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Stadio Ferraris, via libera al nuovo corso: gara in autunno e lavori da 100 milioni

La Giunta conferma l’interesse pubblico per il restyling dell’impianto e recepisce l’esito favorevole della Conferenza dei servizi. A settembre il passaggio in Consiglio comunale, poi la gara con l’obiettivo di concludere i lavori entro marzo 2031

Il progetto per la trasformazione dello stadio Luigi Ferraris supera uno dei passaggi amministrativi più rilevanti e si avvicina alla fase della gara pubblica. La Giunta comunale ha recepito integralmente l’esito positivo della Conferenza dei servizi decisoria, conclusa il 16 luglio con una serie di condizioni, prescrizioni e raccomandazioni, e ha confermato l’interesse pubblico della proposta presentata dalla società Genova Stadium.

La società è partecipata in parti uguali dal Genoa Cricket and Football Club e dall’Unione Calcio Sampdoria e ha predisposto un intervento complessivo che comprende la ristrutturazione e l’ammodernamento dello stadio, la riqualificazione di Villa Musso-Piantelli e il recupero delle aree collegate all’impianto.

L’operazione prevede un investimento privato stimato in circa 100 milioni di euro e punta a trasformare il Ferraris in una struttura più sicura, accessibile, efficiente e utilizzabile durante tutto l’anno. Il progetto non riguarda quindi soltanto le partite di calcio, ma si inserisce in un programma più ampio di rigenerazione urbana del quartiere di Marassi.

La documentazione approvata dalla Giunta comprende il Progetto di fattibilità tecnico-economica, il Piano economico-finanziario e lo schema di convenzione destinato a regolare i rapporti tra il Comune e il futuro concessionario. Il percorso amministrativo proseguirà a settembre, quando il Consiglio comunale sarà chiamato a pronunciarsi sugli aspetti patrimoniali dell’operazione.

Tra i provvedimenti necessari figura la sdemanializzazione di una porzione di area attualmente appartenente al demanio stradale e coinvolta dai lavori. L’area dovrà essere trasferita al patrimonio comunale prima di poter essere inserita nella concessione. L’aula dovrà inoltre esaminare il quadro economico e autorizzare la concessione del diritto di superficie.

Sebbene la procedura prevista dalla normativa sugli stadi non imponga obbligatoriamente un confronto competitivo, il Comune ha scelto di indire una gara pubblica. Dopo le determinazioni del Consiglio comunale, il Progetto di fattibilità tecnico-economica, il Piano economico-finanziario e lo schema di convenzione saranno messi a base della procedura prevista per il prossimo autunno.

Il calendario indicato dall’amministrazione punta all’aggiudicazione degli interventi entro la fine di marzo 2027. La conclusione dei lavori è invece fissata entro marzo 2031, in modo da rendere l’impianto disponibile in tempo utile rispetto agli appuntamenti internazionali previsti negli anni successivi.

Un’altra scadenza riguarda direttamente Genova Stadium. Entro il 15 settembre la società dovrà trasmettere al Comune gli impegni vincolanti degli operatori finanziari, necessari per certificare la disponibilità definitiva delle risorse destinate all’opera. Al momento il sostegno economico è attestato attraverso lettere di supporto, che dovranno quindi essere trasformate in obbligazioni più solide e formalmente verificabili.

La delibera sarà inviata alla Federazione italiana giuoco calcio per confermare la candidatura di Genova a ospitare alcune partite dei Campionati europei di calcio maschile del 2032. L’obiettivo è portare lo stadio agli standard della categoria 4 dell’Unione delle associazioni calcistiche europee, il livello richiesto per accogliere competizioni internazionali di maggiore importanza.

L’adeguamento interesserà gli aspetti strutturali, sismici e funzionali dell’impianto. Il progetto dovrà superare le criticità attuali, migliorare le condizioni di sicurezza, rendere più agevoli gli accessi e abbattere le barriere architettoniche. Sono inoltre previsti interventi per contenere i consumi energetici e migliorare la sostenibilità ambientale dell’intero complesso.

