“Da zero a mille”, Genova porta i servizi nei quartieri: nuovi percorsi per accompagnare i genitori nei primi tre anni

Il progetto del Comune di Genova si rafforza nei Municipi Valpolcevera e Bassa Valbisagno con incontri, laboratori e orientamento per famiglie, neogenitori e bambini. L’obiettivo è rendere i servizi più vicini, accessibili e capaci di intercettare per tempo le fragilità

Accompagnare le famiglie dalla nascita dei bambini e delle bambine fino ai primi tre anni di vita, portando informazioni, ascolto e sostegno direttamente nei quartieri. È questo l’obiettivo di “Da zero a mille”, il nuovo percorso promosso dal Comune di Genova nell’ambito delle attività del Centro per le Famiglie e ora pronto a entrare in una fase più capillare con l’avvio delle iniziative nei Municipi Valpolcevera e Bassa Valbisagno.

Il progetto prende spunto dall’importanza dei primi mille giorni, il periodo che va dal concepimento al compimento dei due anni e nel quale si gettano le basi dello sviluppo fisico, emotivo e relazionale della persona. L’accompagnamento previsto dal Comune si estende però fino al compimento dei tre anni, con l’obiettivo di sostenere i genitori in una fase caratterizzata da grandi cambiamenti, nuove responsabilità, dubbi quotidiani e possibili momenti di difficoltà.
Il percorso non vuole sostituirsi ai servizi sanitari e sociali già presenti, ma collegarli e renderli più facilmente accessibili. Il Centro per le Famiglie avrà infatti un ruolo di coordinamento e orientamento, mettendo in relazione pediatri di libera scelta, ostetriche, psicologi, assistenti sociali, educatori, biblioteche, associazioni e realtà del terzo settore. Le famiglie potranno così trovare un punto di riferimento vicino, non giudicante e capace di indicare le risposte più adatte alle diverse necessità.
Per Cristina Lodi, assessora al Welfare del Comune di Genova, sostenere i genitori fin dall’inizio significa investire sul futuro dell’intera comunità. La scelta di decentrare le attività nasce dalla volontà di intervenire prima che una difficoltà si trasformi in emergenza, offrendo occasioni di confronto, relazioni competenti e risposte coordinate direttamente nei luoghi frequentati dalle famiglie.
Dopo l’esperienza del modulo centrale cittadino e il primo avvio nel Municipio I Centro Est, il progetto si prepara ora a raggiungere altri territori. I primi percorsi decentrati partiranno in Valpolcevera e Bassa Valbisagno, mentre l’amministrazione prevede di coinvolgere progressivamente anche gli altri Municipi entro la fine dell’autunno. L’obiettivo dichiarato è costruire una presenza sempre più diffusa, in modo che nessuna famiglia debba rinunciare a un servizio soltanto perché la sede è troppo lontana o difficile da raggiungere.
Il valore della prossimità è particolarmente evidente per le famiglie con neonati e bambini piccoli. Gli spostamenti con i mezzi pubblici, la necessità di organizzare il tempo in base ai ritmi dei figli e le difficoltà legate alla conciliazione possono trasformare la distanza in una vera barriera. Portare gli incontri nei quartieri significa quindi favorire la partecipazione, facilitare l’emersione precoce dei bisogni e creare nuove occasioni di relazione tra persone che vivono nella stessa zona.
Nel Municipio III – Bassa Valbisagno saranno attivati due percorsi distinti, pensati per rispondere alle caratteristiche dei diversi versanti del territorio. Il percorso di valle sarà organizzato tra la fine di settembre e la fine di novembre 2026 e comprenderà sei incontri nella Casa di Comunità di via Archimede e nella Biblioteca civica Lercari.
Il percorso di monte si svolgerà invece tra gennaio e maggio 2027 negli spazi dell’associazione Città Giardino 2.0, in via Fea, all’interno del complesso del Biscione. Gli appuntamenti saranno otto e l’ultimo incontro si terrà alla Biblioteca civica Lercari. La scelta di coinvolgere direttamente questa zona è legata anche alla sua particolare composizione demografica: si tratta infatti di una delle aree del territorio comunale che ha registrato un saldo demografico positivo, grazie alla presenza di numerose famiglie giovani.
Secondo Ica Arkel, assessora ai Servizi alla Persona del Municipio III – Bassa Val Bisagno, la suddivisione in due percorsi geografici consente di avvicinare concretamente le attività ai cittadini. La collaborazione con la Casa di Comunità, il distretto sociosanitario, la Biblioteca Lercari e la sede di Città Giardino 2.0 permetterà di raggiungere anche le famiglie che vivono nelle vallate e che spesso percepiscono i servizi come troppo lontani dalla propria abitazione.
In Valpolcevera il progetto sarà costruito attraverso una rete composta dal Comune di Genova, dal Municipio V – Valpolcevera, dal Centro per le Famiglie, dai servizi sanitari, dalle biblioteche, dalle associazioni e dalle realtà del terzo settore. Gli incontri saranno ospitati in luoghi diversi del territorio, tra cui la Casa di Quartiere, la Casa della Cultura e la Biblioteca Cervetto, per creare un sistema diffuso e riconoscibile di sostegno alla genitorialità.
Il programma affronterà numerosi temi legati alla nascita e alla crescita. Si parlerà di accompagnamento alla genitorialità, allattamento, sicurezza domestica e disostruzione pediatrica, ma anche del ruolo del padre, dello sviluppo psicomotorio, dell’importanza della lettura precoce e dell’impatto delle tecnologie digitali nella vita dei bambini. Saranno inoltre affrontati argomenti come allergie, osteopatia pediatrica e benessere familiare.
L’impostazione sarà multidisciplinare, con la partecipazione di professionisti e operatori con competenze differenti. L’intento è offrire alle famiglie informazioni corrette e strumenti pratici, evitando che i genitori debbano affrontare ogni dubbio individualmente o cercare risposte frammentarie. Particolare attenzione sarà riservata anche all’intercettazione delle situazioni di fragilità, così da poter orientare tempestivamente le persone verso i servizi più adeguati.
Il dottor Alberto Ferrando, presidente dell’Associazione Pediatri Extraospedalieri Liguri, sottolinea che nei primi mille giorni si costruiscono le basi della salute fisica, emotiva e relazionale futura. Da qui la necessità di informare le famiglie fin dai primi momenti e di coinvolgere direttamente i pediatri di libera scelta, le istituzioni e le associazioni dei genitori. La collaborazione con le realtà già presenti nei territori consente di costruire percorsi condivisi e non calati dall’alto.
La presenza dei pediatri nelle sedi municipali e nei luoghi conosciuti dalle famiglie risponde proprio al principio di sussidiarietà: i servizi devono essere disponibili il più possibile vicino alle persone, negli spazi che già frequentano e nei quali possono sentirsi a proprio agio. Il progetto punta quindi non soltanto a trasmettere informazioni, ma anche a favorire la nascita di relazioni tra genitori, professionisti e comunità locali.
In questo modello il Centro per le Famiglie assume il ruolo di facilitatore di comunità. Non sarà soltanto uno sportello al quale rivolgersi per ricevere indicazioni, ma un punto di raccordo capace di mettere in rete servizi e competenze. Le famiglie saranno considerate protagoniste attive, portatrici di esperienze e conoscenze, e non semplici destinatarie di prestazioni.
Incontri, laboratori e momenti di confronto potranno favorire anche forme di auto-mutuo-aiuto e reti di vicinato. Condividere dubbi e difficoltà con altre persone che stanno vivendo esperienze simili può contribuire a ridurre il senso di isolamento che talvolta accompagna i primi anni di vita di un figlio. Allo stesso tempo, il confronto con operatori qualificati aiuterà a distinguere le normali fatiche della crescita dalle situazioni che richiedono un sostegno più specifico.
Per Ilenia Rossi, assessora al Welfare del Municipio V – Valpolcevera, il percorso rappresenta un’occasione per valorizzare le risorse già presenti nella valle. La Casa di Quartiere, la Casa della Cultura, la Biblioteca Cervetto, i servizi sanitari, i pediatri e le associazioni potranno diventare punti di una rete stabile, capace di accompagnare le famiglie nei diversi passaggi della crescita.
Il progetto “Da zero a mille” si propone così di unire prevenzione, informazione e inclusione. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di mantenere un contatto costante con i territori e di adattare le attività alle necessità dei diversi quartieri. Per questo l’avvio nei due Municipi viene considerato un primo passo di un percorso più ampio, destinato a estendersi progressivamente all’intera città.
Gli aggiornamenti sulle attività, sulle sedi e sulle modalità di partecipazione saranno pubblicati attraverso i canali istituzionali del Comune di Genova, del Centro per le Famiglie e dei Municipi coinvolti.
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