Piscine e nuove regole edilizie nel Parco di Portofino: la Regione approva la variante, parte dell’opposizione all’attacco. Il Pd si astiene

Via libera in consiglio regionale alla modifica del Piano del Parco naturale regionale di Portofino. La maggioranza difende il provvedimento come risposta alle richieste del territorio e occasione di riqualificazione turistica, mentre Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e la lista Andrea Orlando Presidente votano contro denunciando il rischio di indebolire la tutela ambientale

Il consiglio regionale ha approvato la variante al Piano del Parco e al regolamento del Parco naturale regionale di Portofino, un passaggio destinato a riaprire il confronto sul rapporto tra tutela ambientale, proprietà private, turismo e trasformazioni edilizie in una delle aree più pregiate e sensibili della Liguria. La proposta di deliberazione è passata con 16 voti favorevoli della maggioranza, 4 contrari, arrivati da Alleanza Verdi e Sinistra, M5S e dalla lista Andrea Orlando Presidente, e 6 astensioni del Partito Democratico.

Il provvedimento consente, tra le altre cose, la realizzazione di piscine in alcune parti del territorio del Parco, con l’esclusione del borgo di San Fruttuoso e limitatamente ai complessi che ne siano attualmente sprovvisti. La variante apre anche alla possibilità di interventi nel complesso monumentale della Cervara, subordinandoli a uno strumento urbanistico attuativo, la cui convenzione dovrà disciplinare anche l’uso pubblico della struttura. Un altro punto riguarda l’immobile denominato “Mandragola”, in località Paraggi, di proprietà del Comune di Santa Margherita Ligure: oggi ricade in zona C2.1, mentre con la variante viene ricompreso nella fascia di protezione “D1 Paraggi”, dove la disciplina degli interventi è demandata agli strumenti urbanistici generali del Comune di Portofino. Questo passaggio consentirà un cambio di destinazione d’uso finalizzato alla riqualificazione per servizi connessi al turismo naturalistico ed escursionistico.

La maggioranza ha sostenuto la variante presentandola come un intervento di adeguamento e riordino, utile a rispondere alle esigenze del territorio e a migliorare l’offerta turistica. L’assessore regionale ai Parchi Alessandro Piana ha elencato le modifiche contenute nel provvedimento e ha spiegato che la proposta recepisce richieste arrivate dalla comunità. Ha inoltre sottolineato che l’istruttoria tecnica regionale ha espresso idoneità alla variante, ritenendo che le modifiche possano contribuire alla valorizzazione dell’area e al rafforzamento della sua attrattività.
Le opposizioni più critiche hanno invece letto il voto in modo diametralmente opposto, legandolo alla fragilità del promontorio e al lungo scontro sui confini e sulla natura stessa del Parco di Portofino. Selena Candia, consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra, ha annunciato il voto contrario sostenendo che la possibilità di realizzare piscine in un’area protetta possa produrre conseguenze dannose sulla tutela del patrimonio naturale ligure. Secondo la consigliera, gli interventi previsti non avrebbero una reale finalità pubblica, ma riguarderebbero aree private di grande pregio ambientale. Candia ha definito la variante “anacronistica” rispetto ai rischi idrogeologici della Liguria, perché ridurrebbe la disponibilità di suolo e andrebbe in direzione opposta rispetto alle politiche di contenimento del consumo di territorio. Ha inoltre ribadito che il Parco di Portofino dovrebbe essere il più ampio possibile e ha interpretato l’intervento della Giunta come un tentativo di modificare il quadro prima che il parco regionale passi sotto competenza statale.
Contrario anche Stefano Giordano, del Movimento 5 Stelle, che ha richiamato la recente sentenza del Consiglio di Stato sulla riduzione dei confini del Parco di Portofino, ricordando come la tutela ambientale venga prima delle scelte urbanistiche. Secondo Giordano, la variante non riguarda semplici dettagli tecnici, ma introduce nuove possibilità di trasformazione edilizia in un territorio già delicato. Per il consigliere, frammentare ulteriormente il quadro degli interventi significa indebolire un ecosistema che avrebbe invece bisogno di protezione unitaria.
Sulla stessa linea Gianni Pastorino, della lista Andrea Orlando Presidente, che ha votato contro accusando il provvedimento di privilegiare gli interessi di pochi rispetto all’interesse generale della comunità. Il consigliere ha parlato di tutela di “interessi parcellizzati” e ha collegato la delibera alla recente sentenza del Consiglio di Stato, sottolineando quella che a suo giudizio sarebbe un’accelerazione poco comprensibile nei tempi. Per Pastorino, il provvedimento non risponderebbe a una reale esigenza del territorio, ma a diritti e aspettative di singoli soggetti, con una forzatura anche sul piano politico.
La variante passa dunque, ma non chiude il caso. Anzi, lo rilancia su un piano più ampio: che cosa può essere consentito dentro un parco regionale, fino a dove può arrivare la riqualificazione del patrimonio edilizio e quale equilibrio si debba tenere tra fruizione turistica, proprietà private e protezione ambientale. Portofino resta uno dei luoghi simbolo della Liguria, ma proprio per questo ogni modifica alle sue regole urbanistiche diventa immediatamente un terreno di scontro. Da una parte la maggioranza parla di strumenti utili a valorizzare il territorio, dall’altra le opposizioni vedono un arretramento nella tutela di un’area che, per pregio e fragilità, chiederebbe invece più protezione e meno nuove concessioni.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.