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Viadotto Molinassi, barriere antirumore dimezzate e lavori fermi: «Da anni viviamo con il frastuono dell’autostrada»

Dopo la rimozione delle vecchie protezioni sulla A10, Autostrade per l’Italia aveva annunciato il ripristino nel 2025. I pannelli sono stati rialzati solo parzialmente e il cantiere si è poi interrotto. Un residente chiede risposte alla società, al Comune e alla Regione

Prima lo smantellamento delle vecchie barriere antirumore (erano fuori norma), poi anni di attesa, un ripristino soltanto parziale e infine il silenzio sulle opere ancora necessarie. È la vicenda denunciata da Giancarmine Stumpo, residente nella zona del viadotto Molinassi, lungo l’autostrada A10, a Sestri Ponente.

La corrispondenza intercorsa con Autostrade per l’Italia consente di ricostruire una storia cominciata ormai quasi sei anni fa. Le protezioni acustiche presenti tra le progressive chilometriche 4+700 e 4+950, costituite da coperture e barriere laterali, furono rimosse tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 nell’ambito del piano di smontaggio e ammodernamento dei dispositivi integrati di sicurezza e antirumore. Le vecchie barriere erano fuori norma. Però, secondo il cittadino, funzionavano meglio delle attuali.

Per chi abita sotto e accanto al viadotto, da quel momento sarebbe iniziato un lungo periodo segnato dal rumore continuo del traffico, dal passaggio dei mezzi pesanti e dalle polveri. Il residente descrive notti insonni, balconi diventati difficilmente utilizzabili e un peggioramento complessivo della qualità della vita nelle abitazioni più vicine all’autostrada.

Nell’ottobre 2023 Autostrade per l’Italia aveva spiegato che sul viadotto erano in corso le indagini strutturali propedeutiche alla progettazione. Gli accertamenti dovevano stabilire se fosse possibile installare nuove pannellature integrate e fonoassorbenti senza compromettere gli elementi portanti dell’opera. La società prevedeva allora l’avvio della riconfigurazione dei sistemi di protezione acustica nel primo semestre del 2025.

Una successiva comunicazione, inviata nel giugno 2025, precisava che il piano avviato nel 2024 e condiviso con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevedeva il ripristino totale o parziale delle pannellature in base agli esiti delle verifiche strutturali e alle condizioni di esposizione al vento. Per il tratto del Molinassi, gli accertamenti avrebbero consentito soltanto un rialzo parziale.

Il 23 giugno dello stesso anno l’Unità Piani antirumore comunicò che i pannelli acustici sarebbero arrivati in cantiere in quei giorni e che il rialzo parziale sarebbe stato realizzato entro l’inizio di luglio. L’intervento fu effettivamente avviato, ma secondo Stumpo non avrebbe ricostituito la protezione precedente.

Il residente sostiene che la vecchia galleria fonoassorbente, costruita oltre vent’anni prima, sia stata sostituita da barriere di altezza inferiore. Contesta inoltre le caratteristiche della parte più bassa della struttura, descritta come più sottile, presumibilmente realizzata in materiale plastico e non aderente al terreno come quella originaria. Il risultato, denuncia, sarebbe una schermatura insufficiente rispetto a un traffico oggi molto più intenso di quello dei primi anni Duemila.

Dopo l’avvio, inoltre, i lavori si sarebbero interrotti lasciando le opere in una configurazione a suo dire incompleta. Il 24 luglio 2026 Giancarmine Stumpo ha quindi scritto nuovamente ad Autostrade per l’Italia, al Comune di Genova e alla Regione Liguria chiedendo quale sia il progetto definitivo, se sia stato approvato, quali caratteristiche tecniche preveda e se esista un programma per completare l’intervento.

Il timore del residente è che l’attuale sistemazione venga considerata definitiva. Una possibilità che giudica incomprensibile, perché il piano presentato come intervento di ammodernamento avrebbe prodotto, a suo avviso, una protezione acustica peggiore di quella esistente prima dello smantellamento.

Non avendo ricevuto risposte, il 10 agosto ha inoltrato un ulteriore sollecito. «La totale indifferenza ad oggi di tutti i destinatari di questa mail risulta inaccettabile», ha scritto, chiedendo un riscontro puntuale sia alla concessionaria sia alle istituzioni chiamate in causa.

Al centro della protesta non ci sono soltanto le caratteristiche delle nuove barriere, ma anche la durata dell’esposizione. Dalla rimozione delle vecchie pannellature sono trascorsi quasi sei anni. Un periodo durante il quale, sostiene Giancarmine Stumpo, i residenti avrebbero sopportato giorno e notte un livello di rumore sensibilmente superiore al passato, con conseguenze sulla vivibilità delle case e sul loro valore.

Ora la richiesta è che Autostrade per l’Italia chiarisca ufficialmente se l’intervento sia davvero terminato oppure se siano previsti nuovi lavori. Al Comune, e in particolare all’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, e alla Regione viene invece chiesto di verificare l’effettiva protezione della popolazione dal rumore autostradale e di sollecitare il completamento delle opere. Nel frattempo, sotto il viadotto Molinassi, il traffico continua a scorrere e i residenti restano in attesa di una risposta.


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