Gaslini, la Fp Cgil attacca: «Altro che “FantaGaslini”, tra precari in scadenza e interventi affidati ai privati»

Il sindacato chiede la proroga dei contratti, un percorso di stabilizzazione e un confronto urgente con la Direzione. Nel mirino anche l’accordo con Villa Montallegro per circa 200 operazioni
Il piano strategico presentato dalla Direzione generale dell’Istituto Gaslini descriverebbe una realtà molto diversa da quella vissuta ogni giorno dal personale. È la denuncia della Fp Cgil Genova, che contrappone al “FantaGaslini” annunciato dall’ospedale un quadro segnato da contratti in scadenza, carenze di organico ed esternalizzazione di interventi chirurgici.
Alla fine di luglio termineranno i contratti di somministrazione di alcuni lavoratori impiegati da anni all’interno dell’ospedale, tra magazzinieri, addetti alla portineria e amministrativi. Secondo il sindacato, al momento non vi sarebbero certezze sul futuro di una parte di questo personale. La Fp Cgil chiede quindi la proroga di tutti i rapporti di lavoro e l’avvio di un percorso di stabilizzazione che coinvolga anche il Nidil Cgil, la categoria che rappresenta i lavoratori precari e in somministrazione.

Per il sindacato, interrompere questi contratti significherebbe perdere professionalità già formate e compromettere la continuità e la qualità dei servizi. La posizione della Fp Cgil è netta: quando un’attività è strutturale e viene svolta senza interruzioni per anni, anche il lavoro necessario a garantirla deve diventare stabile. Non sarebbe quindi accettabile, secondo l’organizzazione sindacale, continuare a sostenere servizi essenziali attraverso rapporti precari protratti per decenni.
La Fp Cgil contesta anche la rappresentazione delle nuove assunzioni più volte annunciata dall’Istituto. Una parte significativa degli ingressi, sostiene il sindacato, non corrisponderebbe a un reale aumento dell’organico, ma alla stabilizzazione di ricercatori già presenti e al trasferimento di infermieri e operatori socio-sanitari provenienti dalle diverse ASL nell’ambito del progetto “Gaslini Diffuso”.
Un altro fronte riguarda la recente delibera con cui il Gaslini ha previsto di affidare a Villa Montallegro l’esecuzione di circa 200 interventi chirurgici. Le operazioni verrebbero effettuate da chirurghi del Gaslini all’interno della struttura privata, alla quale sarebbe riconosciuta una quota compresa tra il 75 e l’82,5 per cento del DRG, cioè del finanziamento pubblico associato alla prestazione sanitaria.
Secondo la Fp Cgil, alla base della decisione vi sarebbe soprattutto la carenza di personale infermieristico. Una motivazione che, per il sindacato, dovrebbe portare a rafforzare il servizio pubblico e le professionalità interne, anziché trasferire attività e risorse verso una struttura privata. L’operazione solleverebbe inoltre interrogativi sul piano organizzativo, assistenziale e delle responsabilità.
La convenzione con Villa Montallegro potrebbe essere attivata in qualsiasi momento fino a settembre 2028. Una durata che, secondo la Fp Cgil, appare difficilmente conciliabile con il carattere emergenziale attribuito inizialmente all’intervento. Se la misura fosse davvero temporanea, osserva il sindacato, sarebbe necessario chiarire perché la possibilità di ricorrervi resti aperta per oltre due anni.
Restano poi i dubbi sulle risorse disponibili per il personale. La Fp Cgil richiama il previsto pagamento di circa 20 milioni di euro l’anno per il canone legato al partenariato pubblico-privato e domanda come l’Istituto potrà, nello stesso tempo, finanziare nuove assunzioni, stabilizzazioni e il potenziamento degli organici necessario a realizzare il piano strategico.
Considerato anche il persistere dello stato di agitazione del comparto, la Fp Cgil Genova chiede un confronto urgente con la Direzione dell’Istituto Gaslini. Al centro dell’incontro dovranno esserci il futuro occupazionale dei lavoratori, l’organizzazione dei servizi e le scelte strategiche che determineranno il futuro dell’ospedale pediatrico genovese.
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