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Ex Ilva, intesa sui coils e presidio sciolto: Salis dà merito agli operai, Bucci punta al rilancio

La sindaca attribuisce il risultato alla lotta degli operai, il presidente della Regione chiede di costruire una prospettiva industriale duratura

Dopo tre giorni di mobilitazione, i lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano hanno smobilitato il presidio davanti alla Prefettura. I grandi mezzi da cantiere trasferiti in piazza Corvetto sono stati riaccompagnati verso lo stabilimento, con il supporto della polizia locale e delle forze dell’ordine. «Domani torniamo a lavorare», ha annunciato al megafono Armando Palombo, coordinatore della rappresentanza sindacale unitaria della Fiom Cgil.

A leggere l’intesa ai manifestanti era stato Stefano Bonazzi, segretario generale della Fiom. Il documento dei commissari straordinari conferma che Cornigliano non chiude e che le linee di zincato, decapato e banda stagnata continueranno a lavorare con il personale fino alla fine di novembre, utilizzando le scorte di coils disponibili.

Per la fase successiva sono in corso trattative avanzate con operatori esterni, anche per accordi di laminazione conto terzi. La conclusione è prevista entro circa dieci giorni. Il piano indica forniture mensili per 35 mila tonnellate di coils: 25 mila per le linee di zincato e decapato e 10 mila per la banda stagnata. Il richiamo del personale necessario è previsto dall’11 gennaio 2027.

Tra l’esaurimento delle scorte, atteso a fine novembre, e l’avvio delle nuove lavorazioni è contemplata una sospensione tecnica di alcune settimane. I commissari la descrivono come una pausa temporanea, non come una chiusura o una cessazione dell’attività, e assicurano che le linee riprenderanno a produrre al termine dell’interruzione. L’intesa definisce dunque il percorso per garantire la continuità, mentre gli accordi commerciali per le forniture devono ancora essere finalizzati.

La sindaca Silvia Salis ha accolto con soddisfazione l’impegno del governo e dei commissari, riconoscendo nella mobilitazione dei lavoratori il fattore decisivo per arrivare al risultato. La sospensione della protesta, ha osservato, è possibile perché gli operai hanno dimostrato determinazione, compattezza e dignità. Ma per la sindaca la vertenza è tutt’altro che conclusa: il passaggio successivo dovrà portare alla vendita dell’ex Ilva, alla certezza dei posti di lavoro, alla tutela dei salari e al rilancio industriale di Cornigliano e del comparto siderurgico, con attenzione alla sostenibilità. Salis ha assicurato che il Comune resterà al fianco dei lavoratori fino a quando il futuro produttivo e occupazionale della città non sarà messo al sicuro.

Anche il presidente della Regione Marco Bucci ha espresso soddisfazione per le garanzie sulla produzione e sull’occupazione. Ha ricordato i contatti avuti in questi giorni con il ministro Adolfo Urso, il sottosegretario Alfredo Mantovano e i commissari, e ha ringraziato il governo, la Prefettura e i lavoratori per il modo responsabile con cui hanno portato avanti le proprie richieste. Ora, secondo Bucci, occorre lavorare alla nascita di una nuova realtà industriale che possa rilevare le attività di Acciaierie d’Italia, mantenere la produzione e offrire prospettive stabili agli stabilimenti e ai dipendenti.

Al megafono, Palombo ha definito l’accordo un risultato della compattezza mostrata durante i tre giorni di protesta, pur sottolineando che la vertenza resta aperta e dipende anche dagli sviluppi della situazione di Taranto. Ha ringraziato chi ha partecipato al presidio e chi si è alternato, prima di invitare i lavoratori a rientrare in fabbrica insieme ai mezzi. Anche per i commissari la soluzione riguarda più stabilimenti: a Taranto sono già stati sottoscritti ordini per la laminazione conto terzi di circa 365 mila tonnellate di bramme; per Novi Ligure, dove il problema principale è reperire coils con caratteristiche adatte, l’obiettivo è individuare una soluzione entro il primo trimestre del 2027.


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