Amt, nuovo sciopero il 4 settembre: la protesta contro «tagli, turni e rischio privatizzazione»

Il sindacato CUB Trasporti annuncia una nuova mobilitazione dei lavoratori Amt e invita pendolari, cittadini e comitati a unirsi alla protesta contro il piano di risanamento dell’azienda

Il nuovo piano di risanamento di Amt finisce nuovamente nel mirino dei lavoratori. CUB Trasporti ha proclamato per venerdì 4 settembre il secondo sciopero contro le misure previste per il trasporto pubblico genovese e metropolitano, dopo la prima astensione dal lavoro dello scorso 27 luglio.

Secondo il sindacato, dietro il risanamento si nasconderebbero in realtà un taglio del servizio, l’allungamento dei tempi di viaggio, una minore manutenzione dei mezzi, la riduzione del personale e il peggioramento dei turni. Effetti che, sostiene CUB Trasporti, comincerebbero già a pesare sui collegamenti con i Comuni dell’area metropolitana, dove l’introduzione del nuovo orario sta provocando una crescente opposizione da parte di amministratori locali, associazioni di pendolari e utenti del Tpl.

La richiesta di maggiori contributi ai Comuni metropolitani, osserva il sindacato, rischierebbe inoltre di tradursi in un aumento dei costi a fronte di un servizio ridotto, con tempi di attesa più lunghi e territori ancora più isolati. Una situazione particolarmente pesante per chi utilizza ogni giorno autobus e altri mezzi pubblici per ragioni economiche, di lavoro o di studio.
Nel comunicato viene sollevato anche il timore di una progressiva privatizzazione del settore. L’ipotesi indicata è quella dell’ingresso di un’altra società attraverso il pagamento in azioni di una parte dei debiti pregressi. Un passaggio che, secondo CUB Trasporti, potrebbe impedire in futuro l’affidamento diretto del servizio Tpl ad Amt e aprire la strada a una gara internazionale.
Il sindacato attribuisce una parte rilevante dell’indebitamento alle compensazioni che Amt non avrebbe ricevuto dalla Città metropolitana e, in particolare, dal Comune di Genova per l’aumento dei costi di gestione previsto dal contratto di servizio. Le conseguenze, denuncia la sigla, ricadrebbero ancora una volta sui lavoratori, sui cittadini e sulle imprese dell’indotto, alle quali sarebbe stato proposto il pagamento dei crediti arretrati nella misura del 50 per cento del dovuto.
CUB Trasporti chiama quindi alla mobilitazione non soltanto i dipendenti Amt, ma anche utenti, pendolari e comitati contrari al piano. L’obiettivo dichiarato è costruire un fronte comune per impedire un ulteriore peggioramento del servizio e delle condizioni di lavoro, difendendo il carattere pubblico e sociale del trasporto genovese e ligure.
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