Ex Ilva, il Consiglio regionale approva all’unanimità un ordine del giorno per lavoro e piano industriale

L’atto impegna la Giunta a coordinarsi con il Governo, tutelare anche l’indotto di Cornigliano e istituire un tavolo permanente con il Piemonte. Nel dibattito, maggioranza e opposizioni hanno discusso del ruolo pubblico e dell’unità produttiva del gruppo

Un tavolo regionale permanente, attenzione alle ricadute occupazionali sull’indotto di Cornigliano e un piano industriale che mantenga unito il perimetro produttivo dell’ex Ilva. Sono i punti dell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale al termine della discussione sul futuro degli stabilimenti e dei lavoratori.

Il documento impegna la Giunta a proseguire il confronto con il Governo affinché le misure nazionali di tutela dell’occupazione considerino anche le aziende dell’indotto legate a Cornigliano. Chiede inoltre alla Regione di istituire un tavolo permanente sulla situazione ligure, in raccordo con quello nazionale, e di attivarsi con il Governo e i soggetti industriali coinvolti nella gara perché il futuro piano garantisca l’unitarietà degli stabilimenti, senza divisioni tra i diversi siti. L’atto richiama anche l’ipotesi di un affiancamento pubblico a sostegno del rilancio industriale e del risanamento ambientale.

Nel dibattito Andrea Orlando, per il Partito Democratico, ha chiesto una regia pubblica per mantenere il ciclo integrato, sostenendo che nessun operatore privato sarebbe oggi in grado di salvaguardarlo da solo. Secondo Orlando, la produzione a partire dalla materia prima è rilevante per l’autonomia strategica nazionale, per contenere i costi e per preservare i livelli occupazionali. Ha indicato come possibile soluzione un intervento coordinato di soggetti pubblici, tra cui Invitalia e Cassa depositi e prestiti, e ha chiesto al Governo di assumere un ruolo più diretto.
Rocco Invernizzi, di Fratelli d’Italia, ha ribadito la necessità di tutelare lo stabilimento di Cornigliano, considerato strategico, e di mantenere Genova nel futuro della siderurgia italiana. Matteo Campora, di Vince Liguria, ha richiamato il legame tra la salvaguardia degli asset industriali e quella dei posti di lavoro e delle aree interessate.
Per il Pd, Armando Sanna ha sollecitato un intervento pubblico che non escluda il coinvolgimento dei privati e ha invitato a mantenere una posizione unitaria nei confronti del Governo. Selena Candia, di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha sostenuto che il solo commissariamento non sia sufficiente e che serva un impegno diretto dello Stato. Ha inoltre avvertito che la vendita delle aree senza un progetto industriale potrebbe ridurne la funzione a quella di retroporto, con ricadute limitate sull’occupazione.
Nella replica, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana ha indicato come priorità il mantenimento della siderurgia e dei livelli occupazionali in Liguria, condividendo la necessità di discutere il ruolo di una regia pubblica. Ha riferito che il Governo ha assicurato il coinvolgimento di Liguria e Piemonte nei confronti sugli stabilimenti e ha richiamato la necessità di strumenti per affrontare eventuali riduzioni del lavoro e le difficoltà dell’indotto, citando anche Sanac a Vado Ligure.
Piana ha proposto di riunire le diverse posizioni in un documento comune e ha annunciato l’intenzione di rendere permanente il confronto con il Piemonte. La seduta era stata temporaneamente sospesa per consentire ai capigruppo di elaborare il testo poi approvato all’unanimità.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook. E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.