Via Gherzi, brindisi amaro a un anno dalla chiusura dei parcheggi

via gherzi_brindisi<È trascorso ormai un anno esatto da quel 14 agosto 2014 in cui, con un “blitz ferragostano”, l’area di via Gherzi è stata occupata con catene, new jersey, tognolini e dissuasori e si è dato il via alla tentata vendita degli stalli di sosta. Dodici mesi nei quali, con il colore dei parcheggi, è cambiata anche la vita di un intero quartiere, dopo oltre quarant’anni di strisce bianche e libera sosta> questo hanno detto stamani i commercianti e gli abitanti di via Gherzi, che hanno voluto puntare di nuovo i riflettori su un problema che, insieme a Confesercenti, segnalano da 12 mesi.
 <In tutto questo – dicono all’associazione di categoria -, l’istruttoria della pratica di via Gherzi, riaperta lo scorso inverno grazie alla sollevazione di abitanti e commercianti, giace ancora tra mille altre scartoffie negli uffici di Palazzo Tursi, in attesa di giungere ad una soluzione, l’unica possibile, che restituisca l’area alla collettività. Perché Genova e la Valbisagno in particolare non possono permettersi di perdere altri posti di lavoro: quelli che già si sono persi per il ridotto volume d’affari cui sono andati incontro gli esercizi della zona a causa della chiusura dei parcheggi; e i tanti altri che rischiano di perdersi se le altre attività economiche, come d’altra parte hanno già annunciato, saranno costrette e chiudere entro la fine dell’anno nel caso in cui non si giunga finalmente ad una soluzione>.
Ecco le valutazioni e le richieste dei cittadini.
L’area, peraltro, oltre a quello dei parcheggi presenta molteplici, ulteriori problemi irrisolti:
  1. ad uno dei due accessi di via Gherzi continua a campeggiare un cartello di divieto d’accesso “salvo autorizzati”, seppure questo risulti essere l’unico collegamento per altre strade, quale ad esempio Via Lusignani, e altre destinazioni fra cui una farmacia comunale, numerose attività commerciali, una banca e diversi condomini. Possibile che nessuno – Municipio, Mobilità, Comune – lo abbia ancora tolto?

  2. si attendono ancora i lavori di messa in sicurezza del Rio senza nome Ca’ di Ventura, recentemente denominato rio Denega; vale a dire il rio responsabile degli allagamenti che hanno interessato l’area nello scorso mese di ottobre;

  3. non è ancora stato chiarito se il nuovo silos-parcheggio di Molassana prevederà o meno un accesso veicolare e pedonale anche dal lato di via Molassana antistante via Gherzi, in modo da consentirne l’utilizzo anche ai clienti delle attività economiche e dei residenti della zona;

  4. continuano a circolare voci secondo cui, per trovare una soluzione compensativa (o per meglio dire: palliativa) alla vicenda di via Gherzi, il Comune starebbe pensando all’acquisizione di 20 stalli degli stalli privatizzati; una misura che non risolverebbe in alcun modo i problemi di sosta né ripristinerebbe i diritti dei residenti;

  5. i disagi vengono denunciati solo da chi vive e lavora a Molassana ma, addirittura, anche da numerosi cittadini della Val Trebbia da sempre abituati ad effettuare i loro acquisti in via Gherzi e che oggi si trovano impossibilitati a stazionare la loro auto ad una distanza accettabile dalle attività economiche;

  6. cresce la preoccupazione per la ventilata apertura di una superficie di vendita alimentare di addirittura 2500 metri quadrati nell’area ex Boero, che rappresenterebbe l’ennesimo insediamento della grande distribuzione organizzata in Valbisagno.

Per queste ragioni, oggi, Confesercenti e i Comitati di cittadini e commercianti hanno organizzato “Il Ferragosto di Via Gherzi”. <Un brindisi amaro – dicono -, un gesto simbolico per ricordare che sono già passati 365 giorni senza che una soluzione sia stata trovata, che ci sono molte criticità da risolvere e che il protrarsi di una situazione di questo tipo sta portando al collasso le attività commerciali ancora presenti ed esasperando la vita di migliaia di cittadini. Nessuno può dimenticarsi di tutto questo, nemmeno a Ferragosto>.

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