In evidenza 

Tunnel subportuale, maxi commessa da 803 milioni a Webuild: due gallerie sotto porto e città

La gara per il Lotto B si chiude con l’affidamento della parte più complessa dell’opera al gruppo Webuild. Previsti due tunnel paralleli lunghi 3,4 chilometri, scavati fino a oltre 40 metri sotto il livello del mare, e più di 700 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto

La parte centrale e tecnicamente più impegnativa del tunnel subportuale di Genova sarà realizzata da Webuild. La conclusione della fase di aggiudicazione della gara europea per il Lotto B assegna al gruppo un contratto da 803 milioni di euro per lo scavo delle due gallerie che attraverseranno il sottosuolo del bacino portuale e della città.

L’appalto, commissionato da Autostrade per l’Italia, sarà eseguito da Webuild con una quota del 90 per cento e dalla controllata Seli Overseas per il restante 10 per cento. Il bando era stato pubblicato il 27 gennaio 2026 con un valore complessivo vicino al miliardo di euro. Nei prossimi mesi si passerà alla contrattualizzazione, subordinata alla verifica delle condizioni previste dalla documentazione di gara e alle procedure stabilite dal Codice dei contratti pubblici.

Il Lotto B comprende il cuore sotterraneo dell’infrastruttura e concentra le difficoltà maggiori dell’intero intervento: lavorazioni sotto il livello del mare, attraversamento di terreni geologicamente complessi e cantieri inseriti in un’area urbana e portuale che dovrà continuare a funzionare durante tutte le fasi operative.

Il tracciato complessivo del nuovo collegamento sarà lungo circa 4,2 chilometri. Di questi, 3,4 chilometri saranno percorsi in galleria attraverso due tunnel paralleli e separati, uno per ciascun senso di marcia. Il collegamento partirà dalla zona di San Benigno, a Ponente, attraverserà il sottosuolo del porto e raggiungerà viale Brigate Partigiane, alla Foce, risalendo sotto la collina di Carignano.

Nel punto più profondo le gallerie arriveranno a oltre 40 metri sotto il livello del mare. Lo scavo sarà eseguito con una grande macchina perforatrice a piena sezione dal diametro vicino ai 16 metri, una delle più imponenti mai utilizzate in Italia. La macchina dovrà scavare complessivamente circa sette chilometri, considerando entrambe le canne.

Le dimensioni collocano l’opera tra i tunnel sottomarini con il maggiore diametro di scavo al mondo. Il progetto è stato sviluppato da Tecne, società di ingegneria del gruppo Autostrade per l’Italia, e viene presentato come il primo collegamento stradale sottomarino di questo tipo realizzato nel Paese.

Webuild porta nella commessa un’esperienza consolidata nel settore delle opere sotterranee. Il gruppo dispone a livello internazionale di circa 65 macchine perforatrici, tra quelle già operative, in fase di montaggio o ordinate. Quaranta sono destinate a cantieri italiani.

L’obiettivo principale del tunnel è separare almeno in parte il traffico cittadino dai flussi portuali e logistici che oggi si sovrappongono lungo alcune delle direttrici più congestionate. Il nuovo asse dovrebbe offrire un collegamento più rapido tra Ponente e Levante, alleggerendo la viabilità di superficie e rendendo più efficienti gli accessi al porto.

Secondo le stime progettuali, lo spostamento di una quota significativa dei veicoli nel sottosuolo dovrebbe produrre una riduzione della congestione, del rumore e delle emissioni nelle aree interessate. Le ricadute concrete dipenderanno dall’integrazione del tunnel con la rete autostradale, le strade urbane e la viabilità interna dello scalo.

La fase di realizzazione del Lotto B potrebbe generare più di 700 posti di lavoro, considerando il personale direttamente impegnato e quello delle imprese coinvolte nella filiera. La maxi commessa rafforza ulteriormente la presenza di Webuild nei principali cantieri infrastrutturali liguri.

Il gruppo è già impegnato nella costruzione della nuova Diga foranea di Genova e nei lavori del Terzo Valico dei Giovi e del Nodo ferroviario genovese. Le tre opere intervengono su settori differenti ma collegati: accessibilità marittima, trasporto ferroviario e mobilità stradale.

Nel disegno complessivo, il porto dovrebbe poter accogliere navi di maggiori dimensioni grazie alla nuova diga, collegarsi più velocemente con Milano e il Nord Italia attraverso il Terzo Valico e disporre di una nuova connessione stradale sotterranea con il tunnel subportuale. Un sistema pensato per rafforzare il ruolo di Genova lungo il corridoio ferroviario e logistico europeo Reno-Alpi.

Il progetto comprende anche interventi di rigenerazione urbana. La sistemazione degli imbocchi sarà accompagnata dalla realizzazione di nuove aree verdi, mentre nella zona della Lanterna è previsto un parco di circa sei ettari.

Una parte dei materiali estratti durante lo scavo dovrebbe essere riutilizzata proprio per la formazione e la sistemazione del nuovo parco. La soluzione punta a ridurre il numero di trasporti in uscita dai cantieri e a limitare il conferimento dei materiali, applicando principi di economia circolare.

I lavori preparatori sono iniziati nel 2024 e sono stati eseguiti da Amplia, società di costruzioni del gruppo Autostrade per l’Italia. Le attività hanno riguardato demolizioni, modifiche alla viabilità portuale e la realizzazione dello scolmatore del Fosso San Bartolomeo.

Tra le opere già completate figura anche una galleria ferroviaria lunga 410 metri, inaugurata nella primavera del 2026. L’intervento è servito a riorganizzare le infrastrutture presenti nella zona e a creare le condizioni necessarie per l’avanzamento dei cantieri principali.

Il tunnel rientra negli impegni finanziati da Autostrade per l’Italia e definiti nell’accordo sottoscritto il 14 ottobre 2021 con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Comune di Genova, la Regione Liguria e l’Autorità di sistema portuale.

La chiusura della fase di aggiudicazione segna quindi un passaggio decisivo, ma non coincide ancora con l’avvio immediato dello scavo sotto il porto. Prima sarà necessario completare verifiche, adempimenti contrattuali e coordinamento con le lavorazioni già in corso.

Con l’affidamento a Webuild, tuttavia, il progetto entra nella fase che dovrà trasformare le opere propedeutiche nel cantiere sotterraneo vero e proprio. La prova decisiva sarà affrontare una delle operazioni ingegneristiche più complesse mai tentate a Genova rispettando tempi, costi, sicurezza e continuità delle attività portuali.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts