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Liquami dal muraglione tra via Cantore e via Dino Col, il Comune pressa Ireti. Oggi il sopralluogo tecnico

In consiglio comunale il caso della perdita fognaria che provoca miasmi, asfalto bagnato e timori per la sicurezza del muraglione. Il consigliere Vincenzo Falcone chiede tempi certi, l’assessore Massimo Ferrante spiega che la rete non è mappata da Ireti ma ha valenza pubblica: «Trattandosi di acque miste non può che intervenire Ireti»

La perdita fognaria dal muraglione di via Cantore, sopra via Dino Col, è arrivata ieri in consiglio comunale con un’interrogazione del consigliere di Orgoglio Genova Vincenzo Falcone, che ha chiesto alla sindaca e alla giunta di chiarire lo stato dell’intervento e i tempi di soluzione di un problema che da mesi crea disagi nella zona. La fuoriuscita, secondo quanto segnalato, continua a provocare miasmi, asfalto bagnato e potenzialmente scivoloso, oltre a preoccupazioni per la stabilità del muraglione interessato.

Falcone ha ricordato che, secondo le informazioni in suo possesso, una perizia comunale della Direzione Difesa del Suolo del 6 marzo 2026 avrebbe accertato la natura pubblica della condotta, superando quindi l’ipotesi iniziale di una rete privata legata ai condomìni soprastanti. «Siamo di fronte a una fuoriuscita di liquami che creano condizioni di disagio e pericolo», ha detto il consigliere. «Parliamo di miasmi persistenti, asfalto costantemente bagnato e scivoloso, elementi che incidono sulla sicurezza di chi percorre la strada ogni giorno».

Il punto centrale, per il consigliere di opposizione, è il passaggio dalla fase dell’incertezza alla fase della responsabilità individuata. «Oggi non siamo più nel campo dell’incertezza», ha spiegato, «perché si era detto, si pensava che fossero condotte private di alcuni condomìni che sono posti al di sopra della perdita. Invece siamo nel campo della certezza, cioè le responsabilità sono state individuate, però non si vede nessun inizio di lavoro avviato, non risultano tempi comunicati e queste richieste di intervento risulterebbero ancora senza alcuna risposta».

Secondo il consigliere, la questione non riguarda soltanto decoro urbano o cattivi odori, ma anche sicurezza pubblica. La perdita insiste infatti su un muraglione, elemento particolarmente sensibile in una città come Genova, dove le strutture di contenimento e i versanti urbani rappresentano spesso un tema delicato. «Per questo la domanda è molto semplice», ha concluso Vincenzo Falcone: «Cosa intende fare l’amministrazione adesso se il soggetto competente non interviene, se la situazione è certificata, se i rischi sono evidenti? Ai cittadini arriva un messaggio chiaro: siamo dinanzi a un problema riconosciuto ma ancora non risolto».

A rispondere è stato l’assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni Massimo Ferrante, che ha ricostruito la complessità tecnica e amministrativa della vicenda. L’assessore ha premesso che tutti i territori cittadini meritano la stessa attenzione e ha spiegato che il Comune ha già avuto una riunione con il direttore di Ireti. Ha però ricordato che il rapporto con Iren e Ireti è complesso, perché si tratta di aziende che non fanno parte della pubblica amministrazione e perché molti interventi devono essere inseriti nella programmazione dell’Ambito territoriale ottimale e della Città metropolitana, mentre l’amministrazione comunale ha controllo diretto solo sugli interventi di propria competenza.

Nel merito, Ferrante ha spiegato che la perdita deriva da una fognatura mista collocata sulla collina soprastante, a servizio di diversi palazzi dell’area. Secondo Ireti, quella fognatura non rientrerebbe nel perimetro dell’Ambito territoriale ottimale e sarebbe quindi consortile privata. Gli approfondimenti svolti, però, hanno portato a una valutazione diversa: la rete, rappresentata da un vecchio canale in pietrame, confluisce in vasche costruite probabilmente prima dei condomìni. Per questa ragione, pur non risultando formalmente nella cartografia di Ireti, deve essere considerata di valenza pubblica.

Il nodo è proprio questo: Ireti non avrebbe in carico la manutenzione del tratto perché la rete non è mai stata mappata, ma la natura delle acque rende inevitabile il suo coinvolgimento. «Trattandosi di acque miste non può che intervenire Ireti», ha chiarito l’assessore, spiegando che la Direzione comunale Difesa del Suolo ha sollecitato più volte l’intervento nel 2025 e che la Direzione Opere idrauliche ha fatto altrettanto nel 2026. Anche Città metropolitana, il 17 aprile, ha inviato una nota a Ireti chiedendo riscontro, ma al momento della discussione in aula non risultavano risposte.

In assenza di aggiornamenti, è stato fissato un nuovo passaggio tecnico. Massimo Ferrante ha annunciato un sopralluogo per oggi, mercoledì 13 maggio, alla presenza dei tecnici comunali della Difesa del Suolo e delle Opere idrauliche insieme ai tecnici di Ireti. Sarà quello il momento per verificare direttamente lo stato dei luoghi e provare a sbloccare una situazione che, secondo quanto emerso in aula, è ferma nonostante la perdita sia nota, segnalata e oggetto di accertamenti.


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