Toti: «Se fossi un lavoratore in catena di montaggio pretenderei colleghi col green pass»

Per il presidente della Regione serve anche gratuità dei tamponi per i meno abbienti, per chi non può essere vaccinato e per i bimbi sotto i 12 anni. Sul tampone nei luoghi di lavoro Toti in aperto contrasto con le posizioni dei sindacati

Toti è intervenuto questa mattina alla trasmissione “Agorà Estate” di Rai3 sul tema del green pass sui luoghi di lavoro e lo ha fatto in direzione contraria rispetto ai sindacati. A partire era stato il leader Cgil Maurizio Landini, poi seguito dagli altri sindacati anche locali anche per quanto riguarda le mense. La posizione di Landini è stata fortemente criticata da più parti, tanto che era stato costretto a chiarire che la Cgil non è mai stata no vax. «In primo luogo, la Cgil ha sostenuto e continua a sostenere la campagna vaccinale in Italia e nel mondo. Ci stiamo battendo affinché vengano sospesi i brevetti sui vaccini che stanno impedendo il ricorso alle vaccinazioni nei Paesi economicamente più deboli – ha scritto in una lettera a Repubblica -. Purtroppo questo non sta succedendo, mentre il virus non conosce confini. Inoltre la Cgil, diversamente da altri, non ha mai posto questioni di principio sullo strumento del Green Pass, pur in presenza di raccomandazioni europee a non adottare norme discriminatorie». Il segretario Cgil ha poi ricordato che esiste il tema del trasporto pubblico locale (treni regionali, bus e altri mezzi di trasporto pubblico, dove non esiste alcun obbligo e, in alcune aree del Paese, il problema delle “classi pollaio”.

Stamattina Toti ha ricordato come in Usa «gran parte delle aziende progressiste più evolute ha già messo l’obbligo di green pass all’ingresso. Da Microsoft a Google, sono moltissime le aziende che lo chiedono per accedere». E ha aggiunto: «Rifletterei sul fatto che all’interno di luoghi chiusi dove si lavora insieme tutto il giorno vi siano delle regole più flebili rispetto a chi si incontra in pizzeria a un metro di distanza e ci sta un’ora, qualcosa non torna» concludendo «Se fossi un lavoratore alla catena di montaggio gomito a gomito con un mio collega pretenderei che avesse il green pass».

Ha poi lanciato una proposta al ministero della Salute sui tamponi. «Per taluni credo che il tampone debba far parte dei livelli essenziali di assistenza per cui totalmente gratuito, è il Ministero della Salute a dover stabilire quali categorie ne hanno diritto» ha detto, spiegando che così si eviterebbe «il mercato del tampone, dove costa più o dove costa meno». Per il Presidente della Regione e assessore all Sanità serve stabilire «stabilire una regola che valga per tutti, quali sono le categorie da tutelare dal punto di vista economico. Per alcune categorie che non possono essere vaccinate, ma anche per i ragazzi sotto i 12 anni o chi per caso fosse in attesa del vaccino nulla vieta di estendere ulteriori convenzioni o agevolazioni per fare il tampone».

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