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Urbanistica, via libera alla norma che allenta i vincoli nei Comuni senza Piano: Candia attacca la maggioranza

Il Consiglio regionale approva con 18 voti favorevoli della maggioranza e 13 contrari dell’opposizione il disegno di legge sull’adeguamento dell’ordinamento. Tra le modifiche, la possibilità di rilasciare autorizzazioni paesaggistiche anche nei Comuni che non hanno ancora adottato il Piano urbanistico comunale

Il Consiglio regionale ha approvato con 18 voti favorevoli della maggioranza e 13 contrari il disegno di legge 121 sulle “Disposizioni di adeguamento dell’ordinamento regionale”, un provvedimento che interviene su diversi ambiti di competenza della Regione e che apre un nuovo fronte di scontro politico sul governo del territorio.

Uno dei passaggi più contestati riguarda le autorizzazioni paesaggistiche. Il testo modifica la legge urbanistica regionale del 1997 e il Testo unico regionale in materia di paesaggio del 2014, eliminando le disposizioni che impedivano di autorizzare interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia e ristrutturazione nei Comuni che, dopo il 31 dicembre 2026, non avessero ancora adottato il Piano urbanistico comunale.

In sostanza, con la modifica approvata, le amministrazioni locali prive dello strumento urbanistico generale potranno comunque rilasciare autorizzazioni paesaggistiche per determinate operazioni edilizie. Una scelta che la maggioranza considera un adeguamento necessario dell’ordinamento, ma che l’opposizione interpreta come un indebolimento dei controlli e un incentivo a rinviare ulteriormente l’approvazione dei piani comunali.

La capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Selena Candia, parla apertamente di una norma “salva-cemento” inserita nel provvedimento collegato all’assestamento di bilancio.

«Fino a oggi, quando un Comune non si era ancora dotato di un Piano urbanistico comunale, non poteva autorizzare nuove costruzioni nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica», sostiene Selena Candia. «Con la modifica approvata dal centrodestra regionale, queste autorizzazioni potranno essere concesse anche in assenza del piano».

Secondo la rappresentante di Avs, l’effetto concreto sarà quello di ridurre la pressione sui Comuni ancora in ritardo e di rinviare ulteriormente la predisposizione degli strumenti urbanistici. Un rischio particolarmente serio, a suo giudizio, in una regione segnata da una forte urbanizzazione e da un territorio fragile.

La proposta alternativa avanzata dall’opposizione consisteva nel rafforzare il sostegno tecnico ai piccoli Comuni, molti dei quali non avrebbero personale e risorse sufficienti per elaborare autonomamente il proprio Piano urbanistico comunale. La Regione, secondo Selena Candia, avrebbe dovuto mettere a disposizione propri tecnici per aiutare gli enti locali a completare gli strumenti di pianificazione, invece di rimuovere le conseguenze previste per chi non rispetta i termini.

La critica si è poi allargata all’intera azione della Giunta regionale. La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra ha accusato la maggioranza di non avere affrontato in modo adeguato i principali problemi della Liguria, dalla sanità alla crisi industriale, dal lavoro alla casa, fino alla transizione ecologica e al calo demografico.

Nel mirino anche l’aumento degli incarichi e delle figure apicali nella struttura regionale. Selena Candia ha richiamato commissari straordinari, sottosegretari, nuovi assessori, responsabili esterni e incarichi di vertice, sostenendo che oltre un milione e mezzo di euro sarebbe stato destinato a nuove posizioni amministrative mentre continuano a mancare risorse per infermieri, trasporto pubblico e alloggi popolari.

Da qui il voto contrario di Avs non soltanto al provvedimento sull’ordinamento regionale, ma anche all’assestamento di bilancio e al rendiconto. Per l’opposizione, la modifica sulle autorizzazioni paesaggistiche rappresenta il simbolo di una linea politica che privilegia la semplificazione edilizia rispetto alla pianificazione e alla tutela preventiva del territorio.


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