Pini di corso Andrea Podestà, Francesca Coppola replica alle critiche: «Saranno abbattuti due alberi, non quattro, e saranno ripiantati a ottobre»

L’assessora al Verde e all’Urbanistica risponde alla mobilitazione del Circolo Nuova Ecologia e difende l’impostazione del Comune: controlli intensificati, censimento arboreo, piano del verde e nuove procedure per la gestione delle alberature tra tutela del verde e della sicurezza pubblica

Giornata di tensione sul verde urbano a Genova, dove oggi è previsto l’abbattimento dei pini in corso Andrea Podestà e, in parallelo, la manifestazione organizzata dal Circolo Nuova Ecologia per chiedere il rinvio dell’intervento. Il presidio è stato convocato a partire dalle 7.30 nella zona dell’ascensore del Ponte Monumentale, con l’obiettivo di fermare il taglio almeno fino alla verifica completa della documentazione tecnica e alla possibilità di svolgere eventuali ulteriori controlli sulle alberature. La mobilitazione nasce dalla convinzione, espressa dal presidente del Circolo Nuova Ecologia Giorgio Scarfì, che anche in questo caso si stia riproponendo un copione già visto in altre vicende cittadine: interventi comunicati a ridosso dell’esecuzione, documenti non immediatamente consultabili dai cittadini e una gestione del patrimonio arboreo percepita come poco trasparente.

