Economia Sindacale 

Cgil Liguria: «Pronti allo sciopero generale se attaccano la Flotilla»

Assemblea al Verdi di Sestri: via libera alla protesta sindacale in caso di attacchi alla Global Sumud Flotilla, richiesta di cessate il fuoco e corridoi umanitari per Gaza. Il 25 ottobre manifestazione nazionale a Roma

Oltre 400 delegate e delegati da tutta la Liguria si sono riuniti questa mattina al Teatro Verdi di Sestri Ponente per l’assemblea generale della Cgil Liguria. Al centro dei lavori, la linea uscita ieri dall’assemblea nazionale: mandato allo sciopero generale nel caso di attacchi, sequestri o arresti ai danni degli equipaggi della Global Sumud Flotilla e della missione di pace collegata. Per la confederazione è prioritario garantire l’ingresso degli aiuti nella Striscia con corridoi umanitari stabili e dichiarare immediatamente il cessate il fuoco, insieme al rilascio di ostaggi e prigionieri.

Sul piano politico, la Cgil chiede al Governo Meloni di riconoscere lo Stato di Palestina e di interrompere ogni accordo militare, commerciale e diplomatico con il governo israeliano, schierandosi “per la pace e per il ripristino del diritto internazionale”. Nel frattempo il sindacato ligure annuncia la propria contrarietà all’attracco della SLSC Severn — nave statunitense ritenuta carica di armamenti — e si dice pronto a respingerla anche nei porti liguri, come già avvenuto a Livorno.

Salari, contratti e sicurezza: i numeri della Liguria

La confederazione rilancia uno slogan netto: no al riarmo, sì alle risorse per salari, pensioni, scuola e sanità. In calendario c’è una grande mobilitazione il 25 ottobre a Roma, perché — spiega il segretario generale Maurizio Calà — si registra un peggioramento delle condizioni di vita di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati. Il sindacato imputa al governo una doppia responsabilità: per i contenuti della Legge di stabilità e, come datore di lavoro, per i contratti separati del pubblico impiego che non coprono l’inflazione.

Sul versante privato, la Cgil denuncia ritardi diffusi nei rinnovi e mette in fila i dati regionali del primo semestre 2025: la quota di assunzioni a tempo indeterminato si ferma all’11,7% del totale, ben sotto il 19,2% del Nord Ovest, segno di un mercato che resta schiacciato sul precariato. Peggiora anche la sicurezza: in Liguria gli infortuni mortali risultano in forte aumento (+55%) a fronte di un -1,9% nell’area Nord Ovest; le malattie professionali crescono del +19,4% (contro +15,9%). A preoccupare è anche la manifattura, dove si stimano 10 mila posti di lavoro in meno rispetto ai primi sei mesi del 2024: un segnale che, per Calà, “parla di un tessuto produttivo in affanno”.

Sanità, il giudizio sulla riforma regionale

Capitolo sanità: per la Cgil la riforma annunciata dalla Regione non risolve i nodi strutturali. Servono assunzioni, tecnologie e un rafforzamento della medicina territoriale per ridurre le liste d’attesa ed evitare che i pronto soccorso restino cronicamente intasati. Il timore del sindacato è che il progetto si limiti a un riassetto amministrativo — la riduzione delle Asl da 5 a 1 — con il rischio di accentramento e di distanza dai bisogni reali di operatori e pazienti.

A chiudere i lavori è stato il segretario nazionale Christian Ferrari. La rotta, intanto, è tracciata: mobilitazione crescente sui temi del lavoro e dello stato sociale, pressione politica su pace e diritti umani e, se necessario, sciopero generale per difendere persone, salari e dignità del lavoro.


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