Capsula miniaturizzata per i bambini, il Gaslini è il primo in Italia: diagnosi meno invasive per il piccolo intestino

L’Istituto Giannina Gaslini introduce in età pediatrica la videocapsula endoscopica “XS”, tecnologia miniaturizzata che consente esami più precisi e meno invasivi anche nei bambini molto piccoli

L’Istituto Giannina Gaslini introduce per primo in Italia, in ambito pediatrico, una videocapsula endoscopica miniaturizzata per lo studio del piccolo intestino. La nuova tecnologia, denominata “XS”, permette una valutazione non invasiva di un tratto dell’apparato digerente spesso difficile da raggiungere con le tecniche endoscopiche tradizionali o con procedure chirurgiche. Per i piccoli pazienti nei quali si sospetta o si deve monitorare una patologia digestiva localizzata nel tenue, si tratta di un avanzamento significativo, soprattutto perché consente di ridurre l’impatto dell’esame e di estenderne l’utilizzo anche a bambini in età molto precoce.

L’innovazione rafforza l’attività dell’unità operativa complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva del Gaslini, che nel 2025 ha registrato quasi 700 interventi complessivi, compresi esami operativi ad alta complessità e procedure endoscopiche invasive. La novità principale è nelle dimensioni della capsula: 24,5 per 9,5 millimetri, quindi sensibilmente più piccola rispetto ai sistemi convenzionali. Questo consente di ridurre drasticamente la necessità di sedazione e di posizionamento endoscopico, rendendo l’esame più sostenibile per i bambini e meno gravoso per le famiglie.

Le prime applicazioni cliniche al Gaslini hanno già riguardato due casi complessi: una malattia genetica digestiva e una grave forma di malassorbimento. In entrambi gli scenari è stato possibile completare lo studio del tenue grazie al rilascio della capsula nel duodeno, aprendo nuove prospettive diagnostiche per pazienti pediatrici che, fino a oggi, avrebbero potuto richiedere procedure più impegnative.
Per il direttore generale dell’Istituto Giannina Gaslini, Renato Botti, l’introduzione della videocapsula miniaturizzata rappresenta «un ulteriore passo avanti verso una medicina sempre più precisa, mini-invasiva e centrata sul bambino». Renato Botti sottolinea che ridurre l’impatto delle procedure diagnostiche significa diminuire lo stress fisico ed emotivo dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, ma anche rendere i percorsi di cura più rapidi, con ricadute positive sui tempi di ricovero e di recupero.
L’assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò definisce l’arrivo della tecnologia al Gaslini «un nuovo importante traguardo per la sanità ligure» e una conferma del ruolo dell’istituto come riferimento nazionale e internazionale nelle cure pediatriche. Secondo Massimo Nicolò, la videocapsula consente diagnosi più precise e meno invasive, migliorando la qualità dell’assistenza e riducendo l’impatto delle procedure sui bambini.
Sul piano organizzativo, la nuova metodica punta anche a migliorare l’efficienza dell’istituto. Paolo Gandullia, direttore dell’unità operativa complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva del Gaslini, evidenzia i benefici attesi: riduzione dello stress psicofisico dei piccoli pazienti, aumento dell’offerta diagnostica, maggiore attrattività nazionale e ottimizzazione dei flussi di lavoro, con minore occupazione delle sale operatorie e attenzione anche alla sostenibilità ambientale.
Per Andrea Chiaro, referente per l’Endoscopia digestiva dell’Istituto Giannina Gaslini, la capsula miniaturizzata permette di ampliare la fattibilità dell’esame nei bambini più piccoli e apre nuove prospettive non solo cliniche, ma anche di ricerca. L’introduzione della metodica conferma così la linea dell’ospedale pediatrico genovese: combinare innovazione tecnologica, rigore scientifico e centralità del bambino, riducendo quanto più possibile il peso delle procedure diagnostiche.
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