Sanità ligure, presentati i nuovi direttori generali: Calamai all’AOM Genova, Damonte Prioli alla nuova ATS Liguria

Monica Calamai guiderà l’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, mentre Marco Damonte Prioli è stato nominato direttore generale della nuova Azienda Tutela Salute Liguria (ATS). Approvata anche la nomina di Francesco Quaglia a commissario dell’E.O. Ospedali Galliera per 12 mesi

La riforma della sanità ligure entra in una fase operativa con volti e incarichi definiti. A Genova, oggi, sono stati presentati i nuovi direttori generali nominati dalla Giunta regionale nella seduta di mercoledì 24 dicembre, tassello centrale del processo di riorganizzazione che ridisegna l’assetto del Sistema sanitario regionale con l’obiettivo dichiarato di renderlo più moderno, flessibile e vicino ai cittadini.

Le nomine annunciate riguardano due snodi strategici della nuova architettura: da un lato la nascita e il ruolo dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM) di Genova, dall’altro l’avvio della nuova Azienda Tutela Salute Liguria (ATS Liguria), pensata per superare la frammentazione gestionale e garantire risposte più uniformi ai bisogni di salute.
Calamai alla guida dell’AOM, Damonte Prioli alla nuova ATS
Nel dettaglio, Monica Calamai è stata indicata come nuovo direttore dell’IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, mentre Marco Damonte Prioli è stato nominato direttore generale della ATS Liguria.
Secondo la Regione, si tratta di un passaggio chiave del percorso di riforma: l’obiettivo è superare la frammentazione e rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, valorizzando le competenze professionali e migliorando efficienza e qualità dei servizi offerti ai cittadini liguri, ovunque risiedano.
Galliera, Quaglia commissario per 12 mesi
Nella stessa cornice istituzionale è stata anche approvata la nomina di Francesco Quaglia a Commissario dell’E.O. Ospedali Galliera per un periodo di 12 mesi, su proposta del Consiglio di amministrazione dell’ospedale, presieduto dall’arcivescovo Marco Tasca.
Bucci: «Una sanità che guardi a tutti i cittadini, non solo al malato»
A inquadrare politicamente le nomine è il presidente della Regione Marco Bucci, che parla di fiducia nei nuovi vertici e rilancia la direzione della riforma: «Ho molta fiducia in questi direttori generali, chiamati a realizzare la riforma della sanità che abbiamo varato».
Bucci insiste su un cambio di paradigma: «Lavoreremo all’evoluzione di una sanità che non abbia attenzione solo per il malato, ma per tutti i cittadini, puntando anche molto sulla prevenzione». E aggiunge un passaggio identitario sul peso dell’AOM: «Il nuovo IRCCS dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana sarà il più grande d’Italia».
Nel suo intervento, il presidente richiama anche una specificità demografica regionale: l’età media elevata, che – nella visione della Regione – rende la Liguria un possibile “laboratorio” per i prossimi decenni. Poi elenca quattro obiettivi che dovrebbero guidare il cambiamento:
- migliorare la percezione dei cittadini e ottenere un riscontro reale sul miglioramento del servizio;
- riportare in Liguria non solo pazienti ma anche professionisti di alto livello oggi attivi fuori regione;
- realizzare cinque nuovi ospedali;
- adottare una gestione della spesa secondo criteri moderni.
Nicolò: «Superare la frammentazione, servizi efficienti e omogenei»
L’assessore alla Sanità Massimo Nicolò definisce le nomine «un passaggio fondamentale» della riorganizzazione e sottolinea la scelta di «professionisti di alto profilo», chiamati a gestire una fase di cambiamento complessa.
«L’obiettivo della riforma è chiaro: superare la frammentazione del sistema, rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio e garantire ai cittadini liguri servizi più efficienti, omogenei e di qualità su tutto il territorio regionale», afferma Nicolò, indicando nella nuova ATS e nel ruolo strategico dell’AOM le basi per «una sanità più moderna, sostenibile e realmente centrata sui bisogni delle persone».
Calamai: «Riforma che mette al centro il cittadino e la prossimità delle cure»
Nel suo primo intervento da direttrice dell’AOM, Monica Calamai ringrazia la Regione e definisce «entusiasmante» l’opportunità di lavorare a una riforma che, a suo giudizio, può diventare un volano anche oltre i confini liguri.
Calamai mette l’accento sull’impostazione dei percorsi: «Una riforma di questa natura può portare benefici reali e concreti ai cittadini perché tiene conto di elementi fondamentali, mettendo al centro il cittadino nell’ambito di percorsi assistenziali». E richiama il punto che più spesso torna nelle parole della Regione: la prossimità delle cure e una «logica unica tra ospedale e territorio», chiamati a integrarsi pur con vocazioni diverse.
Damonte Prioli: «Lascio il San Martino, ora la sfida è mettere a terra la riforma»
Anche Marco Damonte Prioli ringrazia per la fiducia e collega la nuova nomina alla fase di attuazione concreta: «Oggi inizia una nuova sfida che consiste nel mettere a terra la nuova riforma del sistema sanitario regionale».
Nel suo intervento ricorda l’esperienza alla guida del Policlinico San Martino, che lascia dopo quasi tre anni, definendolo non solo un grande ospedale ma «una grande famiglia allargata». Poi guarda al nuovo incarico: la ATS Liguria, nelle sue parole, dovrà essere «lo strumento» per garantire «più risorse per la cura dei cittadini liguri» e un’uniformità di prestazioni e percorsi assistenziali su tutto il territorio regionale, lavorando in sinergia con Regione e con la nuova AOM.
Con la presentazione ufficiale, la Regione prova così a dare un segnale di “inizio fase”: alle dichiarazioni di principio sulla riforma si affiancano ora i vertici chiamati a trasformare il nuovo impianto in organizzazione, servizi e risultati misurabili per i cittadini.
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