diritti e sociale 

L’ex ospedale psichiatrico diventa palcoscenico: a Quarto 47 eventi per raccontare il cambiamento

Dal 17 settembre al 1° novembre torna Quarto Pianeta Festival, alla quindicesima edizione. Mostre, teatro, musica e incontri sul tema “TrasformAzioni”, fra memoria della salute mentale, diritti delle donne e storia di Genova. Apertura dedicata a Dario Fo e Franca Rame

Un luogo segnato dalla storia della separazione che continua a costruire occasioni di incontro. Quarto Pianeta Festival torna negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, in via Giovanni Maggio 4, con 47 eventi distribuiti in 21 giornate non consecutive, dal 17 settembre al 1° novembre. La quindicesima edizione sceglie il tema “TrasformAzioni” e lo sviluppa attraverso teatro, musica, danza, fotografia, cinema e libri, tenendo insieme ricerca artistica, inclusione e partecipazione alla vita della città.

Promosso dall’Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli con la collaborazione del Coordinamento Quarto Pianeta, il festival guarda al cambiamento a partire dalle azioni che possono renderlo possibile. Il programma attraversa la memoria dell’istituzione psichiatrica, l’emancipazione femminile, le trasformazioni urbane e le nuove tecnologie, alternando spettacoli e momenti di confronto.

«Quest’anno tagliamo il traguardo dei quindici anni di attività e possiamo affermare che il Festival si conferma un presidio fondamentale di cultura, socialità e rigenerazione urbana per tutto il territorio genovese», dichiara la direttrice artistica Rossella Soro. «L’obiettivo del festival fin dall’inizio è stato stimolare una cittadinanza attiva e promuovere azioni concrete per affrontare e guidare i cambiamenti sociali e storici».

Quattro ricorrenze accompagnano questa edizione: il centenario della nascita di Dario Fo, gli ottant’anni del diritto di voto alle donne, i cento anni della Grande Genova e i centotrent’anni dalla nascita di Sandro Pertini. Sono fili che collegano appuntamenti differenti, dalla satira alla fotografia, dal racconto delle lotte per i diritti alla memoria della città.

L’apertura è fissata per giovedì 17 settembre alle 16 nel Giardino di Tegole sul mare, con una festa di benvenuto animata da artisti di strada e trampolieri. Alle 16.30, nel porticato, sarà inaugurata “I soli della pace”, mostra nata da un progetto dell’associazione Les Ateliers pARTage – L’Arte dell’Incontro, con il Gruppo Basaglia e la collaborazione dell’Accademia Ligustica di Belle Arti. Le opere sono il risultato di una pittura condivisa, realizzata insieme attorno alla forma del cerchio.

Dalle 17 alle 18.30 lo Spazio 21 ospiterà l’inaugurazione di “100 Dario Fo – Trasformazioni”, percorso visivo e sonoro curato da Alberto Cerchi. Scenografie, installazioni, fotografie, sculture, video e performance trasformeranno lo spazio in un’officina didattica ispirata alla satira e all’impegno sociale di Dario Fo e Franca Rame.

La giornata inaugurale comprende anche “Play Room Masquerade”, ideato da Raphael Bianco e danzato da Vincenzo Criniti, nel quale il pubblico è invitato a intervenire sulle componenti della coreografia, e il cortometraggio “Che segreto custodisce un uomo vento?”, con la partecipazione del Gruppo Basaglia e la direzione artistica di Alberto Terrile. Alle 19 sarà proposto “Mistero buffo”, con lettura di Sandro Battisti, performance di Silvia Ottobrini e musica dal vivo. Alle 21 seguirà “Lo stupro” di Franca Rame, letto da Franca Fioravanti, con Antonella Suella e Stefano Bertoli alla parte musicale. I due appuntamenti sono curati dal collettivo DiSuoni DiVersi e DiSegni.