La riqualificazione dovrà rispettare i Criteri ambientali minimi, vale a dire le prescrizioni tecniche introdotte per ridurre l’impatto delle opere pubbliche sull’ambiente. Gli interventi comprenderanno soluzioni per l’efficientamento energetico, la gestione delle risorse e l’accessibilità delle persone con disabilità.

Il Comune considera il nuovo Ferraris un’infrastruttura di interesse collettivo, destinata a mantenere una funzione pubblica anche dopo la concessione ai privati. Il modello economico individuato prevede infatti l’attribuzione del diritto di superficie per un periodo massimo di 90 anni, durata che potrà essere migliorata durante la gara.

La proprietà dello stadio resterà pubblica. Al termine della concessione, tutte le opere realizzate per la riqualificazione, l’ammodernamento e l’adeguamento dell’impianto entreranno pienamente nel patrimonio comunale, secondo le condizioni definite dalla convenzione e dalla normativa.

Il progetto disciplina anche il futuro utilizzo delle aree esterne. Il parcheggio principale lungo il Bisagno, conosciuto come “P1” e collocato tra piazzale Marassi, piazzale Atleti Azzurri d’Italia e gli spazi circostanti, dovrà mantenere una funzione pubblica compatibile con la natura demaniale e urbana della zona.

Uno degli elementi qualificanti dell’intervento è il recupero di Villa Musso-Piantelli. L’edificio e le sue pertinenze saranno rifunzionalizzati per accogliere attività culturali, educative, museali e ricreative. L’intenzione è rendere il complesso frequentabile anche nei giorni in cui non si disputano partite, superando l’attuale utilizzo discontinuo dell’area.

La trasformazione della villa dovrebbe contribuire ad ampliare l’offerta culturale e sociale del quartiere, creando nuovi spazi aperti alla cittadinanza. Secondo le valutazioni contenute nella delibera, il progetto potrà inoltre generare ricadute economiche e occupazionali, sostenere il commercio di prossimità e aumentare l’attrattività turistica della zona.

Lo stadio, nella prospettiva delineata dall’amministrazione, dovrebbe quindi diventare il centro di un sistema urbano attivo durante l’intera settimana. Accanto agli eventi sportivi potranno trovare spazio iniziative pubbliche, manifestazioni culturali e attività destinate alla comunità.

La convenzione prevede che il Comune possa utilizzare gratuitamente l’infrastruttura per almeno venti giornate all’anno, riservate a eventi di interesse pubblico e cittadino. In cambio della realizzazione dell’investimento e della gestione dell’impianto, al concessionario sarà riconosciuta la gratuità del canone per i primi cinquant’anni.

La sindaca Silvia Salis commenta il passaggio approvato dalla Giunta, definendolo decisivo per dotare Genova di uno stadio conforme agli standard internazionali e mantenere aperta la corsa ai Campionati europei del 2032.

«Oggi disponiamo di un Progetto di fattibilità tecnico-economica completo sotto il profilo tecnico, ambientale e idraulico, che integra in modo armonico lo sport con il tessuto urbano», afferma la sindaca Silvia Salis.

La sindaca ribadisce inoltre che il Ferraris non sarà ceduto ai privati e che la riqualificazione non richiederà investimenti finanziari diretti a carico delle casse comunali. «Non sarà uno spazio vissuto solo una volta alla settimana per il calcio, ma un motore di rigenerazione quotidiana per il quartiere di Marassi, arricchito dal recupero funzionale di Villa Musso-Piantelli per attività culturali, museali e ricreative».

Secondo Silvia Salis, la concessione del diritto di superficie garantirà agli investitori la stabilità necessaria per sostenere l’operazione, mentre il Comune conserverà la proprietà dell’impianto e potrà utilizzarlo gratuitamente per eventi pubblici. «Ora la parola passerà al Consiglio comunale per gli adempimenti patrimoniali e, subito dopo, si procederà all’indizione della gara pubblica con la massima trasparenza».


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