Rissa sul bus della linea 1, mezzo danneggiato e polizia in forze. Ugl: «Con i tagli esploderà la tensione, tranvieri pronti a scendere in piazza a oltranza»

Violenza poco prima delle 22 in via Cantore, poco dopo piazza Montano, su un autobus affollato diretto verso Caricamento. L’allarme del sindacato: personale esasperato e condizioni di sicurezza sempre più fragili

Una rissa è scoppiata stasera, poco prima delle 22, a bordo di un autobus della linea 1 che percorreva via Antonio Cantore in direzione di Caricamento. Sul posto sono intervenuti numerosi equipaggi della polizia di Stato. A bordo c’erano giovani e anziani e anche qualche famiglia con bimbi piccoli.

In base alle prime informazioni, il mezzo era particolarmente affollato e durante la colluttazione avrebbe riportato diversi danni. Un maniglione è stato divelto e gettato in strada. Non sono ancora note le cause dello scontro, il numero delle persone coinvolte né l’eventuale presenza di feriti. Gli agenti stanno svolgendo gli accertamenti necessari per ricostruire quanto accaduto e individuare le responsabilità. Il mezzo si è dovuto fermare. Nel parapiglia, un passeggero ha provato a rapinarne un altro, ma è stato fermato dai presenti.

L’episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza a bordo dei mezzi pubblici, già al centro delle preoccupazioni dei lavoratori in vista dell’avvio del servizio invernale.
«Il bus era strapieno e a causa della rissa è stato danneggiato. La situazione è veramente pericolosa», denuncia Roberto Piccardo, segretario dell’Ugl. Secondo il rappresentante sindacale, la riduzione del servizio rischia di rendere gli autobus ancora più affollati, aumentando la tensione tra i passeggeri e i pericoli per chi lavora a bordo.
«Siamo consapevoli della situazione economica aziendale, ma non può diventare un alibi per esporre i dipendenti ad altri rischi», prosegue Piccardo, descrivendo il personale come preoccupato ed esasperato da condizioni lavorative difficili che si trascinano da tempo. «Ricordo a tutti le famose 5 giornate di sciopero – aggiunge -. Se le cose precipitassero i tranvieri sono uniti e pronti a scendere in piazza».
Il sindacato chiede quindi alla politica, senza distinzioni di schieramento, una soluzione strutturale e risorse sufficienti a garantire il servizio. Il timore è che mezzi sovraffollati, tensioni crescenti e carenza di personale alimentino una situazione già critica, mentre continuano le uscite di lavoratori dall’azienda.
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