Venerdì 18 settembre il programma si concentra sul rapporto fra espressione artistica e memoria manicomiale. Alle 16 sarà presentato il libro di Giada CarraroGino Grimaldi Magister Bergamensis”, dedicato all’artista che trascorse gli ultimi anni nell’ospedale psichiatrico di Cogoleto. Alle 17.30 sarà inaugurata la mostra fotografica di Giacomo Doni “Ciò che resta prima del silenzio”, che indaga l’identità delle persone internate attraverso gli oggetti personali portati con sé al momento del ricovero.

Alle 18.30 lo stesso Giacomo Doni presenterà “L’uomo che fotografa manicomi”, un monologo accompagnato dalle immagini di vent’anni di ricerca sulla memoria delle istituzioni psichiatriche italiane. Alle 21 la compagnia Chille de la balanza porterà in scena “Umani. Questo volevo che capiste”, di e con Sissi Abbondanza e Claudio Ascoli, ispirato alle opere e agli scritti di Francesco Romiti.

Sabato 19 settembre, alle 17, Carlo Pasetti e Massimo Sartori presenteranno “La volontà fragile”, affrontando i dilemmi dell’autodeterminazione e il possibile conflitto fra decisioni espresse in precedenza e successive condizioni di vulnerabilità. Alle 20 sono previste le letture performative “E se fosse poetico?”, curate da Laura Baldis. Alle 21 arriverà il concerto-lettura “Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché!”, con Giulia Morello, Assia Fiorillo e Desirée Infascelli, dedicato alla ricerca artistica della performer e al suo messaggio di pace e fiducia.

Domenica 20 settembre si incontreranno musica e letteratura: alle 17 Leonardo Lippolis e Fabio Zuffanti presenteranno rispettivamente “L’apocalisse del post-punk” e “Alla riscossa stupidi”, in dialogo con Simone Dagnino. Alle 21 il pianista Ciro Longobardi sarà protagonista del concerto promosso dalla Giovine Orchestra Genovese “Olivier Messiaen: tra ornitologia e fede”.

Il percorso sull’emancipazione femminile proseguirà venerdì 25 settembre. Alle 18, nella sala Luigi Tenco, sarà proiettato “Lola – Il deputato delle donne”, dedicato alla partigiana e madre costituente Angiola Minella. Alle 21 lo Spazio 21 ospiterà “Chiamatemi Anna”, scritto e diretto da Deborah Riccelli, con Lucia Vita, sulla figura di Anna Kuliscioff e sulle battaglie per il voto, il lavoro femminile e la parità salariale.

La fine di settembre sarà accompagnata anche dalla poesia e dalla musica: sabato 26, alle 18, Tiziana Sorrentino presenterà “Schegge di luce”, mentre alle 21 si esibirà il quartetto Xalla Xalla. Domenica 27, sempre alle 21, toccherà ai Kaligo, con un repertorio che intreccia jazz, musiche del mondo e sonorità elettriche.

A ottobre il calendario continuerà a muoversi fra libertà, cura e trasformazioni contemporanee. Giovedì 1, alle 17, Rocco Canosa presenterà “Le scarpe di Anna”, con Davide Bonfanti e Luigi Ferrannini e letture di Igor Chierici. Alle 21 sarà proposto “Lo santo jullare Francesco”. Venerdì 2, alle 17, sarà la volta di Raffaella Romagnolo con “La segreta cura”, mentre sabato 3 Guido Rodriguez dialogherà con Bruno Morchio sul romanzo “La ragazza con la gonna a fiori”.

Domenica 4 ottobre, alle 17, Sergio Bellucci, insieme a Enrico Pedemonte e Renzo Rosso, porterà al festival una riflessione sull’intelligenza artificiale e sulle conseguenze dell’automazione per le scelte individuali. Alle 21 seguirà “Canti di sangue e fate”, progetto di Matteo Manzitti e Cleantha Ensemble sui versi di Mariella Mehr, promosso dalla Giovine Orchestra Genovese.

A Sandro Pertini sarà dedicata la giornata di giovedì 8 ottobre. Alle 10 Luigi Garlando incontrerà insegnanti e studenti delle scuole secondarie con “Sandro libera tutti”; alle 17 presenterà il libro al pubblico, in dialogo con Franco Manzitti. Alle 21 andrà in scena “In punta di Zelda”, dedicato a Zelda Fitzgerald, scritto da Pina Catanzariti e diretto da Marcello Cava.

Uno dei momenti centrali dell’edizione sarà sabato 10 ottobre, Giornata mondiale della salute mentale. Il festival uscirà dagli spazi di Quarto per raggiungere Galleria Mazzini, dove alle 12 si terrà “A tavola con Marco Cavallo”, pranzo solidale aperto alla cittadinanza con formula “porta e condividi”, curato dal Patto della Salute Mentale – La città che cura.

Al centro dell’iniziativa ci sarà Marco Cavallo, simbolo del superamento dei manicomi, reinterpretato da Gianfranco Carrozzini e Antonio Gambale. Alle 17 il programma tornerà nei porticati di Quarto Pianeta con un corteo di comunità e interventi teatrali del Teatro dell’Ortica – Fondazione Anna Solaro, con il Gruppo Stranità. Alle 20.30 lo stesso gruppo proporrà “Questo non è uno spettacolo”, diretto da Giancarlo Mariottini.

Domenica 11 ottobre, dalle 15 alle 23.30, lo Spazio 21 accoglierà “Musica attiva a Quarto”, a cura dell’associazione Musica Ribelle, con gruppi, allievi e la corale del festival. Lunedì 12, alle 18, “Oceano Nox, uno studio” porterà invece in scena il racconto di due medici impegnati su una nave di soccorso nel Mediterraneo, con Elisabetta Mazzullo e Andrea Nicolini, per la regia di Tommaso Garré.

Il cinema tornerà sabato 24 ottobre alle 16.30 con “Metropolis” di Fritz Lang, nell’ambito della rassegna dedicata al muto. Alle 21 Igor Chierici sarà fra i protagonisti di “Gli incredibili racconti e le avventure in mezzo al mare”. Domenica 25 sono previste l’inaugurazione di “Tracce d’inchiostro e d’amicizia”, alle 16, e la performance “Abiti bianchi di mancate spose”, alle 18, con testi e regia di Gloria Bardi.

Il centenario della Grande Genova entrerà nel programma venerdì 30 ottobre alle 17 con “Memorie di un territorio. 1926-2026”. La mostra metterà in relazione le cartoline d’epoca della collezione di Stefano Finauri e le fotografie contemporanee di Patrizia Traverso, ricostruendo attraverso le immagini la storia dei diciannove comuni annessi a Genova nel 1926.

La chiusura teatrale sarà affidata a “Can Can” di Giovanni Ortoleva, con Irene Mantova, produzione della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse. Lo spettacolo, in programma il 30 ottobre alle 21 con repliche il 31 ottobre e il 1° novembre, intreccia la vicenda di una performer contemporanea con quella della ballerina Jane Avril.

«Il Festival non è solo un momento di grande espressione creativa, ma la prosecuzione di una visione sociale profondamente radicata sul territorio», sottolinea Amedeo Gagliardi del Coordinamento Quarto Pianeta. A rendere possibile il percorso, ricorda, è una rete che comprende il Centro Sociale, il Centro Basaglia, Musica Ribelle, i volontari dei laboratori artistici e l’Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli.

Gli organizzatori rivolgono anche un appello al pubblico per sostenere la continuità della manifestazione: «Sostenere il Festival significa contribuire alla crescita di uno spazio condiviso, in cui arte e socialità si traducono in pratiche concrete di inclusione e cittadinanza attiva».

Durante il festival sarà aperto il bar con tavola fredda gestito dal Centro Sociale. Informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito https://www.imfi-ge.org, scrivendo a quartopianetafestival@gmail.com oppure tramite WhatsApp al 339 7228865.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook. E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts