Enti Pubblici e Politica regione 

Carlo Felice, slitta il voto sul milione in Regione: scontro tra Marco Bucci e Partito Democratico

Il disegno di legge per lo stanziamento destinato al Teatro Carlo Felice non è stato approvato nella seduta di oggi e tornerà alla prossima riunione del Consiglio regionale. Il presidente Marco Bucci parla di ostruzionismo dell’opposizione, mentre il gruppo del Partito Democratico ricorda come a far saltare il voto sia stata l’uscita dall’aula della maggioranza

Il finanziamento da un milione di euro destinato al Teatro Carlo Felice dovrà aspettare la prossima seduta del Consiglio regionale. Il voto sul disegno di legge, che nelle intenzioni della giunta avrebbe dovuto chiudersi oggi, è infatti slittato al termine di una giornata segnata da tensioni politiche, accuse reciproche e versioni opposte su quanto accaduto in aula.

Da una parte c’è il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, che attribuisce il rinvio all’ostruzionismo dell’opposizione. Il governatore ha parlato apertamente di una giornata gestita in modo da impedire l’approvazione del provvedimento, definendo quanto avvenuto «una sceneggiata» e sostenendo che si stesse affrontando «una cosa molto importante richiesta dal consiglio d’amministrazione, dall’assemblea, dai revisori dei conti». Per Bucci, il punto è che la discussione sia stata rallentata al punto da non consentire il voto entro la chiusura dei lavori. Pur riconoscendo che l’ostruzionismo sia «perfettamente legale», il presidente lo ha definito «totalmente inappropriato e offensivo nei confronti della nostra città», parlando anche di «oltraggio a Genova» e al Carlo Felice.

Dall’altra parte il gruppo regionale del Partito Democratico respinge questa lettura e ribalta la ricostruzione. Secondo i consiglieri dem, il problema non sarebbe stato l’atteggiamento dell’opposizione, ma il fatto che la maggioranza, dopo avere invertito l’ordine del giorno per portare in aula il disegno di legge, si sia poi trovata senza i numeri necessari e abbia finito per abbandonare l’aula insieme alla giunta. Nella loro versione, l’opposizione avrebbe anzi garantito il numero legale e si sarebbe detta disponibile a proseguire i lavori fino in tarda serata pur di arrivare al voto.

Lo scontro, quindi, non riguarda solo il merito del finanziamento al Teatro Carlo Felice (e la spinosa quartine dei Balletti di Nervi), ma soprattutto la responsabilità politica del rinvio. Marco Bucci insiste sul fatto che la giunta andrà avanti comunque e si dice fiducioso che il provvedimento verrà portato a termine nella prossima seduta. Il Partito Democratico, invece, descrive la giornata come il segno di una gestione improvvisata del Consiglio regionale, contestando la mancanza di chiarezza sui motivi dell’urgenza, sui criteri che hanno portato alla presentazione del testo e sulla programmazione dei lavori.

Nel merito, il disegno di legge prevede lo stanziamento di un milione di euro per il Carlo Felice. Ma la seduta di oggi ha mostrato come attorno a questo passaggio si sia aperto un confronto molto più ampio, che investe il funzionamento dell’aula, i rapporti tra maggioranza e opposizione e il modo in cui vengono calendarizzati i provvedimenti considerati urgenti. Il risultato, per ora, è che il voto non c’è stato e che il teatro dovrà attendere ancora qualche giorno per sapere se e quando il contributo verrà formalmente approvato.

Il segretario regionale del Pd Davide Natale e il capogruppo dem in Regione Armando Sanna rincarano la dose: «Oggi Bucci ancora una volta si è sottratto a quello che è il suo ruolo di presidente della Regione. Invece di stare in Aula a votare la legge per sostenere il Carlo Felice, ha preferito andare a presentare una denuncia contro il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla.
Una denuncia che non aveva nessuna urgenza e che poteva far gestire dai suoi legali per non sottrarsi ai suoi doveri istituzionali Così, mentre si occupa di questioni personali, viene meno alle responsabilità del suo ruolo: una vergogna».

Sul piano politico, resta una giornata che ciascuna parte usa per rafforzare la propria tesi. Bucci denuncia un uso strumentale del tempo consiliare e accusa l’opposizione di avere ostacolato un atto utile alla città. Il Partito Democratico replica che, se davvero il provvedimento era urgente come sostenuto dalla giunta, allora proprio la maggioranza avrebbe dovuto garantirne fino in fondo il percorso, senza far venir meno la presenza in aula. Ed è in questa distanza tra le due letture che si inserisce il rinvio: un milione per il Carlo Felice, a coprire il disavanzo del teatro che al momento è di 2,8 milioni di euro, ancora fermo, e un’altra seduta già caricata di tensione prima ancora di cominciare.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts