20 ai 100 euro. Il più raro è in francese e si chiama “Le Musès des Vampires”
Siccome è stato buono a farci grufolare nella sua bancarella in cerca di idee da consigliare ai lettori, vogliamo ringraziare Ceotto parlando del suo nuovo libro, “Il caramellista di Bariloche”, edizione Coedit. Pare che farlo non sia a danno del lettore, anzi. Lo assicurano sia Avignone sia Rimondi che non sempre sono d’accordo sui libri da suggerire e che invece, questa volta, lo consigliano sorprendentemente all’unisono.
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Da Genova alla Patagonia, una fuga dal presente per viaggiare nel passato. Anzi, un doppio viaggio nello spazio e nel tempo alla ricerca della leggerezza respirando il vento delle Ande.

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