Ericsson, 131 posti ancora in bilico: venerdì assemblea agli Erzelli

Dopo l’annuncio del ritiro dei licenziamenti, in realtà il confronto tra azienda e sindacati resta bloccato. I lavoratori si riuniscono il 16 ottobre dalle 9 alle 11 nella sala mensa della sede genovese

Il futuro dei 131 lavoratori Ericsson di Genova resta incerto. Venerdì 16 ottobre, dalle 9 alle 11, è convocata un’assemblea nella sala mensa della sede degli Erzelli. Sono stati invitati anche rappresentanti delle istituzioni locali e parlamentari liguri. All’incontro parteciperanno Alessandro Pagano, segretario generale della Cgil di Genova, e Sonia Montaldo, segretaria generale del Sindacato lavoratori della comunicazione della Cgil genovese.

La vertenza è iniziata l’11 settembre, quando Ericsson ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 131 persone della sede genovese: 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti. Secondo quanto riferito ai sindacati, 110 esuberi riguardano l’area delle reti e 21 quella dei servizi cloud. Il piano prevede inoltre la chiusura dell’unità dedicata alle tecnologie ottiche e una riduzione di alcune attività di ricerca e sviluppo. L’azienda ha motivato la riorganizzazione con le difficoltà del mercato delle telecomunicazioni; per il sindacato, il taglio mette a rischio competenze e prospettive industriali del polo tecnologico degli Erzelli.
Alla procedura sono seguite la mobilitazione dei dipendenti e iniziative pubbliche, tra cui un presidio davanti alla Prefettura. Sindacati e istituzioni locali hanno chiesto un confronto nazionale e garanzie per il sito genovese. Il 5 ottobre, dopo l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’azienda ha annunciato il ritiro dei licenziamenti forzosi e il passaggio a uscite volontarie incentivate. Il ministro Adolfo Urso ha presentato l’intesa come l’avvio di una nuova fase per lo stabilimento
Il confronto del 13 ottobre ha però mostrato che la soluzione è ancora lontana. Secondo le organizzazioni sindacali, Ericsson propone di chiudere la procedura applicando come criterio la non opposizione al licenziamento, con un incentivo pari a 48 mensilità e uscite entro il 31 dicembre. I sindacati chiedono invece più tempo, misure di accompagnamento alla pensione, possibilità di uscire volontariamente anche fuori dalla procedura e garanzie sul futuro occupazionale e industriale dell’azienda. Le sigle denunciano che su queste richieste non è arrivata alcuna apertura.
La vertenza riguarda così non soltanto il numero di lavoratori che lasceranno l’azienda, ma anche il destino delle attività di ricerca e sviluppo e delle professionalità presenti a Genova. Il 12 novembre è previsto un tavolo nazionale sul settore delle telecomunicazioni; nell’attesa, l’assemblea di venerdì servirà a fare il punto con i lavoratori e a discutere le prossime iniziative.
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