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Fiera: sfrattata la pista indoor, atletica in rivolta

 

di Black Giac

 

Una delle caratteristiche della Genova d’oggi è una persistente tendenza a commutare risorse in problemi, valori in zavorra. Il caso della Fiera è emblematico: punta di diamante per il richiamo turistico ad alto valore aggiunto, in una parola il Salone Nautico, negli anni ha progressivamente perso smalto e condizioni tanto che deficit dietro deficit, ora lo spazio fieristico genovese nella cronaca quotidiana è un vaso di Pandora da dove escono solo dilemmi e crucci. Il Palasport che nel tempo è servito a tutto tranne alla sua originaria destinazione sembrava una delle strutture che negli ultimi ripensamenti intorno a quell’area poteva ritornare alla sua originaria identità, adesso è l’ennesima patata bollente sulla riva della Foce. Con l’idea del Coni di farne la “Casa delle federazioni” ospitando tutte le discipline e creare un centro polisportivo non si monterà più la pista indoor di atletica leggera, una delle tre piste italiane del genere e quindi di conseguenza, si sfratta l’atletica leggera dalla “Casa dello sport” un po’ come se si creasse il Luna Park più importante del mondo ma senza le giostre.

 

Motivo dello sfratto: la pista è ingombrante. Risultato ottenuto: il mondo dell’atletica genovese in trincea pronto a combattere come si fece quando l’amministrazione comunale voleva trasformare Villa Gentile in una rimessa per autobus.

Annalisa Cevasco presidente del Trionfo Ligure, una delle società di atletica più antiche del territorio  prova a spiegare la situazione.

 

 

 

 

 

 

Perché il mondo dell’atletica è in rivolta?

“La rivolta nasce dal fatto di aver appreso dai giornali nel giro di due giorni: 1. Quest’anno non si monta la pista 2. C’è un progetto presentato dal Coni per destinare il Palasport a tutte le federazioni e l’atletica siccome ingombrante con la pista viene sfrattata per sempre. Ora io non so se il Coni ne ha parlato con la federazione. Di fatto però credo che se tu sfratti provi almeno a trovare un luogo alternativo, anche perché la pista esiste e potrebbe essere un interessante strumento economico di sviluppo visto che in Italia complete sono solo tre.”

 

Quindi, cosa si dovrebbe fare?

 

“Non voglio accusare nessuno e capisco le esigenze di tutte le federazioni ma credo che sia la nostra federazione sia il Coni dovrebbero parlare con le società di base prima di definire un progetto di tale portata. Va bene essere sfrattati ma almeno valutando prima dove trasferire la pista, per il valore che essa ha nel.contesto italiano e che potrebbe avere per la città in termini di occupazione.”

 

La pista indoor di atletica avrebbe non solo un significato prettamente sportivo ma sarebbe una condizione per organizzare eventi di alto profilo a Genova. Quello del turismo sportivo è un argomento su cui la politica si spende molto a parole ma che frequenta poco o nulla nei fatti. Inoltre, con la disponibilità del mare proprio in Fiera si potrebbero e si sarebbero potute avviare attività collaterali al Salone Nautico attive per tutto l’anno.

 

Ma torniamo alla pista e all’atletica, Cevasco spiega meglio il significato di questa struttura.

 

“in termini di occupazione significa che la pista essendo uno dei tre stadi completi in Italia ha un valore per tutto il nord. Significa che da dicembre a marzo tutti i week end può ospitare gare, significano 200 atleti in media, significa che alcuni si fermano a dormire, significa che molti pranzeranno e il moltiplicatore economico del turismo è 1 a 3. Vuol dire che molti possono poi visitare la città e la regione. Gli eventi tipo campionati italiani individuali so o in grado di portare una folla di atleti. Prima di fare certe scelte chiedo solo che si ponderi bene quelle che potrebbero essere le conseguenze. “

 

La presidente del Trionfo Ligure si ferma qui. Dal canto nostro aggiungiamo solo che certe scelte appaiono singolari e che una volta tanto sembrerebbe essere un “pasticciaccio brutto” uscito dalle “teste pensanti” del mondo sportivo con il Comune in un ruolo più marginale. L’augurio natalizio di tutto il mondo dell’atletica genovese e che ci possa essere un ripensamento e che soprattutto i problemi tornino a essere risorse come fu per Villa Gentile. Sarebbe un bel regalo di Natale.

 

 

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