Il caso dei pini di corso Andrea Podestà è diventato rapidamente un nuovo fronte di confronto tra associazioni ambientaliste e amministrazione comunale. Per il Circolo Nuova Ecologia la questione non riguarda soltanto due alberi, ma il metodo con cui Genova affronta il tema del verde pubblico. La richiesta è quella di sospendere l’abbattimento fino a quando non saranno chiariti tutti gli elementi tecnici alla base della decisione e fino a quando non sarà data la possibilità di verificare se esistano alternative. Il riferimento politico e simbolico è anche alle vicende degli alberi di Brignole e della palma di piazza Paolo Da Novi, casi che hanno segnato il rapporto tra una parte della cittadinanza e le istituzioni sul tema delle alberature storiche e della comunicazione degli interventi.
Alle critiche ha risposto direttamente sui social l’assessora comunale al Verde e all’Urbanistica Francesca Coppola, che ha pubblicato un video per spiegare la posizione dell’amministrazione e l’impostazione generale della gestione del verde. Il primo punto chiarito riguarda il numero degli alberi interessati: secondo l’assessora non saranno abbattuti quattro pini, come circolato nelle contestazioni, ma due pini domestici, tecnicamente pini pinea. Coppola ha spiegato che i due esemplari saranno sostituiti nel mese di ottobre con due pini d’Aleppo, come previsto anche dalle prescrizioni della Soprintendenza. La scelta di rinviare il reimpianto all’autunno, ha aggiunto, sarebbe legata alla necessità di garantire un migliore attecchimento delle radici, perché nella stagione ormai avanzata una nuova piantumazione sarebbe meno opportuna per le piante.
Secondo l’assessora, la decisione arriva dopo un tavolo tecnico che ha coinvolto Aster, l’ufficio del Verde e la Soprintendenza, chiamati a valutare le prove svolte sugli alberi. Francesca Coppola ha respinto anche l’idea che l’amministrazione abbia atteso quattordici mesi prima di intervenire, sostenendo che nel 2025 non sarebbero state effettuate prove dalla precedente amministrazione e che gli ultimi controlli risalissero al 2023. L’attuale giunta, ha detto, avrebbe invece avviato da gennaio un monitoraggio più serrato, anche alla luce del crollo di un pino avvenuto circa un mese e mezzo fa proprio in corso Andrea Podestà. Da qui, secondo l’assessora, la decisione di intensificare gli accertamenti nella zona, mettendo al centro il tema della sicurezza.
Nel video, l’assessora ha spiegato che sugli alberi sono stati eseguiti più tipi di valutazione, dal controllo visivo di stabilità degli alberi alla prova di trazione fino alla valutazione quantificata del rischio arboreo. A fronte di queste verifiche, quattro piante sono state monitorate e due sono risultate da abbattere perché classificate in classe D, cioè nella fascia di rischio più critica. L’assessora ha insistito sul fatto che la sicurezza non riguardi soltanto le persone, ma anche le alberature, perché mettere in sicurezza una pianta significa evitare che un esemplare compromesso possa diventare pericoloso e, nello stesso tempo, impostare una cura più attenta del patrimonio vegetale rimasto.
La replica dell’assessora non si ferma al singolo intervento. Coppola ha rivendicato l’impostazione più ampia dell’amministrazione sul verde urbano, respingendo l’accusa di disinteresse. Ha ricordato la propria competenza professionale da architetta paesaggista e ha sostenuto che non esisterebbe alcun vantaggio, per il Comune, nell’abbattere più alberi del necessario. Ha poi indicato come elemento centrale il censimento arboreo, definito uno strumento atteso da anni e reso operativo dall’attuale amministrazione dopo un lungo periodo di assenza. Il censimento, pur ancora incompleto e perfettibile, sarebbe già accessibile tramite geoportale e rappresenterebbe, nella lettura dell’assessora, un passaggio di trasparenza verso cittadini e associazioni.
Un altro punto rivendicato riguarda il rapporto con i comitati. Francesca Coppola ha sostenuto che l’amministrazione sia stata la prima a portare le associazioni dentro un cantiere in occasione di un taglio contestato, in modo da mostrare direttamente lo stato dell’albero. Il riferimento è anche alla passeggiata di Nervi, dove, secondo l’assessora, il pino interessato dall’intervento era malato e la situazione sarebbe stata verificata insieme ai rappresentanti delle associazioni. Per la giunta, questa modalità dovrebbe dimostrare la volontà di non procedere in modo opaco, ma di aprire, quando possibile, spazi di confronto tecnico e visivo sulle condizioni reali delle piante.
Sul piano della programmazione, l’assessora ha annunciato anche l’avvio del piano del verde, finanziato con 60 mila euro e affidato a professioniste incaricate di redigerlo. I tempi previsti sono di circa undici mesi. Il piano, nelle intenzioni del Comune, dovrà diventare uno strumento operativo collegato al piano urbanistico comunale, con momenti di partecipazione e anche formazione per gli uffici. L’assessora ha sottolineato che Genova arriverebbe da una situazione in cui molto resta da costruire nella gestione del patrimonio verde e che non sarebbe possibile risolvere tutto in tempi immediati. A breve, ha aggiunto, dovrebbe essere formalizzato anche un protocollo tra ufficio del Verde e Aster per definire indirizzi, procedure e trasparenza su monitoraggi, programmazione e interventi sugli alberi.
Nel quadro tracciato dall’assessora rientrano anche la depavimentazione e la revisione delle specie vegetali da utilizzare in città. Coppola ha spiegato che la depavimentazione è stata inserita nel piano urbanistico comunale e che il Comune sta lavorando a incentivi e strumenti per procedere in questa direzione. Ha poi richiamato il tema della biodiversità e dell’adattamento climatico, anticipando che alcune specie saranno progressivamente cambiate perché ritenute poco performanti rispetto al cambiamento climatico e alle esigenze idriche. In sostanza, l’amministrazione sostiene di voler passare da una gestione emergenziale a una programmazione più strutturata, capace di tenere insieme sicurezza, paesaggio, risparmio idrico e qualità urbana.
Resta però la distanza con chi oggi manifesterà in corso Andrea Podestà. Per il Circolo Nuova Ecologia, il nodo è il diritto dei cittadini a verificare gli atti prima che un intervento irreversibile venga eseguito. L’associazione chiede che il taglio sia sospeso finché non saranno disponibili tutti gli elementi e finché non sarà possibile valutare se ulteriori controlli possano confermare o smentire la necessità dell’abbattimento. L’amministrazione, dal canto suo, sostiene che le prove siano state svolte, che il tavolo tecnico si sia espresso e che la classificazione in classe D renda necessario procedere. Oggi, dunque, corso Andrea Podestà diventa il punto fisico di uno scontro più ampio: da una parte chi chiede una moratoria e maggiore trasparenza sugli alberi da abbattere, dall’altra il Comune che rivendica controlli, sostituzioni già previste e una nuova organizzazione del verde urbano.
la foto del pino inclinato è di Dario Di Giorgi
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