Carruggi da degrado a risorsa/4 Con Bucci e assessori dalla Commenda a Fossatello – VIDEO

Un tour di 40 minuti della parte più a ponente del centro storico per scoprire “sul campo” una parte dell’ampio progetto da 137 milioni di euro che l’Amministrazione sta perfezionando e che è ancora aperto al contributo di cittadini, associazioni e imprese. Voi cosa ne pensate? Ditecelo dopo aver visto il video che racconta per capitoli tutti i particolari

Nei quartieri dove il sole del buon Dio
Non da i suoi raggi
Ha già troppi impegni per scaldar la gente
D’altri paraggi

Fabrizio De André – La Città vecchia

Nel primo verso della canzone del cantautore poeta genovese stanno due grandi verità che hanno contribuito a portare il centro storico nel degrado: la prima è il sole che non entra nella città verticale, fatta di palazzi cresciuti in altezza in epoche diverse, che ora l’Amministrazione vuole fare oggetto di un diradamento non verticale, spiega il sindaco Marco Bucci, ma orizzontale, proprio di parte di quei piani aggiunti. Un’escamotage suggerito da Renzo Piano per tornare a dare luce ai vicoli.
C’è poi il concetto di quartiere dimenticato, quartiere ultimo degli ultimi, quello dove il degrado è stato dato a lungo per scontato, senza stupirsi più di tanto nemmeno quando alcune case di Prè sono crollate del tutto o parzialmente, come i civici 11 e 12 della strada o come la casa tra vico Tacconi e vico Marinelle il cui tetto, nel gennaio 1997, crollò travolgendo a domino le solette sottostanti e si portò via la vita di uno straniero che viveva come poteva in quegli spazi abbandonati. Non stupisce più lo spaccio, non stupiscono più le intemperanze della movida. Nonostante gli sforzi per recuperare diverse aree, gli investimenti derivanti dalla Legge Bersani su Pré, su piazza Truogoli di Santa Brigida e sulla Maddalena sono stati letteralmente buttare via il denaro. Sono ben pochi, infatti, i negozi aperti e sopravvissuti. Solo l’area di Sarzano, grazie all’Università, si è sottratta in maniera permanente al degrado irradiando benefici influssi in raggio considerevole.
Eppure uno dei punti di forza del nuovo Piano comunale passa proprio dal commercio e per 200 locali pubblici e privati concessi a costo zero ad imprese che vogliano aprire per portare la luce sulle strade.
Di questo e di molte altre cose, dalle edicole votive ai progetti sociali, dalla sicurezza ai progetti per il turismo parla il piano dell’Amministrazione per il recupero del centro storico. Da Prè a Fossatello passando per via delle Fontane e l’ex Ghetto ebraico con il sindaco Marco Bucci e gli assessori (in ordine alfabetico) Paola Bordilli (centro storico e commercio), Simonetta Cenci (urbanistica), Laura Gaggero (turismo) e Giorgio Viale (sicurezza). Presente anche il nuovo assessore alla famiglia Lorenza Rosso che approccia così il progetto comunale.

Sì, sono previsti anche diradamenti. Quasi tutti, appunto orizzontali. Ma l’assessore Cenci non fa mistero del fatto che sia <venuto il momento di riprendere in mano la questione del Roso>. Il diradamento, già tentato in passato, venne fermato da un ricorso. Vedremo, adesso, come sarà questo progetto.

Un’altra partita è quella dell’ex Ghetto ebraico e dei suoi negozi che non ci sono più. Fino a qualche decennio fa c’erano trattorie, lavanderie, negozi di alimentari. Ora non c’è più nulla, salvo un parrucchiere (l’unico posto dove il sindaco Bucci ha rifiutato di entrare, pur chiacchierando sulla porta col titolare, perché c’erano all’interno due bimbi senza mascherina). Ora nei bassi potrebbero trovare posto attività sociali.


In tanto, in passato ci hanno chiesto perché chiamassimo “Ghetto” la zona tra via del Campo e l’Annunziata, pensando che parlassimo dell’alta concentrazione di persone povere, straniere, spesso invisibili perché irregolari. Ecco perché si chiama così: nel 1493, a seguito dell’editto dei sovrani di Castiglia che dopo la ‘’Reconquista’’ sancì l’espulsione degli ebrei sefarditi dalla Spagna, la Repubblica di Genova accolse una comunità (circa 300 persone) di esuli, che secondo la mentalità dell’epoca, permeata da pregiudizi religiosi verso gli ebrei, vennero confinati in quell’area nei pressi di via del Campo. Nonostante le restrizioni, agli ebrei fu concesso di aprire una sinagoga, della quale non resta traccia. La zona intorno alla metà del Seicento divenne un vero e proprio ghetto, recintato e con gli accessi sorvegliati per evitare contatti tra ebrei e cristiani, ma già nel 1674 il ghetto fu trasferito in piazza dei Tessitori, nella zona di Sarzano. A quell’epoca la comunità ebraica genovese contava 174 persone.


Cosa hanno segnalato i cittadini al sindaco Bucci durante il giro? Fondamentalmente il fatto che proprio in quel giorno (sabato scorso) la pulizia sia stata effettuata in maniera particolarmente intensiva, cosa che non accadrebbe ogni giorno. Rispetto a qualche anno fa la situazione nella zona è decisamente migliorata (una volta i vicoli laterali erano letteralmente murati da muraglie di spazzatura) mentre è peggiorata quella dell’estremo levante del centro storico, da Mura della Marina fino a San Lorenzo.
Poi la questione spaccio. Secondo un cittadino che ha fermato il Sindaco per segnalargli il problemi i pusher fermano i passanti per offrirgli dosi.
Infine, i problemi spiccioli: come l’assenza di panchine, fino ad ora evitate per evitare bivacchi.

L’ultima domanda che abbiamo fatto al Sindaco: <Per Lei, l’inclusione degli stranieri è un valore?>. La risposta è in fondo al video.

One thought on “Carruggi da degrado a risorsa/4 Con Bucci e assessori dalla Commenda a Fossatello – VIDEO”

  1. Brava Monica per il tuo servizio. Hai impegnato il sindaco a dare molte risposte. Brava anche a rccontare del vecchio ospedale che stava in via Prè, diventato negozio prima di ferramenta e poi supoermercato. Pochi se lo ricordano. Come mai non hanno invitato Carratù.

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