Quartieri 

Stupefacenti nel centro storico, Salis chiede l’intervento di Prefettura e ministro Piantedosi

Per la Sindaca il fenomeno ha superato la soglia dell’emergenza: «Tema nazionale, servono interventi statali». Sopralluogo al drop-in di vico della Croce Bianca e pressing dell’opposizione

La mappa dei consumi e dello spaccio di crack nei vicoli, per Palazzo Tursi, è ormai oltre la fase emergenziale e non può essere governata con i soli strumenti comunali. Durante un sopralluogo al drop-in di vico della Croce Bianca, nell’ex Ghetto, la sindaca Silvia Salis ha spiegato che il Comune ha competenze limitate e che la gestione richiede un coinvolgimento diretto dello Stato, a partire dal ministero dell’Interno. Da qui l’intenzione di chiedere la convocazione in via straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di fotografare il quadro reale e definire un piano emergenziale condiviso.

Il presidio visitato, gestito da Afet, offre assistenza a persone in forte marginalità. Dallo scorso anno, nell’ambito di una sperimentazione avviata dalla precedente amministrazione, il servizio è aperto fino all’una di notte: una scelta che per alcuni residenti avrebbe concentrato ulteriormente il disagio nella zona. L’amministrazione sostiene di voler tenere insieme ordine pubblico e presa in carico sanitaria, ricordando che la polizia locale è spesso chiamata a intervenire anche su criticità sanitarie legate alle sostanze. In parallelo, Tursi segnala la pressione dei minori stranieri non accompagnati presi in carico: circa 400 dall’inizio dell’anno, nove nella sola notte precedente al sopralluogo, numeri che per il Comune impongono una regia con Prefettura e Viminale.

Nel frattempo, dalle opposizioni arrivano attacchi frontali. Il consigliere del gruppo misto Sergio Gambino, già assessore alla Sicurezza, richiama il rischio di normalizzare le pratiche di consumo e invoca una linea più netta: «Quando eravamo al governo di Genova il problema del crack che sta imperando nel centro storico era responsabilità del sottoscritto. Oggi invece la Sindaca preferisce parlare da leader nazionale e quindi la responsabilità diventa del Governo. E intanto nella Bologna rossa qualcuno pensa che la soluzione sia distribuire pipette gratis per fumare crack.
Una follia che non deve trovare spazio nella nostra città! Così non si combatte il degrado ma lo si alimenta. Noi sappiamo cosa serve: tolleranza zero, più sicurezza nei quartieri, sostegno alle famiglie e un impegno serio nella lotta alle dipendenze. Non alibi, non palliativi. Per questo attendiamo con speranza che la Sindaca Salis inizi davvero a occuparsi dei problemi reali di Genova, invece di limitarsi a fare la facente funzione della segretaria nazionale del Partito Democratico».

Sulla stessa linea Fratelli d’Italia, che denuncia lo slittamento della discussione in aula e invita la prima cittadina ad assumersi responsabilità dirette: “«umenta la sensazione di insicurezza in città con i vicoli sempre più teatro di degrado e spaccio ma la maggioranza si rifiuta di voler affrontare il problema in consiglio comunale rinviando nuovamente la discussione dell’ODG proposto da Fratelli d’Italia. Sceglie ancora una volta la via del silenzio la sinistra per provare a mascherare divisioni interne che potrebbero creare più di un imbarazzo al sindaco Salis troppo impegnata a comportarsi da aspirante leader nazionale, priva di esperienza, ed affrontare temi internazionali ma poco propensa ad occuparsi di Genova – commenta il gruppo consiliare di FdI –. Fino a ieri il campo largo non ha perso occasione per puntar il dito contro l’amministrazione di centrodestra, oggi invece puntano il dito contro il Governo pur di non assumersi nessuna responsabilità. Ma Genova e i genovesi meritano di più». Così Alessandra Bianchi, Nicholas Gandolfo, Francesco Maresca e Valeriano Vacalebre.

Commenta il coordinatore regionale di FdI, Matteo Rosso, parlamentare del partito: «Leggo con stupore che il sindaco Silvia Salis, incolpa il Governo di abbandonare le città all’insicurezza, una dichiarazione che, mi auguro, sia frutto dell’inesperienza o di qualche consiglio dato male perché l’esecutivo ha varato il decreto sicurezza, ora legge dello Stato, e la sinistra che lei rappresenta ha alzato le barricate contro un provvedimento che agisce proprio per garantire maggiori tutele e dotazioni alle forze dell’ordine, ma interviene anche contro quei reati odiosi contro le persone anziane, ristabilisce il presupposto della proprietà privata contro le occupazioni abusive, dice basta a quel fenomeno odioso del borseggio da parte di donne che sfruttano, o sono sfruttate, perché non possono essere incarcerate. E molto altro ancora. Ma se invece il Sindaco Salis avesse detto sul serio mi chiedo con che diritto lo ha fatto dopo che ha smobilitato la sicurezza nei vicoli depotenziando il corpo della Polizia Locale, ricusando il comandante accusato di reati non provati, ha detto no al teaser, ma oggi leggiamo che il suo assessore dice si ai volontari nei vicoli per accompagnare le donne che non si sentono sicure, insomma delle ronde private. Ma non finisce qui. Silvia Salis cita città come Milano dove c’è stata una sollevazione popolare contro i carabinieri perché hanno inseguito chi non si è fermato ad un alt. Oppure Torino dove c’è più comprensione per i centri sociali che distruggono la città che per la polizia e infine parla di Bologna dove l’ultima trovata è quello di incentivare il consumo del crack fornendo le pipe gratis. Ecco Silvia Salis ha un’idea un po’ distorta della legalità, se così fosse. Infine mi si conceda un dubbio: non è che questa è l’ennesima mossa per far palare di sé? Magari in chiave di leader? Perché arriva poche ore dopo che Elly Schlein ha perso la decima sfida con il centrodestra e a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Intanto in questo momento un militare è stato ferito nei vicoli per aver chiesto i documenti, a lui i miei auguri di una pronta guarigione e a tutte le forze dell’ordine il mio grazie».

Tra richiesta di “tolleranza zero” e invocazione di un intervento statale coordinato, la partita resta aperta. Nelle prossime settimane il Comune punta a rafforzare i presìdi nei punti più sensibili del centro storico, a calibrare con Prefettura e Asl la rete dei servizi e a riportare in Consiglio una strategia che combini prevenzione, ordine pubblico e tutela sanitaria. Resta da capire se, e quanto in fretta, la cabina di regia interistituzionale riuscirà a trasformare il confronto in misure operative sul territorio.


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