Diritti, in consiglio comunale l’articolo 55 contro omofobia, bifobia e transfobia: discussione la prossima settimana

I consiglieri Filippo Bruzzone, Edoardo Marangoni, Enrico Frigerio e Marco Casini hanno presentato un’espressione di sentimento per la Giornata mondiale del 17 maggio. Il testo sarà discusso la prossima settimana in Consiglio comunale e rivendica il percorso avviato dall’amministrazione Silvia Salis sul riconoscimento dei diritti e sul contrasto alle discriminazioni

Il Comune di Genova torna a discutere in aula di diritti, riconoscimento e contrasto alle discriminazioni in vista del 17 maggio, Giornata mondiale contro omofobia, bifobia e transfobia. I consiglieri comunali Filippo Bruzzone, della Lista Civica Silvia Salis, Edoardo Marangoni ed Enrico Frigerio, del Partito Democratico, e Marco Casini, del Movimento 5 Stelle, hanno presentato ieri un articolo 55, espressione di sentimento, per celebrare la ricorrenza e riaffermare l’impegno dell’amministrazione sul fronte dei diritti della comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer, intersex, asessuale e altre identità. La data del 17 maggio richiama il giorno in cui, nel 1990, l’omosessualità venne rimossa dall’elenco delle malattie mentali dall’Organizzazione mondiale della Sanità, organismo delle Nazioni Unite.

L’articolo 55 sarà discusso la settimana prossima in Consiglio comunale, trasformando la ricorrenza del 17 maggio in un nuovo passaggio politico sul rapporto tra amministrazione, diritti civili e contrasto alle discriminazioni. L’obiettivo dei proponenti è portare in aula non solo una presa di posizione simbolica, ma anche il punto sul lavoro già avviato e sulle prossime iniziative legate alla comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer, intersex, asessuale e altre identità.
«Dopo otto anni di assenza e difficoltà di dialogo, Genova è già tornata a voler ascoltare la comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer, intersex, asessuale e altre identità, e a mettere in campo azioni amministrative e politiche che la riconoscano, la sostengano e la tutelino, promuovendone la conoscenza, l’informazione e la sensibilizzazione, così che la nostra città sia davvero città per tutte e tutti», dichiarano i quattro consiglieri. Filippo Bruzzone, che da quattro anni presenta un atto analogo in occasione della ricorrenza, rivendica quindi una discontinuità rispetto al passato e un ritorno del tema dentro l’agenda istituzionale cittadina.
Quest’anno la Giornata del 17 maggio coincide anche con il decennale della legge 20 maggio 2016 numero 76, conosciuta come “Legge Cirinnà”, che ha istituito le unioni civili per le coppie dello stesso sesso. Edoardo Marangoni ricorda che da allora si sono unite civilmente circa 22 mila persone, un numero paragonabile agli abitanti di Sarzana, Albenga, Ventimiglia o all’intero quartiere di San Fruttuoso. «Quella legge fu un grande passo avanti, ma a maggior ragione oggi un accordo insufficiente», sottolinea, richiamando i nodi ancora aperti sul riconoscimento dei figli di una sola o uno solo dei due partner, sulle adozioni, sulla tutela contro i crimini d’odio e contro ogni forma di violenza di matrice omolesbobitransfobica.
Per Enrico Frigerio, il Consiglio comunale deve affrontare il tema senza arretramenti. «È tempo per il consiglio comunale di agire un dibattito su un tema che oggi interroga tutte le persone e tutte le famiglie, che non si può più ignorare, certamente né nascondere né cancellare, perché nessuna identità può essere nascosta, perché nessuna persona può essere cancellata», dichiara il consigliere, legando la discussione sui diritti non a una categoria separata, ma alla vita concreta delle persone e delle famiglie.
Il quadro nazionale viene richiamato da Marco Casini, che cita il rapporto di Ilga Europa, secondo cui l’Italia si colloca al trentaseiesimo posto tra i Paesi europei per libertà e diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersex, asessuali e altre identità. «Non c’è più tempo per tacere, è il tempo di urlare che vogliamo più diritti e più libertà per tutte le persone», afferma il consigliere del Movimento 5 Stelle, sottolineando anche il progressivo arretramento del Paese nella classifica e nei valori percentuali indicati dal rapporto.
I quattro consiglieri tracciano poi un primo bilancio del percorso avviato nel primo anno dell’amministrazione Silvia Salis. Richiamano la partecipazione della giunta e della maggioranza progressista al Pride del giugno 2025, annunciando una nuova presenza al Pride di Genova del prossimo 13 giugno, e ricordano la firma della sindaca Silvia Salis, il 25 giugno 2025, sul primo atto relativo alla bigenitorialità di due donne, in attuazione della sentenza 68 del 2025 della Corte costituzionale. Nel documento vengono citati anche gli atti e le discussioni sull’educazione sesso-affettiva nelle scuole, sul turismo legato alla comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer, intersex, asessuale e altre identità, sulle adozioni da parte di persone singole, sul nuovo centro per le famiglie e sull’Ufficio comunale dedicato alla stessa comunità.
Nel comunicato, Filippo Bruzzone, Edoardo Marangoni, Enrico Frigerio e Marco Casini ringraziano la giunta comunale e indicano in particolare il lavoro svolto dagli assessori Rita Bruzzone, Emilio Robotti, Cristina Lodi, Tiziana Beghin e Davide Patrone. «Questo è solo l’inizio, e non ci fermeremo», affermano, presentando l’articolo 55 non come un gesto simbolico isolato, ma come parte di un’agenda amministrativa e politica che dovrà proseguire nei prossimi mesi.
Le prossime tappe sono già fissate. Sabato 16 maggio a Palazzo Tursi si terrà il convegno della Rete Ready, la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni antidiscriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, mentre la sera è prevista la Colorata Cena in piazza De Ferrari. Seguirà una commissione comunale dedicata all’identità alias, con un focus sulle persone trans. A giugno, mese del Pride in memoria dei moti di Stonewall del 27 e 28 giugno 1969, il momento centrale sarà il Pride di Genova, in programma sabato 13 giugno, organizzato insieme alle associazioni della comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender, queer, intersex, asessuale e altre identità presenti e attive in città.
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