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Centro storico, il Comune prova a cambiare metodo: una regia unica per interventi, partecipazione e servizi

La giunta approva il nuovo sistema di governance integrata per coordinare assessorati, Municipio Centro Est e territorio. Francesca Coppola: «Basta interventi separati o emergenziali, serve una regia stabile»

Il centro storico diventa il primo laboratorio genovese di una nuova amministrazione condivisa, pensata per superare la frammentazione degli interventi e costruire una regia unica tra Comune, Municipio, uffici, associazioni, cittadini e realtà territoriali. La giunta comunale ha approvato questa mattina, durante la seduta itinerante nel Municipio Centro Est, gli indirizzi per l’attivazione del sistema di governance integrata per il centro storico, uno strumento di coordinamento politico, tecnico e operativo che punta a mettere ordine tra progetti, tavoli, percorsi partecipativi e politiche pubbliche oggi spesso distribuite su canali diversi.

Il provvedimento è stato presentato dall’assessora ai centri storici e al verde e urbanistica Francesca Coppola, dall’assessore al decentramento e patrimonio Davide Patrone e dall’assessora al sociale Cristina Lodi. Il cuore della delibera è la scelta di considerare il centro storico come ambito prioritario di sperimentazione: un territorio complesso, fragile e strategico, nel quale sicurezza, qualità urbana, welfare, commercio, abitare, spazi pubblici, partecipazione e manutenzione non possono più essere affrontati come capitoli separati.

Il nuovo modello nasce in attuazione degli indirizzi del Patto per il Centro storico e della riforma dei Municipi e della partecipazione. L’obiettivo non è creare un altro tavolo da aggiungere a quelli già esistenti, ma costruire un metodo stabile che raccolga e ordini ciò che oggi si muove in modo spesso parallelo. Per questo la delibera prevede l’istituzione di un Comitato strategico per il centro storico, sede permanente di indirizzo politico e raccordo tra gli assessorati competenti, la presidente del Municipio Centro Est Simona Cosso, gli assessori municipali e gli altri livelli istituzionali coinvolti. Il coordinamento politico sarà affidato all’assessorato ai centri storici.

Il tutto mentre, però, l’emergenza c’è, è in atto. I cittadini del centro storico stanno denunciando un peggioramento delle condizioni di vivibilità (a partire dall’infestazione murina) e sicurezza e chiedono provvedimenti che diano immediati risultati mentre si studiano quelli a medio e lungo termine, per evitare che quando saranno operativi la città vecchia sia ormai irrimediabilmente persa.

«Con questa delibera andiamo a costruire il modello di governance con cui l’amministrazione vuole coordinare tutte le politiche sul centro storico», ha spiegato Francesca Coppola, firmataria del provvedimento insieme a Davide Patrone e Cristina Lodi. «Ad oggi esistono numerosi strumenti, tavoli e progetti diversi che lavorano spesso in modo separato. L’obiettivo è mettere tutto a sistema, creando una regia unica tra assessorati, direzioni comunali, municipio e territorio».

La struttura immaginata dalla giunta assegna funzioni precise ai diversi livelli. Il Comitato strategico definirà le priorità politiche. Il direttore generale coordinerà le direzioni comunali. I tavoli tematici avranno il compito di trasformare le priorità in azioni concrete, lavorando in raccordo con i percorsi partecipativi già attivi, tra cui il Progetto di Comunità e “Fuori dal Comune”. Il territorio entrerà invece attraverso percorsi partecipativi e forum di cittadinanza, chiamati a raccogliere bisogni, proposte e disponibilità operative.

Il passaggio più innovativo è il tentativo di tenere insieme due forme di partecipazione spesso rimaste distanti. Da un lato la partecipazione “del dire”, fatta di ascolto, confronto pubblico, assemblee e forum. Dall’altro la partecipazione “del fare”, costruita attraverso patti di collaborazione, amministrazione condivisa e coprogettazione. In questo modo il cittadino non viene considerato soltanto come soggetto da consultare, ma anche come parte attiva nella cura e nella trasformazione del territorio.

«Un altro elemento importante è il fatto che il sistema di governance integrata per il centro storico tenga insieme due livelli: la partecipazione del dire tramite ascolto, confronto e forum, e la partecipazione del fare attraverso patti di collaborazione, amministrazione condivisa, coprogettazione», hanno spiegato gli assessori. «Si tratta di una novità molto rilevante in quanto riconosce il ruolo del Municipio competente, prova a superare la frammentazione interna del Comune e mette al centro un approccio integrato al centro storico, parlando non solo di sicurezza, ovviamente fondamentale, ma anche di qualità urbana, sociale, commercio e comunità».

La scelta politica è evidente: il centro storico non viene più trattato soltanto come problema di ordine pubblico o come vetrina turistica, ma come un pezzo di città da governare con strumenti continui. Sicurezza, pulizia, manutenzione, spazi per il commercio, servizi sociali, abitare, gestione dei vuoti urbani, accessibilità e partecipazione devono entrare dentro una stessa cornice, altrimenti il rischio è continuare a intervenire per emergenze, senza modificare le condizioni che le producono.

«Alla base di questo nuovo sistema c’è la volontà di costruire una governance stabile e continuativa, invece di lavorare per interventi separati o emergenziali, con importanti benefici attesi in termini di programmazione ed efficacia delle politiche messe in campo», ha concluso Francesca Coppola.

Un ruolo centrale sarà affidato al Municipio Centro Est, chiamato a promuovere, organizzare e coordinare il percorso partecipativo verso il forum di cittadinanza. Sarà questo lo strumento sperimentale attraverso cui portare dentro il nuovo modello le voci del territorio, dalle associazioni ai volontari, dai residenti agli operatori economici, fino alle comunità che ogni giorno vivono il centro storico in forme diverse.

«Definire insieme il sistema di governance aiuta a concretizzare la funzione dei Municipi, il decentramento, e dà modo di definire insieme, in modo interassessorile e di amministrazione, il sistema di aiuto a quello che sarà il forum della cittadinanza», ha detto Simona Cosso durante la presentazione della delibera. «Crediamo profondamente in questa progettazione non solo nel centro storico, ma anche come metodo esportabile, che portiamo avanti con cittadine e cittadini, associazioni, volontari per disegnare insieme la riqualificazione urbana e sociale dei nostri territori».

Il centro storico sarà quindi il banco di prova. Se il modello funzionerà, potrà essere esteso ad altri quartieri o ad altre politiche urbane integrate. La sfida è ambiziosa: trasformare una somma di interventi in una strategia riconoscibile, con priorità chiare, responsabilità definite e un rapporto più stabile con chi vive e presidia il territorio. Per un’area della città dove i problemi sono complessi e intrecciati, la vera novità non è solo l’istituzione di una nuova cabina di regia, ma la promessa di non procedere più per pezzi scollegati. Un’ottima cosa, ma solo se nel frattempo si riusciranno a contenere le emergenze reali, igienicosanitarie e di sicurezza, che i cittadini stanno denunciando.


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