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Veleni nel Pd dopo le intercettazioni. Il circolo centro storico contro la Paita

Il circolo, all’unanimità, chiede a David Ermini e Alessandro Terrile di rimuoverla dalla guida del gruppo in regione per questioni di opportunità politica, ma i vertici le fanno quadrato attorno. Altri circoli pronti a presentare la stessa richiesta del centro storico

di Monica Di Carlo

Il documento del circolo Pd del centro storico è conciso e secco, senza fronzoli, ma proprio per questo chiaro e inequivocabile:

Tenuto conto di quanto pubblicato, circa le registrazioni delle telefonate tra Raffaella Paita e il sindaco di Lavagna Sanguineti, del centro destra, visti i contenuti si ritiene necessario valutare la sostituzione di Raffaella Paita dal ruolo di capogruppo in Regione.

Sotto, la firma della segretaria Michela Fasce, ma quelle due righe sono state approvate all’unanimità nel corso di un’assemblea allargata a tutti gli iscritti di uno dei circoli più grandi della città, dove convivono le tre anime del Pd, la sinistra dei Duecento (quelli che prima delle Regionali invitavano al voto “secondo coscienza”, cioè non alla Paita), i renziani e quelli che non aderiscono alla corrente del premier, che a Genova sono più che altrove.
A presentare il documento, Camillo Bassi, che proviene dal Pci e continua a portare le istanze comuniste nel Pd, uno che ha fatto parte dei Duecento, per poi allinearsi alle indicazioni  della segreteria “per amor di partito”, ma in quel gruppo continua a gravitare.
<Dopo la comparsa, venerdì scorso, sui giornali delle intercettazioni – racconta Bassi – dalla Paita è arrivata una newsletter agli iscritti. Diceva “Non permetto a nessuno di infangare il Pd e il mio nome”. Tutto senza il minimo accenno di autocritica>.
La vicenda a cui la newsletter si riferisce è quella che vede il sindaco di Lavagna Pd Pino Sanguineti, di area Centro Destra, coinvolto nell’inchiesta sui tentacoli della ‘ndrangheta nel Tigullio, accusato di aver fatto carte con la famiglia dei Nucera anche per ottenere voti. Nelle intercettazioni degli inquirenti c’è anche la voce di Lella Paita che, prima delle primarie Pd, dice <Mi remano tutti contro. Ormai sono nelle tue mani>. Le intercettazioni raccontano anche di un Sanguineti che suggerisce a Paolo Nucera di attivarsi per fare votare alle primarie del Pd la Paita, utile in quanto gli avrebbe dato <una mano per i depuratori>. La capogruppo Pd in Regione aveva subito replicato: <Sono totalmente all’oscuro, allucinante che abbiano tirato in ballo il mio nome>. Il circolo Pd del centro storico, però, non ne fa una questione di merito, che sarà la magistratura a chiarire, ma di metodo. <Nella newsletter della Paita – spiega Bassi – non c’è il minimo accenno di autocritica. Il Pd ha sostenuto alle elezioni il suo candidato Mauro Craveri e non c’è dubbio che Sanguineti faccia riferimento al centro destra, anche se ufficialmente è stato eletto a capo di una lista civica. Dalla mail della capogruppo non si capisce, poi, di cosa si sentisse vittima e chi la volesse infangare>. Le intercettazioni, infondo, non sono altro che trascrizioni di telefonate e a fare le indagini è, appunto, la magistratura. Non si tratta di questioni politiche, ma di un’inchiesta.
Bassi, da vecchio uomo del Pci quale è, si sarebbe aspettato da Paita non una difesa, non una risposta indiretta alle indagini della magistratura, ma che la capogruppo <chiedesse scusa per la sua grave scorrettezza politica, quella di chiedere sostegno a un uomo del centrodestra>.
<Pochi giorni fa – continua Bassi – è poi arrivata una nuova newsletter in cui Paita parlava della direzione del partito a Roma e diceva di essere contenta. Come se nulla fosse stato. Ho pensato che fosse il caso di ricordarle quello che aveva combinato e ho presentato quelle poche righe al circolo che sono state votate unanimemente. Non c’è stata nemmeno discussione se non in forma minima sulla forma in cui esprimere il concetto. Se in due comunicazioni agli iscritti Paita non fa capire di essere stata nemmeno sfiorata dall’idea di aver fatto male a chiedere voti per le primarie al centro destra e, al contrario, si autoassolve e usa toni arroganti>.
Per questo, la richiesta dell’intero circolo Pd è stata inviata al commissario regionale e al segretario provinciale Pd, David Ermini e Alessandro Terrile i quali rispondono come se non avessero inteso su quale piano vengono mosse le obiezioni «È più che evidente che Raffaella Paita non ha nulla a che vedere con le vicende giudiziarie di Lavagna». Ma in quelle tre righe scritte dal circolo del centro storico non si parla dell’inchiesta e di questioni penali, ma dell’opportunità del comportamento politico della capogruppo della Regione ritenuta, alla luce della richiesta di aiuto al sindaco del centro destra, non idonea a guidare la rappresentanza del partito in via Fieschi.
Paita risponde, invece, nel merito e ancora una volta respinge le accuse spiegando che il candidato del centrodestra alle Comunali era Maggi e che Sanguineti era a capo di una lista civica. Poi aggiunge che le regole che il partito si era dato erano quelle di non fare patti con il Ncd, ma non con l’Udc che era parte della maggioranza uscente della Regione. Poi dice che se il circolo l’avesse chiamata a spiegare lo avrebbe fatto e lo dice come se non stesse parlando di un intero circolo in cui sono iscritti nomi pesanti del partito, gente a cui non si spiega la politica perché la politica l’ha fatta direttamente e per decenni e non semplici elettori.
<Quella frase riferita dalle intercettazioni – commenta Bassi – pesa sulla credibilità della Paita. Cosa farà la giunta di centrodestra della Regione adesso, quando lei farà opposizione? Come minimo riderà. Secondo me, quello che ha fatto Paita è una cosa molto grave sotto il profilo politico>.
Ieri tutto il partito era in fibrillazione. Si racconta di telefonate incrociate di fuoco. Intanto pare che la stessa istanza approvata all’unanimità dal circolo Pd sarà presentata in diversi altri circoli. Paita dice chiaro e tondo che non è il circolo del centro storico a decidere la capogruppo in Regione, ma se l’istanza sarà approvata da diversi circoli, se la presa di posizione sarà ampia e coinvolgerà un gran numero di iscritti, sarà difficile, a meno di un anno dalle elezioni del Sindaco, con la campagna elettorale che già infuria, ignorare l’istanza o, in alternativa, spiegare perché i vertici non ascoltano la base.

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