Kamun, giovane impresa genovese “a tutta birra”

1450896fo

Una fabbrica a Predosa, nell’Alessandrino e un brew pab a Genova, in via San Bernardo. poi, una serie di locali in cui è venduto il prodotto. Giovani genovesi fanno impresa e per farla hanno scelto la birra. “Kamun” è un marchio ormai molto noto tra gli addetti ai lavori e gli appassionati. Nasce nel 2011 dall’idea di 4 appassionati “Fodamentalmente, per abbattere le spese del consumo” scherza Ludovico Cattanei, uno dei due soci operativi dell’azienda, avvocato, già impegnato in un prestigioso studio legale genovese, che ha dismesso la toga per questa avventura imprenditoriale. L’altro socio operativo è Gian Paolo Camurri (detto Gippo), laureato in Storia della birra, con una tesi sulla storia della bevanda nell’alto Medioevo.
Dopo la fabbrica, installata in Piemonte per ragiorni legate alla necessità di ampi spazi e di logistica per la distribuzione, da qualche tempo Kamun ha aperto anche il “Kamun lab”, in via San Bernardo. Cattanei spiega che la strada, a differenza della zona di San Donato e Salita Pollaiuoli, è contraddistinta da una movida più matura. L’esistenza di diversi ristoranti che non vengono frequentati dai ragazzini caciaroni (spesso minorenni e quasi sempre ben oltre il limite dello stato di ubriachezza, che si trovano nella vicinissima area di San Donato e Salita Pollaioli), la chiusura di alcuni locali e circoli “problematici” e il fatto che altri si siano messi in riga ha fatto sì che, proveniendo da Piazza delle Erbe e oltrepassato l’imbocco della via, si entri in un altro mondo, dove i frequentatori sono più adulti, maturi e responsabili, più avvezzi a cercare la qualitè che la quantità garantita altrove dai “chupiti” a 50 centesimi e a bere responsabilmente. Il locale è inserito in un antico palazzo dei rolli ed è davvero caratteristico, con le sue splendide volte in mattoni.
Le birre sono 9, le spine 11 (ma presto diventeranno 14) e arriverà anche un “contalitri” per un tavolo in cui ognuno spillerà da solo e pagherà “a consumo”.
<La birra artigianale Kamun possiede precise caratteristiche: non è filtrata, non è pastorizzata, senza Co2 aggiunta ne stabilizzanti e conservanti, creata con ingredienti di altissima qualità secondo ricette studiate nel tempo e senza l’utilizzo di succedanei, prodotta in quantità limitate> spiegano i giovani imprenditori che, non lo negano, sono soddisfatti del successo della loro startup cominciata in un periodo, non dimentichiamolo, di crisi nera.
Kamun produce circa 450 ettolitri l’anno ed è una delle fabbriche artigianali italiane più grandi. Niente contro 165 milioni di ettolitri della multinazionale Heineken che ha 130 stabilimenti in più di 65 paesi e che in Italia produce, tra le altre, la “Moretti”. <Eppure – spiega Cattanei – siamo sottoposti alla stessa tassazione>. I piccoli produttori spingono per differenziare legislazione e pressione fiscale che certo non hanno le stesse economie di scala delle industrie. È per questo che la grappa di birra che sta per mettere in commercio Kamun sarà prodotta da un’azienda in possesso di licenza e stabilimento per i superalcolici e non dalla fabbrica di Predosa.
<Vogliamo fare cultura enogastronomica – conclude Cattanei -. Per questo, da settembre ci sarà spazio anche per la cucina. Nel fine settimana ci sarà un cuoco che ci consentirà di proporre accostamenti birra-cibo>.
Per le specifiche delle birre consultare il sito http://www.kamun.it/kamun/
Ecco dove potete trovare le birre Kamun oltre che al “Kamun Lab” di via San Bernardo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: