Lega: «Via le cabine telefoniche ricovero di senza tetto». Il Pd: «Continua la guerra ai poveri»

poor senior asian man sitting on street

All’interrogazione del consigliere del Carroccio Davide Rossi ha risposto l’assessore Stefano Garassino che ha detto di aver segnalato le cabine in stato di degrado a Telecom Italia per la sostituzione con telefoni a muro. I democratici: «Anziché spendere denaro per rimuovere le cabine telefoniche in nome del fantomatico decoro, la Giunta Bucci dovrebbe investirlo per implementare i servizi sociali di prossimità e dare tutela alle persone ai margini della società»

L’approccio, di suo, è davvero bruttino. Si parla dei senza fissa dimora non come di vittime della società da aiutare e sostenere e, magari, recuperare, ma come di «sbandati». Non esiste approccio sociale al problema, né tentativo di risolverlo alla radice. L’idea, alle porte dell’inverno, è quella di togliere uno dei posti dove i clochard cercano rifugio dal freddo. Certo, non è quello lo scopo delle cabine telefoniche, ma in mancanza di meglio, anche quelle servono a riparare dal freddo le persone che vivono in strada. Lo scorso inverno, proprio per le temperature rigide, un senza fissa dimora è morto a Carignano a pochi passi dall’ospedale.

Secondo Davide Rossi, la cabine telefoniche in disuso ancora presenti a Genova sono, spesso, utilizzate come rifugio da «sbandati e senza tetto» e «sempre più, punti di degrado maleodoranti». Come esempio viene richiamato il caso di una cabina di piazza Vittorio Veneto, a Sampierdarena. «Occorre che la civica amministrazione si attivi per farle eliminare o che vengano sostituite con telefoni pubblici a muro, privi di cabina» sentenzia Rossi.

Gli risponde nella Sala Rossa di Tursi l’assessore Stefano Garassino: «Abbiamo ricercato quello che era il servizio di Telecom Italia e abbiamo mandato una mail nella quale abbiamo segnalato lo stato di degrado di parecchie cabine telefoniche ormai in disuso e abbiamo chiesto, come nella sua interrogazione, la sostituzione con telefoni a muro – dice -, Nella stessa mail abbiamo esplicitato la nostra disponibilità a un incontro per risolvere, nella sua totalità, questo problema. Sarà mia cura informarla degli sviluppi della pratica».

Sconcertato il gruppo comunale del Partito Democratico: «Con la fine di ottobre e l’inverno in arrivo si avvicinano i mesi più duri per chi è senzatetto e costretto a vivere in strada. Dalla politica ci aspetteremmo che cercasse di trovare soluzioni adeguate per tutelare le fasce più deboli della popolazione, ma le priorità della Giunta sono altre. La Lega in Consiglio Comunale chiede di rimuovere le cabine telefoniche in disuso – definite “punti di degrado e di fetore” utilizzati da “sbandati” – che offrono un improprio riparo a chi non ha casa, né altri luoghi in cui dormire e sopravvivere. E la Giunta risponde di avere già scritto a Telecom Italia per fare rimuovere le cabine. Le azioni vergognose di questa amministrazione non hanno fine. Anziché spendere denaro per rimuovere le cabine telefoniche in nome del fantomatico decoro, la Giunta Bucci dovrebbe investirlo per implementare i servizi sociali di prossimità e dare tutela alle persone ai margini della società. Abbiamo chiesto un immediato confronto in Commissione consiliare con l’amministrazione sul piano di emergenza freddo e sulla presa in carico dei senza tetto».

Al Pd risponde il consigliere delegato ai servizi sociali Mario Baroni: «Per prima cosa vorrei sottolineare che non c’è alcun problema di tipo finanziario, anzi: se fosse necessario dover aumentare il numero di posti letto nelle strutture di accoglienza i fondi sono già pronti – dice, Baroni, in una nota -. Questa amministrazione è da sempre stata attenta ai problemi delle fasce più deboli e nel corso degli anni ha già aumentato la capienza delle strutture di accoglienza e i fondi destinati al sociale. Il Pd ha preso un granchio clamoroso anche quando parla di costi relativi alla rimozione delle cabine: è una faccenda che riguarda la Telecom e che non comporterà alcun onere per l’amministrazione. La rimozione delle cabine, tra l’altro, non ha alcuna attinenza con la presenza di persone senza dimora e trovo che la strumentalizzazione politica che si sta facendo sulla loro pelle sia davvero vergognosa. Nel territorio del comune di Genova, infatti, esistono sia un piano per l’emergenza caldo che un piano per l’emergenza freddo per far fronte alle esigenze e alle vulnerabilità di chi vive in strada, piani che sono condivisi con i servizi sociali dell’ente e le strutture del terzo settore che collaborano attraverso lo strumento del Patto di sussidiarietà che a breve sarà prorogato con un aumento dei fondi stanziati».

«La struttura del comune di Genova – prosegue Baroni – è una struttura che permette di non lasciare indietro nessuno. Nessuno è mai stato abbandonato e chi resta per strada di notte lo fa di sua spontanea volontà, ma non è mai stato lasciato nulla di intentato: esiste un piano, in comune, che ogni notte mette in strada persone che dialogano con i senza dimora, cercando di informarli sulle strutture e cercando di convincerli a trovare riparo nelle strutture di accoglienza».

Per quanto riguarda i servizi notturni previsti dal Piano Inverno è stato previsto un potenziamento del servizio di accoglienza notturna con un aumento dei posti letto e di quella diurna con il prolungamento degli orari di apertura.

Il totale dei posti letto disponibili è di 159.

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