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Galliera, allarme su infermieri e reparti: «Rischia di diventare un guscio vuoto a favore del San Martino»

La Uil Funzione Pubblica denuncia dieci anni di scelte che avrebbero indebolito l’ospedale di Carignano, tra trasferimenti di servizi, riduzione dell’attività chirurgica e rischio fuga di 140 infermieri. Anche Armando Sanna del Partito Democratico porta il caso in consiglio regionale: «La giunta chiarisca come intende tutelare un presidio fondamentale»

Il futuro del Galliera torna al centro dello scontro sulla sanità ligure. La Uil Funzione Pubblica lancia un allarme durissimo sul rischio di progressivo svuotamento dell’ospedale di Carignano, mentre il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria Armando Sanna presenta un’interrogazione per chiedere alla giunta quali misure intenda adottare per difendere organici, servizi e continuità assistenziale. Il nodo, secondo sindacato e opposizione, non riguarda soltanto l’organizzazione interna di un presidio ospedaliero, ma il ruolo stesso del Galliera nella rete sanitaria genovese.

La denuncia della Uil Funzione Pubblica è netta: «Dieci anni di scelte discutibili, anche da parte di Regione Liguria, stanno distruggendo quello che per tutti è sempre stato l’ospedale dei genovesi». Secondo il sindacato, il Galliera sarebbe diventato il bersaglio di una progressiva concentrazione di funzioni a favore del San Martino, oggi Azienda Ospedaliera Metropolitana, con il rischio di perdere identità, competenze e capacità operativa.

A preoccupare il sindacato sono diversi segnali messi in fila. Da un lato le dichiarazioni che, secondo la Uil Funzione Pubblica, lascerebbero intravedere un declassamento dell’attività chirurgica del Galliera a chirurgia “minore”. Dall’altro la gestione del concorso metropolitano per infermieri, con il San Martino nel ruolo di capofila e non di titolare, e la mancata comunicazione tempestiva dei nominativi dei vincitori, che il sindacato collega anche alle indicazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Il quadro, nella lettura della Uil, sarebbe agevolato dalle decisioni della giunta regionale e da un assetto strategico che starebbe smantellando progressivamente i servizi dell’ospedale. Il segretario aziendale Marco Deidda parla di un disegno che segue la cessione già conclusa del centro trasfusionale e quella del laboratorio di analisi, indicata come in via di perfezionamento. «Si riduce così il Galliera a un guscio semivuoto, privato della sua storica identità», afferma Deidda.

Il punto più urgente riguarda però il personale infermieristico. In un clima di incertezza che, secondo il sindacato, si trascina da anni, i risultati del concorso rischierebbero di trasformarsi in un vero e proprio “bando di esodo”. La Uil Funzione Pubblica stima una possibile fuga di circa 140 unità, quasi un quarto dell’intera dotazione infermieristica dell’ospedale. Una perdita di queste proporzioni, avverte il sindacato, avrebbe effetti pesanti sui reparti, sui turni, sui posti letto e sulla tenuta quotidiana dell’assistenza.

Il segretario generale della Uil Funzione Pubblica Genova Marco Vannucci collega il rischio sugli organici al progressivo ridimensionamento delle attività. «Già oggi il Galliera è obbligato a tagliare servizi essenziali, ridurre l’attività chirurgica, depotenziare il pronto soccorso e cancellare posti letto di degenza», denuncia. Per il sindacato, le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini e sul personale, costretto da anni a fronteggiare riorganizzazioni continue, carichi crescenti e condizioni di lavoro sempre più difficili.

La Uil Funzione Pubblica chiede quindi alla Regione Liguria di bloccare immediatamente quello che definisce un progressivo svuotamento di competenze. Difendere il Galliera, la sua chirurgia e i suoi reparti, sostiene il sindacato, significa difendere il diritto alla cura di una comunità che non vuole vedere il proprio ospedale storico ridotto a un presidio impoverito e senza le risorse necessarie.

Sulla stessa linea di preoccupazione si inserisce l’intervento di Armando Sanna, capogruppo del Pd in consiglio regionale. Sanna ha presentato un’interrogazione sul rischio di depauperamento degli organici del Galliera, chiedendo alla giunta di chiarire quale sia la situazione reale e quali azioni intenda mettere in campo per garantire la tenuta dei servizi. Per il consigliere del Partito Democratico, l’ospedale rappresenta un presidio sanitario fondamentale per Genova e per tutta la Liguria, e non può essere lasciato esposto a ulteriori indebolimenti.

Secondo il capogruppo Dem, procedure di mobilità, trasferimenti e nuovi concorsi rischiano di produrre effetti significativi sull’organizzazione dei reparti. In una sanità ligure che già fatica a reperire e trattenere personale, la perdita di ulteriori unità al Galliera potrebbe avere conseguenze sulla gestione dei turni, sulla disponibilità dei posti letto e sulla qualità dell’assistenza. Le preoccupazioni espresse dagli operatori e dalle organizzazioni sindacali, aggiunge il capogruppo dem, non possono essere ignorate.

La richiesta del Pd alla giunta regionale è di riferire con precisione quale sia il quadro degli organici, quante siano le uscite già registrate o previste e quali misure siano pronte per evitare che il Galliera venga ulteriormente indebolito. «Sul futuro del Galliera servono risposte immediate e soprattutto servono soluzioni concrete», dichiara Armando Sanna, chiedendo che uno degli ospedali più importanti della Liguria non venga lasciato senza le risorse umane necessarie a garantire cure di qualità.

La vertenza sul Galliera si inserisce così in un confronto più ampio sulla sanità regionale, già segnato dal tema del disavanzo, dalle difficoltà di personale, dalla pressione sui pronto soccorso e dalla riorganizzazione della rete ospedaliera. Il caso dell’ospedale di Carignano, però, assume un valore simbolico particolare: per il sindacato e per l’opposizione non si tratta soltanto di difendere una struttura, ma di impedire che un presidio storico della città venga progressivamente ridotto a favore di un accentramento delle funzioni altrove.


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